[Per non sapere né leggere né scrivere] "L'espressione vuol dire chiaramente: per essere sicuri, per aver tutto in regola, per non rimanere fuori"
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15/09/11
IN SALITA
11/11/09
CE NE LAVIAMO LE MANI?
Per fare prevenzione sul virus N1H1vA (influenza suina) e altri virus, batteri e parassiti (pediculosi), non è sufficiente lavarsi le mani spesso ma, visto che la propagazione è di tipo aerea (respiro e starnuti), è importante avere, nelle aule, la cubatura di aria e la distanza sufficiente per evitare il contagio. Sia il DM Istruzione iniziale (331/98) e quello (141/99) di formazione delle classi, sia l'ultima circolare del Ministero PI nr.63 del 6/7/09 e il DPR nr.81 del 20/3/09 art.3 (Rete scolastica), sulla formazione delle classi, sono molto chiare! Bisogna tenere conto della grandezza effettiva delle singole aule ove collocare un adeguato numero di allievi secondo gli indici previsti.
Da questo emerge chiaramente chi è inadempiente, per la prevenzione di cui sopra? Il dirigente scolastico (che nella formazione delle classi non tiene conto dell'indice di massimo affollamento previsto, ovvero 1,80 mq netti per alunno per scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di 1° grado e 1,96 mq netti per alunno per le scuole secondarie di 2°grado) o il suo superiore che dirige l'Ufficio Scolastico Provinciale? Ma, se il dirigente dell'USP (o del CSA), o chi per lui, organizza le classi in funzione di aule sottodimensionate, è bene che lo si faccia notare e in questo gli alunni (nelle loro forme di rappresentanza), i docenti (in quanto lavoratori), i genitori direttamente interessati, sono soggetti attivi ai quali deve far scaturire allarme o, perlomeno, disagio civico sapere che nella scuola italiana, o in specifici istituti, non vengano rispettate le leggi, le indicazioni tecniche, le normative vigenti.
Io suggerisco di approfondire la questione ai links A e B e, per chi vuol passarsi il tempo, di compilare il seguente form. Volete vedere che passeranno quintali di sapone prima del suono della campana?
Da questo emerge chiaramente chi è inadempiente, per la prevenzione di cui sopra? Il dirigente scolastico (che nella formazione delle classi non tiene conto dell'indice di massimo affollamento previsto, ovvero 1,80 mq netti per alunno per scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di 1° grado e 1,96 mq netti per alunno per le scuole secondarie di 2°grado) o il suo superiore che dirige l'Ufficio Scolastico Provinciale? Ma, se il dirigente dell'USP (o del CSA), o chi per lui, organizza le classi in funzione di aule sottodimensionate, è bene che lo si faccia notare e in questo gli alunni (nelle loro forme di rappresentanza), i docenti (in quanto lavoratori), i genitori direttamente interessati, sono soggetti attivi ai quali deve far scaturire allarme o, perlomeno, disagio civico sapere che nella scuola italiana, o in specifici istituti, non vengano rispettate le leggi, le indicazioni tecniche, le normative vigenti.
Io suggerisco di approfondire la questione ai links A e B e, per chi vuol passarsi il tempo, di compilare il seguente form. Volete vedere che passeranno quintali di sapone prima del suono della campana?
22/09/09
>LEZIONE DI CIVILTA'<
Da qualche anno dai post di questo blog denuncio le invivibilità scolastiche: ovviamente, tutti allineati e coperti. Per chi non legge il blog (ma anche per chi lo legge, vista l'assenza di commenti) va tutto bene, le scuole sono perfette e non è possibile che accada nulla.
L'evidenza andrebbe di pari passo con l'etica se questa fosse ancora riconoscibile, eppure oggi ho letto su un sito un articolo in cui una giornalista, o una blogger, intervistando un preside di una scuola palermitana ne trascrive il disagio.
Il preside Casertano, del Liceo Scientifico Einstein, dice: "Non abbiamo scale antincendio. Le porte hanno i cardini all´esterno, basta un piede di porco per aprirle". Conosco scuole nello stesso stato, ma i dirigenti scolastici ben si guardano dall'affermare qualcosa che sia aderente con la realtà: per il "buon nome" delle scuole, e per aspettarsi di fare orientamento millantando crediti, è sempre meglio una piccola bugia di una grande verità.
Insomma, ho apprezzato la lezione di civiltà. Ma ora bisognerà far qualcosa: sostenere questo preside, per esempio, e indicargli strade; verificare quale sia la vera posizione dell'ente proprietario, che è la Provincia Regionale di Palermo; capire in che misura sia ancora garantita la sicurezza, e quali corrette informazioni siano arrivate agli allievi e alle loro famiglie.
