[Per non sapere né leggere né scrivere] "L'espressione vuol dire chiaramente: per essere sicuri, per aver tutto in regola, per non rimanere fuori"
09/09/08
LA SCUOLA SCONTATA
Riporto come notizia il fatto che la Confesercenti che, in poche parole, è la confederazione nazionale che riunisce i negozianti, promuove, con l'appoggio di circa 30 negozi a Palermo, uno sconto sulle attrezzature scolastiche fino al 30 ottobre. Magari non sarà uno sconto pazzesco, ma è un incentivo per aiutare chi non vuole, o non può, spendere più di tanto per cartelle, quaderni, compassi e colori...
08/09/08
LA SPERIMENTAZIONE
Oggi esami di ammissione all'anno successivo, per gli alunni della sede di Viale Michelangelo che sono stati rimandati lo scorso giugno. Si è proposta stamane una lettura sperimentale dell'organizzazione scolastica: una via di mezzo tra le sessioni fai-da-te e la pratica rivoluzionario-anarchica alla Buenaventura Durruti. Se n'è venuti a galla solo per dovere di cronaca.
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07/09/08
CONSIGLI
Riporto per intero la recente circolare del Ministero dell'Istruzione che riguarda le elezioni degli organi collegiali. In sé è una semplice circolare che avvisa sui tempi e le modalità per eleggere i vari rappresentanti ad ogni livello. Lo scorso anno al Salvemini tutta la questione delle elezione degli organi scolastici si è svolta in una atmosfera da picnic o da festa di quartiere: si è votato (a livello studentesco) per i più belli, per i più fighi e per quelli che erano amici di tutti, senza essere a conoscenza di obblighi, diritti e doveri dei rappresentanti. La scuola non ha fornito agli studenti gli strumenti per venire a conoscenza di tali esiziali informazioni, gli studenti, invece, se ne sono disinteressati e hanno votato "a sensazione". Spero che l'esperienza dell'occupazione dello scorso anno abbia insegnato qualcosa, e che quest'anno si parta con una coscienza diversa, sia per le responsabilità che ci si assumerà che per il ruolo che si andrà a ricoprire.
Circolare n. 71
prot. n. 9268
Roma, 4 settembre 2008
Oggetto: Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica - anno scolastico 2008/09.
Anche per l’anno scolastico 2008/2009 occorre procedere allo svolgimento delle elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica.
Si richiamano, al riguardo, le norme regolanti la materia, contenute nell’ordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991, modificata ed integrata dalle successive OO.MM. n. 267 del 4 agosto 1995, n. 293 del 24 giugno 1996 e n. 277 del 17 giugno 1998.
Si ricorda che entro il 31 ottobre 2008 dovranno concludersi le operazioni di voto dei rappresentanti dei genitori nei consigli di classe, interclasse ed intersezione e quelle dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe degli istituti di istruzione secondaria di II grado. In detti istituti, qualora non sia prevista, in questa tornata elettorale, l’elezione del consiglio d’istituto, gli studenti rinnovano la propria rappresentanza nel consiglio d’istituto medesimo contemporaneamente all’elezione dei rappresentanti nei consigli di classe.
Si darà luogo alle elezioni del consiglio di circolo/istituto per le istituzioni scolastiche ove l’organismo sia scaduto ovvero venuto a cessare per qualsiasi altra causa. Nelle istituzioni in cui il consiglio, invece, rimanga in carica nell’anno 2008/2009, potranno svolgersi le eventuali elezioni suppletive nel caso sia impossibile sostituire, a causa dell’esaurimento delle rispettive liste, i membri nel frattempo cessati per dimissioni o per perdita dei requisiti di eleggibilità.
Si evidenzia che, in presenza di provvedimenti di razionalizzazione della rete scolastica a decorrere dal 1 settembre 2008, la precitata O.M. n. 277 del 17 giugno 1998 disciplina dettagliatamente i casi in cui cessa il consiglio di circolo/istituto in carica e devono essere, conseguentemente, indette le nuove elezioni. Si precisa, al riguardo, che non potranno effettuarsi le elezioni del consiglio d’istituto nelle istituzioni scolastiche che comprendono al loro interno sia scuole dell’infanzia, primaria e/o secondaria di I grado sia scuole secondarie di II grado. Nelle istituzioni in discorso, pertanto, continuerà ad operare il commissario straordinario.
