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06/12/11

SURREALISMO SICULO


Colgo l’occasione dell’inaugurazione di una mostra come quella delle Avanguardie Russe a Palermo, inaugurata il 3 dicembre scorso, per evidenziare la discrasia tra il dire e il fare. Sarà una cosa lunga.
Il comunicato stampa che accompagna l’esposizione, sobriamente trionfale, e che con grande ponderatezza l’ufficio che ne cura l’immagine colloca su una serie di magazine on line, tranne che su Rosalio (oppure siamo distratti noi?), la definisce “un’occasione straordinaria per ripercorrere quel fil rouge che rintraccia i legami e le influenze fra il mondo artistico russo e quello occidentale”.
Segue la dichiarazione, ritengo spontanea, dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Sebastiano Missineo: “Dopo il grande successo dell’esposizione a Mosca dei capolavori di Antonello da Messina provenienti dai Musei della Regione Siciliana – afferma – promuoviamo un’altra iniziativa di altissimo profilo culturale che il pubblico italiano, anche approfittando delle festività di fine anno per visitarla, sicuramente apprezzerà”.
Questa la teoria, accreditata da diversi siti e da altrettanti giornali. Stamane mi sono presentato presso la sede dell’esposizione dove ho trovato - con mia sorpresa e, perché no, disappunto - solo alcuni impiegati volenterosi a presidiare il sito, che mi hanno consentito l’ingresso alle sale dispiaciuti per non potermi dare nemmeno lo straccio di una brochure, un depliant, chessò, una cartolina, figuriamoci un catalogo. Per cui, a dispetto dei curatori Victoria Zubravskaya e Giulia Davì, nonché del coordinamento organizzativo di Civita (a cui è associata la Fondazione del Banco di Sicilia), il primo impatto del visitatore con la mostra lascia molto a desiderare. L’allestimento è molto elementare, ci sono, è vero, alcuni pannelli descrittivi dei periodi “pittorici”, ma le opere stanno messe lì, una di Kandinskji addirittura in ombra perché debitrice di una lampada non funzionante (ma la mostra non è stata inaugurata solo 4 giorni fa?). Le sale rimangono algide a dispetto dei valori cromatici espressi nelle opere e anche la doppia mostra fotografica aggiunta di di Viktor Akhlomov e Gabriele Lentini, curata da Daniela Brignone, presidente di Assocultura (espressione di ConfCommercio), che viene visitata a seguire, manca di un catalogo (per quanto sul web venga dichiarato il contrario, con una edizione Balarm), di una brochure o di un qualunque materiale editoriale che avrebbe, almeno, rammentato gli autori, i contenuti e il senso di un progetto culturale.


Insomma, no comment.
Ma non mi basta, per cui chiedo alla “guardiania” dove posso reperire un catalogo della mostra che, peraltro, è di Silvana Editoriale a cui non manca la “potenza di fuoco” quando si realizzano mostre di tale portata. Risposta: “Deve andar a Piazza Croci, all’Assessorato”, “Oppure - interviene una signora lì presente - vada a Piazza Politeama (sic!) dietro il palchetto della musica che (testuali parole) c’è il turismo”: potenza della sineddoche. Dunque, vado a Piazza Croci. La portineria già scalpita alla mia domanda, come si suole fare in Palermo, e ognuno ha la sua versione dei fatti, ma il quid (o catalogo) sta “a museografia, al secondo piano, chieda di...” e fanno un nome che ora non ricordo. Lascio il mio documento, ritiro il mio pass, salgo al secondo piano e chiedo di... Attendo, ma “di...” non arriva, dopo un quarto d’ora ecco “di...” che mi dice di attendere che anche lui non sa dove possono essere “quei” cataloghi. Dunque, ci sono ma non sanno dove stanno. Eppure - leggendo tra le pieghe di sponsorizzazioni, sostegni, patrocini e accreditamenti vari - non si può ritenere possibile che l'evento pianga povertà. Il catalogo di almeno una delle due mostre, che dovrebbe costare 18€ al pubblico (secondo quanto dichiarato dal sito dell'editore), potrebbe essere messo in esposizione e, in taluni casi, anche omaggiato.
Fatto sta che non sono paziente, attendo un altro quarto d’ora e, visto che non arriva nessuno, men che mai “di...”, vado al “turismo” che, per il resto degli esseri umani locali è l’Ufficio Provinciale del Turismo in cui, ovviamente, il catalogo non c’è, ma c’è di più: loro hanno appreso della mostra (con opere di Chagall, Malevic, Kandinskji, Tatlin) dai giornali, ma l’Assessorato Regionale, nella sua magnanimità, non gli ha fatto pervenire nemmeno il baffo di uno Stalin - che come avanguardia stava ai basilari, ma come russo ci ha dato giù pesante. Insomma, al momento ho sbuffato a causa del rimpallo di ignoranze e responsabilità ma poi, riflettendo, ho pensato positivo visto che oltre a passeggiare per le stanze dell’Albergo delle Povere ammirando in un impeccabile silenzio le opere fragorose delle Avanguardie Russe sono stato parte stessa, coinvolto mio malgrado, dell’opera comique del Surrealismo Palermitano.