L'evidenza andrebbe di pari passo con l'etica se questa fosse ancora riconoscibile, eppure oggi ho letto su un sito un articolo in cui una giornalista, o una blogger, intervistando un preside di una scuola palermitana ne trascrive il disagio.
Il preside Casertano, del Liceo Scientifico Einstein, dice: "Non abbiamo scale antincendio. Le porte hanno i cardini all´esterno, basta un piede di porco per aprirle". Conosco scuole nello stesso stato, ma i dirigenti scolastici ben si guardano dall'affermare qualcosa che sia aderente con la realtà: per il "buon nome" delle scuole, e per aspettarsi di fare orientamento millantando crediti, è sempre meglio una piccola bugia di una grande verità.
Insomma, ho apprezzato la lezione di civiltà. Ma ora bisognerà far qualcosa: sostenere questo preside, per esempio, e indicargli strade; verificare quale sia la vera posizione dell'ente proprietario, che è la Provincia Regionale di Palermo; capire in che misura sia ancora garantita la sicurezza, e quali corrette informazioni siano arrivate agli allievi e alle loro famiglie.
21/05/09
OSTRUZIONISMO
Ho letto oggi una circolare che annuncia l'esercitazione di evacuazione, obbligatoria due volte l'anno per le scuola dopo l'emanazione del T.U. 81/08, presso il plesso scolastico succursale il 29 maggio prossimo, a una settimana dalla fine delle lezioni. Complimenti per il tempismo! Diciamo che è una parata di culo, giusto per non smentirsi, visto che ne sono obbligatorie due esercitazioni l'anno, per legge. Ora (mi spiace di non esserci stato), pare che l'esercitazione di evacuazione nella sede centrale della scuola ci sia già stata, ma anche in questo caso (e le foto seguenti lo testimoniano) si è trattato di una pura formalità: infatti, continuano ad essere vigenti comportamenti illegali da parte dei molti che parcheggiano il loro veicolo davanti ai corridoi che consentono l'uscita di emergenza. Giusto per la cronaca, e per il documento di valutazione dei rischi: le uscite di emergenza della scuola, sede centrale, sono tre; due di essi vengono regolarmente ostruiti, e nessuno se ne avvede. Insomma, come capita sovente, dopo le belle parole nessuna pratica e dunque, tanto per non essere spiritosi, "fumo negli occhi"...
(ps: le foto sono tutte datate in presa dalla macchina fotografica)
SEQUENZA USCITA DI EMERGENZA 1









SEQUENZA USCITA D'EMERGENZA 2










(ps: le foto sono tutte datate in presa dalla macchina fotografica)
SEQUENZA USCITA DI EMERGENZA 1









SEQUENZA USCITA D'EMERGENZA 2










25/11/08
NOTTE BIANCA PER LA SCUOLA
Ricevo e inoltro questo invito. Un invito non è solo una richiesta di partecipazione, ma un segnale che alcune cose ancora non stanno al loro posto e che incidono sulla vita, la vivibilità, l'organizzazione e il futuro delle scuole. L'invito riguarda chi può essere a Palermo il prossimo venerdì sera, ma è anche un suggerimento a muoversi in tal senso anche presso le proprie realtà, città, scuole.
"Gentili Genitori,
con la presente noi operatori della scuola pubblica intendiamo informarVi per condividere la nostra profonda preoccupazione sul futuro della nostra scuola.
- Dall'anno scolastico 2009/2010 viene aumentato il numero degli alunni nelle classi.
- Viene modificata l’organizzazione del tempo scuola con riduzione dell’orario e delle attività integrative.
- Viene ridimensionata la rete scolastica: chiusi o accorpati i plessi con meno di 50 alunni e gli Istituti scolastici con meno di 500; ridimensionato l’assetto organizzativo–didattico dei centri di istruzione per adulti (i corsi serali). Complessivamente si tratta di un taglio di finanziamenti di 7 miliardi e 832 milioni di euro senza reinvestimenti nella scuola.
- Nella Scuola Elementare viene istituito l’INSEGNANTE UNICO che cancella e stravolge l’esperienza del tempo pieno e dei moduli, che hanno prodotto in questi anni importanti e notevoli risultati. Le classi funzioneranno con orario di ventiquattro ore settimanali. L’insegnante unico insegnerà tutto, l’Inglese e l’Informatica compresi, anche se non li conosce.
Il termine delle lezioni alle 12.30 creerà ovvie difficoltà ai genitori lavoratori. Nessun laboratorio, né uscite didattiche.