La data della votazione per le elezioni dei consigli di circolo/istituto sarà fissata dal Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, per il territorio di rispettiva competenza, in un giorno festivo dalle ore 8 alle 12 ed in quello successivo dalle 8.00 alle 13.30. Tale data, comunque, non potrà superare il termine di domenica 16 e lunedì 17 novembre 2008.
Il Direttore Generale
Mario G. Dutto
Circolare n. 71
prot. n. 9268
Roma, 4 settembre 2008
Oggetto: Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica - anno scolastico 2008/09.
Anche per l’anno scolastico 2008/2009 occorre procedere allo svolgimento delle elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica.
Si richiamano, al riguardo, le norme regolanti la materia, contenute nell’ordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991, modificata ed integrata dalle successive OO.MM. n. 267 del 4 agosto 1995, n. 293 del 24 giugno 1996 e n. 277 del 17 giugno 1998.
Si ricorda che entro il 31 ottobre 2008 dovranno concludersi le operazioni di voto dei rappresentanti dei genitori nei consigli di classe, interclasse ed intersezione e quelle dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe degli istituti di istruzione secondaria di II grado. In detti istituti, qualora non sia prevista, in questa tornata elettorale, l’elezione del consiglio d’istituto, gli studenti rinnovano la propria rappresentanza nel consiglio d’istituto medesimo contemporaneamente all’elezione dei rappresentanti nei consigli di classe.
Si darà luogo alle elezioni del consiglio di circolo/istituto per le istituzioni scolastiche ove l’organismo sia scaduto ovvero venuto a cessare per qualsiasi altra causa. Nelle istituzioni in cui il consiglio, invece, rimanga in carica nell’anno 2008/2009, potranno svolgersi le eventuali elezioni suppletive nel caso sia impossibile sostituire, a causa dell’esaurimento delle rispettive liste, i membri nel frattempo cessati per dimissioni o per perdita dei requisiti di eleggibilità.
Si evidenzia che, in presenza di provvedimenti di razionalizzazione della rete scolastica a decorrere dal 1 settembre 2008, la precitata O.M. n. 277 del 17 giugno 1998 disciplina dettagliatamente i casi in cui cessa il consiglio di circolo/istituto in carica e devono essere, conseguentemente, indette le nuove elezioni. Si precisa, al riguardo, che non potranno effettuarsi le elezioni del consiglio d’istituto nelle istituzioni scolastiche che comprendono al loro interno sia scuole dell’infanzia, primaria e/o secondaria di I grado sia scuole secondarie di II grado. Nelle istituzioni in discorso, pertanto, continuerà ad operare il commissario straordinario.
La data della votazione per le elezioni dei consigli di circolo/istituto sarà fissata dal Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, per il territorio di rispettiva competenza, in un giorno festivo dalle ore 8 alle 12 ed in quello successivo dalle 8.00 alle 13.30. Tale data, comunque, non potrà superare il termine di domenica 16 e lunedì 17 novembre 2008.
Il Direttore Generale
Mario G. Dutto
30/08/08
GLI ABBRIVI DI GELMINI
Il neo ministro si è data da fare ultimamente, l'ultimo scorcio d'estate è stato fatale, per suggerire alla popolazione scolastica (docenti, personale e studenti) una serie di possibili temi su cui improntare i prossimi scioperi autunnali e invernali, pret-à-porter. Ce n'è per tutti i gusti, e penso che non ci si tirerà indietro ad assaggiare il possibile.
Su scuole e insegnanti al Sud ci può anche essere stato qualche fraintendimento. Il ministro si è spiegato male, o il giornalista che ha riportato la notizia non ha capito bene. Ma già mi immagino i prossimi collegi dei docenti o i consigli di classe o solo i chiacchiericci da corridoio.
Poi c'è la cura dimagrante istituzionale su scuole e personale, nonostante alcune buone intenzioni che devono ancora trovare il giusto posto nell'agenda del ministro.
Sulla questione del ritorno del voto è una questione di lana caprina, se poi al voto seguirà comunque un giudizio complessivo, e relativo, che verrà dato verbalmente, o su documentazione apposita. Sul voto di condotta (la cui distinzion sottile tra 7, 8 e 9 - per quanto voti alti - determinava già una differenza sostanziale anche per la promozione) penso che sarà guerra aperta tra studenti e ministro, sbandierando improvvise emersioni etiche su tutti e due i fronti.
