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17/09/11

IL COMMA 5

Le leggi cambiano, vengono riscritte, rimodulate, trasformate per adeguarsi, spesso, ai tempi, alle condizioni culturali di un'epoca e di un popolo. Non è detto che cambino sempre in meglio ma, insomma, sono lo specchio di quel tempo. La storia recente ci ha insegnato che cambiano anche i contratti di lavoro e le modalità di approvazione delle norme. Il mio lavoro, per esempio, per quanto ne so, è regolato da un contratto nazionale che ha definito nel tempo alcune modifiche formali e altre sostanziali. L'originale è il CCNL Comparto Scuola del 4 agosto 1995, modificato dal CCNL Comparto Scuola del 26 maggio 1999. Non voglio farla lunga, per cui mostro un solo comma: riguarda una accezione della funzione docente (in origine: Titolo III, Capo II, Sezione II, Art.38, Comma 5; oggi: Titolo I, Capo IV, Sezione II, Art.23, Comma 5).

Originale
5. I docenti, nella loro dimensione collegiale, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico-didattici, il progetto di istituto, adattandone l'articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio economico e culturale di riferimento.
Modifica
5. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle attività collegiali, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico–didattici, il piano dell’offerta formativa, adattandone l’articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio-economico di riferimento.

Spero che la differenza sia chiara, perché a me non va di commentare.

16/09/11

L'AULA


Due giorni fa, ore 9:00, ho scattato la foto della bellissima aula magna del Liceo Croce di Palermo: larga, alta e profonda, ma anche affrescata e restaurata. Uno spazio comune di lavoro, e di rappresentanza. Oggi, ore 8:00, mi sono trovato a condividere uno spazio comune, stesso Liceo, con 28 ragazzi prossimi alla maggior età. Eravamo tutti nella stessa aula, esposta ad est, senza possibilità di essere oscurata, e respiravamo assieme l'aria di un'area insolitamente esigua rispetto al numero di persone presenti. Diciamo pure che gli standard minimi di sicurezza, oltre che di igiene e salute, sforavano oltremodo. Per 29 persone sarebbe stata necessaria un'aula di almeno 55 metri quadri, oppure grosso modo di 7 metri per 9, con congrui spazi di fruizione tra i banchi, per raggiungere l'uscita in caso di necessità. Non era così. Spero che qualcuno abbia il buon senso di organizzare le aule (luoghi) in funzione delle classi (gruppi di persone), altrimenti mi propongo già da adesso per una sana obiezione di coscienza per non utilizzare spazi pubblici illegali e/o non rispondenti ai requisiti prescritti dalle normative vigenti.