- L’istituzione delle classi “differenziali” per gli studenti “stranieri” riduce l’integrazione e rallenta l’apprendimento della lingua italiana; il numero di posti degli insegnanti di sostegno, nonostante l’aumento delle richieste, viene bloccato all’anno scolastico 2006/2007. CIO’ SIGNIFICA MENO ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEI BAMBINI CON MAGGIORI DIFFICOLTA’.
- Diminuisce il numero dei COLLABORATORI SCOLASTICI, e verrà meno quindi la funzione di vigilanza della struttura, di pulizia degli istituti e assistenza ai bambini.
La RIDUZIONE DEL PERSONALE DOCENTE di 87.400 unità, del PERSONALE ATA di 44.500 e dei FINANZIAMENTI in maniera generalizzata, paralizza le scuole di ogni ordine e grado privandole di risorse umane ed economiche.
A tutto ciò si aggiunga la totale mancanza di attenzione da parte degli Enti Locali nei confronti della scuola. Vi sarete certamente accorti che negli ultimi due anni non è stato fornito neanche il minimo indispensabile per l’attuazione di quel diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione e cioè il BUONO-LIBRI. Le scuole del nostro territorio non riescono oramai neanche a comprare detersivi e carta igienica!
A Palermo è grave la situazione della manutenzione degli edifici scolastici con evidente pericolo per la salute, ed in qualche caso per la sicurezza, nostra e per quella dei nostri figli.
Gli operatori della scuola e gli studenti chiedono una “VERA” riforma della Scuola che migliori le condizioni di vita al suo interno promuovendo la FORMAZIONE, la DIDATTICA, la CULTURA e l’INTEGRAZIONE.
Ci batteremo, ci impegneremo, informeremo per fermare questo progetto di devastazione della Scuola pubblica. A tal fine Vi invitiamo a partecipare alla fiaccolata a SOSTEGNO DELLA SCUOLA PUBBLICA durante la “NOTTE BIANCA” che avrà luogo VENERDI’ 28 NOVEMBRE 2008 davanti all’ITC Pio La Torre con corteo che partirà da Piazza Principe di Camporeale alle ore 20.00"
"Gentili Genitori,
con la presente noi operatori della scuola pubblica intendiamo informarVi per condividere la nostra profonda preoccupazione sul futuro della nostra scuola.
- Dall'anno scolastico 2009/2010 viene aumentato il numero degli alunni nelle classi.
- Viene modificata l’organizzazione del tempo scuola con riduzione dell’orario e delle attività integrative.
- Viene ridimensionata la rete scolastica: chiusi o accorpati i plessi con meno di 50 alunni e gli Istituti scolastici con meno di 500; ridimensionato l’assetto organizzativo–didattico dei centri di istruzione per adulti (i corsi serali). Complessivamente si tratta di un taglio di finanziamenti di 7 miliardi e 832 milioni di euro senza reinvestimenti nella scuola.
- Nella Scuola Elementare viene istituito l’INSEGNANTE UNICO che cancella e stravolge l’esperienza del tempo pieno e dei moduli, che hanno prodotto in questi anni importanti e notevoli risultati. Le classi funzioneranno con orario di ventiquattro ore settimanali. L’insegnante unico insegnerà tutto, l’Inglese e l’Informatica compresi, anche se non li conosce.
Il termine delle lezioni alle 12.30 creerà ovvie difficoltà ai genitori lavoratori. Nessun laboratorio, né uscite didattiche.
- L’istituzione delle classi “differenziali” per gli studenti “stranieri” riduce l’integrazione e rallenta l’apprendimento della lingua italiana; il numero di posti degli insegnanti di sostegno, nonostante l’aumento delle richieste, viene bloccato all’anno scolastico 2006/2007. CIO’ SIGNIFICA MENO ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEI BAMBINI CON MAGGIORI DIFFICOLTA’.
- Diminuisce il numero dei COLLABORATORI SCOLASTICI, e verrà meno quindi la funzione di vigilanza della struttura, di pulizia degli istituti e assistenza ai bambini.
La RIDUZIONE DEL PERSONALE DOCENTE di 87.400 unità, del PERSONALE ATA di 44.500 e dei FINANZIAMENTI in maniera generalizzata, paralizza le scuole di ogni ordine e grado privandole di risorse umane ed economiche.
A tutto ciò si aggiunga la totale mancanza di attenzione da parte degli Enti Locali nei confronti della scuola. Vi sarete certamente accorti che negli ultimi due anni non è stato fornito neanche il minimo indispensabile per l’attuazione di quel diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione e cioè il BUONO-LIBRI. Le scuole del nostro territorio non riescono oramai neanche a comprare detersivi e carta igienica!