Siamo tutti d'accordo sulla questione del bullismo, prevalente, dalle cronache, al centro-nord (nonostante sia il Sud ad abbassare il livello qualitativo della scuola), che va combattuta, ma questa rientra nelle more del cosiddetto "patto di corresponsabilità" che il precedente post di questo blog ha già evidenziato: la famiglia di quegli studenti ha un peso specifico, no?
Vorrei non parlare dei grembiulini, che mi pare un argomento ridicolo che, spero, sfumi nell'arco di una notte (per quanto si profili una "stagione dell'obbligo" non molto rassicurante); una cosa, di più, m'inquieta: perché accettare, doverosamente, una educazione civica, una educazione stradale ed evitare accuratamente, e ipocritamente, una corretta educazione sessuale nelle scuole?
Su scuole e insegnanti al Sud ci può anche essere stato qualche fraintendimento. Il ministro si è spiegato male, o il giornalista che ha riportato la notizia non ha capito bene. Ma già mi immagino i prossimi collegi dei docenti o i consigli di classe o solo i chiacchiericci da corridoio.
Poi c'è la cura dimagrante istituzionale su scuole e personale, nonostante alcune buone intenzioni che devono ancora trovare il giusto posto nell'agenda del ministro.
Sulla questione del ritorno del voto è una questione di lana caprina, se poi al voto seguirà comunque un giudizio complessivo, e relativo, che verrà dato verbalmente, o su documentazione apposita. Sul voto di condotta (la cui distinzion sottile tra 7, 8 e 9 - per quanto voti alti - determinava già una differenza sostanziale anche per la promozione) penso che sarà guerra aperta tra studenti e ministro, sbandierando improvvise emersioni etiche su tutti e due i fronti.
Siamo tutti d'accordo sulla questione del bullismo, prevalente, dalle cronache, al centro-nord (nonostante sia il Sud ad abbassare il livello qualitativo della scuola), che va combattuta, ma questa rientra nelle more del cosiddetto "patto di corresponsabilità" che il precedente post di questo blog ha già evidenziato: la famiglia di quegli studenti ha un peso specifico, no?
Vorrei non parlare dei grembiulini, che mi pare un argomento ridicolo che, spero, sfumi nell'arco di una notte (per quanto si profili una "stagione dell'obbligo" non molto rassicurante); una cosa, di più, m'inquieta: perché accettare, doverosamente, una educazione civica, una educazione stradale ed evitare accuratamente, e ipocritamente, una corretta educazione sessuale nelle scuole?
24/08/08
PATTI CHIARI...
Anzi, giusto per essere chiari (appunto), forse è meglio pubblicare per intero la novità, quella vera, del nuovo corso ministeriale, riguardante sempre lo statuto di studentesse e studenti. Prima di essere criticato va letto, e prima di diventare oggetto di critiche vanno proposte modifiche concrete, realizzabili, fattibili. La novità riguarda il patto di corresponsabilità che la scuola propone anche alle famiglie, e dispone "in favore" degli allievi. Qualora qualcuno abbia proposte serie da fare, può anche contattare il forum degli studenti presente on line.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
Si tratta di un’assoluta novità (art. 5-bis dello Statuto), in diverse scuole già anticipata dalla prassi in essere.
La disposizione di cui all’art. 5 bis va coordinata con le altre disposizioni dello Statuto ed in particolare, laddove fa riferimento a “diritti e doveri nel rapporto fra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie”, essa va coordinata con gli artt. 2 e 3 che prevedono già “diritti” e “doveri” degli studenti, anche al fine di distinguere il Patto educativo di corresponsabilità, così introdotto, dal regolamento d’istituto e/o di disciplina.
Può allora osservarsi che i destinatari naturali del patto educativo di cui alla disposizione in questione siano i genitori, ai quali la legge attribuisce in primis il dovere di educare i figli (art. 30 Cost., artt. 147, 155, 317 bis c.c.)
L’obiettivo del patto educativo, in sostanza, è quello di impegnare le famiglie, fin dal momento dell’iscrizione, a condividere con la scuola i nuclei fondanti dell’azione educativa.