05/01/10

CONTRIBUTI?

Il video, proveniente da skuola.net, è quasi casalingo. Se lui, il ragazzo, la smettesse di muovere con ostentazione il braccio mentre parla farebbe un servizio migliore agli utenti. Ma le cose che vengon dette la dicono lunga sul rapporto tra scuola, studenti e tasse, o contributi scolastici. Io non penso che siano inutili tali contributi, a patto che sia chiaro e trasparente in che modo e per quali servizi vengano utilizzati.

16/11/09

NELLE MANI DI CHI?

Trasmissione televisiva Report, 15/11/2009, riporto un passaggio che ho trovato particolarmente interessante.

"Paolo Mondani (giornalista Report):
Alla fine degli anni ’90, i beni di Francesco Zummo e del figlio Ignazio subirono un sequestro preventivo e un altro per misure di prevenzione che continua ancora oggi. Dopo la condanna con Vito Ciancimino, gli Zummo hanno subito un altro processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Condannati in primo grado, assolti in appello, stanno attendendo la pronuncia della Cassazione. Elio Collovà è l’amministratore che il Tribunale di Palermo ha messo a gestire tutti i beni degli Zummo sequestrati.

Elio Collovà

Ci sono delle scuole che sono in locazione al Comune di Palermo e alla Provincia di Palermo, c’è un immobile in Via dell’Olimpo a Mondello, c’è un complesso edilizio di grandi dimensioni ed un altro sempre sul Viale Regione Siciliana che è in locazione alla Tim. Un edificio di grandi dimensioni e di grande valore che si chiama Mulini Virga perché era la sede di un vecchio pastificio, per altro molto rinomato nella città di Palermo."

La situazione è proprio questa. Molte scuole palermitane, aperte, in funzione, con centinaia di ragazzi dentro, di tutte le età, ma in uno stato a dir poco delirante, appartengono alla famiglia Zummo a cui Comune e Provincia pagano regolarmente l'affitto che temporaneamente va sui libri amministrativi del dott. Collovà. Sono scuole in cui è difficile che vi siano lavori di ristrutturazione e per le quali uffici, e dirigenti, pubblici sono restii ad intervenire per sanare lo stato di degrado e di insicurezza in cui si trovano. Il che, tradotto terra terra, significa: chi se ne frega della normativa vigente (antisismica e antincendio), se volete la scuola ci dovete stare e accettarla così com'è.

Qualche dettaglio? Io non dirò certamente che in queste scuole ci sono parti in cui sono presenti cospicue superfici d'amianto, come non dirò che le uscite e le scale di sicurezza sono chimere irraggiungibili. Non dirò che le richieste di presidi e dirigenti per la riqualificazione degli istituti sono allineate e accumulate sugli scaffali degli uffici competenti al Comune di Palermo e presso gli uffici analoghi della Provincia Regionale. Non dirò nemmeno che chi sapeva qual'era lo stato delle cose negli anni passati si è ben guardato dal proferir parola, alla faccia della sicurezza e dell'igiene. Certo, poi passano le circolari sull'influenza A e si fanno (ma quando?) le esercitazioni di evacuazione dagli edifici: ma quello serve alle operazioni di facciata.

Nel frattempo la famiglia Zummo riceve le prebende pubbliche dagli organi competenti...