A Palermo è grave la situazione della manutenzione degli edifici scolastici con evidente pericolo per la salute, ed in qualche caso per la sicurezza, nostra e per quella dei nostri figli.
Gli operatori della scuola e gli studenti chiedono una “VERA” riforma della Scuola che migliori le condizioni di vita al suo interno promuovendo la FORMAZIONE, la DIDATTICA, la CULTURA e l’INTEGRAZIONE.
Ci batteremo, ci impegneremo, informeremo per fermare questo progetto di devastazione della Scuola pubblica. A tal fine Vi invitiamo a partecipare alla fiaccolata a SOSTEGNO DELLA SCUOLA PUBBLICA durante la “NOTTE BIANCA” che avrà luogo VENERDI’ 28 NOVEMBRE 2008 davanti all’ITC Pio La Torre con corteo che partirà da Piazza Principe di Camporeale alle ore 20.00"
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01/11/08
1+1
Si sono svolte nei giorni scorsi, come antefatto alle elezioni per il rinnovo dei rappresentanti di alunni e genitori ai consigli di classe, assemblee degli studenti dei due plessi dell'istituto, e ancor prima (almeno per quanto mi riguarda) classe per classe tutti gli studenti sono stati avvisati dell'importanza della tornata elettorale richiedendo loro un voto responsabile e l'invito ai loro genitori di rappresentare, classe per classe, la componente relativa. Tradotto in italiano: sia gli alunni e, per loro tramite, i genitori sono stati avvertiti del fatto che si stessero svolgendo elezioni a scuola.
Non posso entrare nel merito dei risultati, ora, ma posso dire che l'affluenza degli alunni è stata sufficiente (hanno votato i 2/3 degli iscritti, o due studenti su tre) mentre l'attenzione dei genitori è stata delirante: hanno votato solo due (dicasi 2) genitori. Io penso che sia mancata la comunicazione dell'evento, ovvero che gli alunni non abbiano comunicato nulla a casa. Ma le ipotesi posso anche essere altre: cioè, (a) che i genitori lo abbiano saputo e hanno pensato che ci sarebbero andati gli altri, (b) oppure lo hanno saputo e si sono detti "ma a me chi mi porta a perdere tutto questo tempo per la scuola?".
In ogni caso si apre una questione di non poco conto che si può declinare così: ai genitori dei ragazzi che vanno in una scuola pubblica - vessata da decreti e balzelli, intorpidita dai programmi ministeriali e da un evidente disagio relazionale, assente dalla relazione con le famiglie (se non per avvisare di assenze dei figli) e tutta concentrata sulle proprie "armonie" interne - non gliene frega nulla di partecipare, come delegati di altri genitori, ai consigli di classe e, anzi, vedono la cosa come un fastidio, tempo perso. Sarà che il tempo va occupato in altro modo o che la scuola non attira più, politicamente, le famiglie, ma il trend suggerito in questo passaggio generazionale non stupisce: incute il timore reverenziale che si ha per ciò che non si conosce.
Non posso entrare nel merito dei risultati, ora, ma posso dire che l'affluenza degli alunni è stata sufficiente (hanno votato i 2/3 degli iscritti, o due studenti su tre) mentre l'attenzione dei genitori è stata delirante: hanno votato solo due (dicasi 2) genitori. Io penso che sia mancata la comunicazione dell'evento, ovvero che gli alunni non abbiano comunicato nulla a casa. Ma le ipotesi posso anche essere altre: cioè, (a) che i genitori lo abbiano saputo e hanno pensato che ci sarebbero andati gli altri, (b) oppure lo hanno saputo e si sono detti "ma a me chi mi porta a perdere tutto questo tempo per la scuola?".
In ogni caso si apre una questione di non poco conto che si può declinare così: ai genitori dei ragazzi che vanno in una scuola pubblica - vessata da decreti e balzelli, intorpidita dai programmi ministeriali e da un evidente disagio relazionale, assente dalla relazione con le famiglie (se non per avvisare di assenze dei figli) e tutta concentrata sulle proprie "armonie" interne - non gliene frega nulla di partecipare, come delegati di altri genitori, ai consigli di classe e, anzi, vedono la cosa come un fastidio, tempo perso. Sarà che il tempo va occupato in altro modo o che la scuola non attira più, politicamente, le famiglie, ma il trend suggerito in questo passaggio generazionale non stupisce: incute il timore reverenziale che si ha per ciò che non si conosce.
10/06/08
CE NE SIAMO LIBERATI!!!
Finalmente! E non aggiungo altro.
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