La scuola dell’autonomia può svolgere efficacemente la sua funzione educativa soltanto se è in grado di instaurare una sinergia virtuosa, oltre che con il territorio, tra i soggetti che compongono la comunità scolastica: il dirigente scolastico, il personale della scuola, i docenti, gli studenti ed i genitori. L’introduzione del patto di corresponsabilità è orientata a porre in evidenza il ruolo strategico che può essere svolto dalle famiglie nell’ambito di un’alleanza educativa che coinvolga la scuola, gli studenti ed i loro genitori ciascuno secondo i rispettivi ruoli e responsabilità.
Il “patto” vuole essere dunque uno strumento innovativo attraverso il quale declinare i reciproci rapporti, i diritti e i doveri che intercorrono tra l’istituzione scolastica e le famiglie.
La norma, contenuta nell’art. 5 bis, si limita ad introdurre questo strumento pattizio e a definire alcune caratteristiche generali lasciando alla libertà delle singole istituzioni scolastiche autonome il compito di definire contenuti e modelli applicativi che devono scaturire dalle esigenze reali e dall’esperienza concreta delle scuole, non potendo essere astrattamente enucleati a livello centrale.
Ad esempio, a fronte del ripetersi di episodi di bullismo o di vandalismo, ritenendosi di orientare prioritariamente l’azione educativa al rispetto dell’ “altro”, sia esso persona o patrimonio, la scuola opererà su un doppio versante: da un lato potrà intervenire sulla modifica del regolamento d’istituto individuando le sanzioni più adeguate, dall’altro, si avvarrà del Patto educativo di corresponsabilità, per rafforzare la condivisione da parte dei genitori delle priorità educative e del rispetto dei diritti e dei doveri di tutte le componenti presenti nella scuola.
Ciò consente di distinguere dunque, sul piano concettuale, il Patto educativo di corresponsabilità dal regolamento d’istituto.
Patto condiviso tra scuola e famiglia sulle priorità educative il primo, vincolante con la sua sottoscrizione; atto unilaterale della scuola verso i propri studenti teso a fornire loro la specificazione dei comportamenti ad essi consentiti o vietati il secondo, vincolante con la sua adozione e pubblicazione all’albo.
L’azione della scuola tesa alla sottoscrizione del Patto potrà costituire occasione per la diffusione della conoscenza della parte disciplinare del regolamento d’istituto (così come degli altri “documenti” di carattere generale che fondano le regole della comunità scolastica, quali il Piano dell’offerta formativa e la Carta dei servizi), ma i due atti dovranno essere tenuti distinti nelle finalità e nel contenuto.
Appare il caso di evidenziare che l’introduzione del Patto di corresponsabilità si inserisce all’interno di una linea di interventi di carattere normativo e amministrativo attraverso i quali si sono voluti richiamare ruoli e responsabilità di ciascuna componente della comunità scolastica: docenti, dirigenti scolastici, studenti e, da ultimo, genitori. Al fine di consentire all’istituzione scolastica di realizzare con successo le finalità educative e formative cui è istituzionalmente preposta, ciascun soggetto è tenuto ad adempiere correttamente ai doveri che l’ordinamento gli attribuisce. In questa ottica, pertanto, gli studenti sono tenuti ad osservare i doveri sanciti dallo Statuto degli studenti e delle studentesse, in particolare quelli contemplati negli articoli 3 e 4 del D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 come modificato ed integrato dal recente D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235; il personale docente quelli attinenti alla deontologia professionale enucleati dalla legge e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro.
L’inosservanza di tali doveri comporterà, per gli studenti, l’applicazione delle sanzioni disciplinari secondo il sistema che è stato sopra illustrato, per il personale scolastico, l’esercizio rigoroso, tempestivo ed efficace del potere disciplinare anche alla luce di quanto previsto dalla più recente normativa (si veda, in particolare, la circolare n. 72 del 19 dicembre 2006 del M.P.I. - Procedimenti e sanzioni disciplinari nel comparto scuola. Linee di indirizzo generali - e l’art. 2 comma 1 del D.L. 7 settembre 2007 n.147, convertito, con modificazioni, nella Legge 25 ottobre 2007 n.176).
Con particolare riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante il periodo di svolgimento delle attività didattiche, si ritiene opportuno far presente che i genitori, in sede di giudizio civile, potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto, anche a prescindere dalla sottoscrizione del Patto di corresponsabilità, ove venga dimostrato che non abbiano impartito ai figli un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti. Tale responsabilità, riconducibile ad una colpa in educando, potrà concorrere con le gravi responsabilità che possono configurarsi anche a carico del personale scolastico, per colpa in vigilando, ove sia stato omesso il necessario e fondamentale dovere di sorveglianza nei confronti degli studenti.
Sulla base di quanto sopra chiarito, e nell’ambito delle valutazioni autonome di ciascuna istituzione scolastica, il Patto di corresponsabilità potrà contenere degli opportuni richiami e rinvii alle disposizioni previste in materia dalla normativa vigente, allo scopo di informare le famiglie dei doveri e delle responsabilità gravanti su di loro in uno spirito di reciproca collaborazione che deve instaurarsi tra le diverse componenti della comunità scolastica.
Infatti i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità, non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 c.c., in relazione all’art. 147 c.c.)..
La responsabilità del genitore (art. 2048, primo comma, c.c.) e quella del “precettore” (art. 2048, secondo comma c.c.) per il fatto commesso da un minore affidato alla vigilanza di questo ultimo, non sono infatti tra loro alternative, giacchè l’affidamento del minore alla custodia di terzi, se solleva il genitore dalla presunzione di “culpa in vigilando”, non lo solleva da quella di “culpa in educando”, rimanendo comunque i genitori tenuti a dimostrare, per liberarsi da responsabilità per il fatto compiuto dal minore pur quando si trovi sotto la vigilanza di terzi, di avere impartito al minore stesso un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti (Cass. Sez III, 21.9.2000, n. 12501; 26.11.1998, n. 11984).
Il patto di corresponsabilità, pertanto, potrà richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori, in modo particolare nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di danni a persone o cose derivanti da comportamenti violenti o disdicevoli che mettano in pericolo l’incolumità altrui o che ledano la dignità ed il rispetto della persona umana.
In ogni caso, resta fermo che il Patto di corresponsabilità non potrà mai configurarsi quale uno strumento giuridico attraverso il quale introdurre delle clausole di esonero dalla responsabilità riconducibile in capo al personale scolastico in caso di violazione del dovere di vigilanza. Tale obbligo nei confronti degli studenti è infatti previsto da norme inderogabili del codice civile; di conseguenza, nell’ipotesi in cui il patto contenesse, in maniera espressa o implicita, delle clausole che prevedano un esonero di responsabilità dai doveri di vigilanza o sorveglianza per i docenti o per il personale addetto, tali clausole dovranno ritenersi come non apposte in quanto affette da nullità.
Con riferimento, poi, alle modalità di elaborazione, il D.P.R. 235 (comma 2 dell’art. 5 bis) rimette al regolamento d’istituto la competenza a disciplinare le procedure di elaborazione e di sottoscrizione del Patto. Ciò significa che la scuola, nella sua autonomia, ove lo preveda nel regolamento d’istituto, ha la facoltà di attribuire la competenza ad elaborare e modificare il patto in questione al Consiglio di istituto,dove sono rappresentate le diverse componenti della comunità scolastica, ivi compresi i genitori e gli studenti.
Quanto al momento di sottoscrizione del patto, l’art. 5 bis comma 1 dispone che questa debba avvenire, da parte dei genitori e degli studenti, “contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica”. Come è noto, la procedura di iscrizione inizia con la presentazione della domanda, in generale entro gennaio, e termina con la conferma dell’avvenuta iscrizione, a seguito dell’acquisizione del titolo definitivo per il passaggio alla classe successiva, alla fine dell’anno scolastico di riferimento.
Pertanto, è proprio nell’ambito delle due settimane di inizio delle attività didattiche – art. 3 comma 3 – che ciascuna istituzione potrà porre in essere le iniziative più opportune per la condivisione e la presentazione del patto di corresponsabilità. (v.allegato)
Si invitano, pertanto, le singole istituzioni scolastiche a far pervenire presso il Ministero della Pubblica Istruzione – Dipartimento per l’istruzione – Direzione generale per lo studente, la partecipazione e la comunicazione, all’indirizzo e-mail:studenti@istruzione.it o via fax al numero 06/58495911, degli esempi di patti che verranno adottati al fine di raccogliere esperienze e metterle a disposizione di tutte le scuole italiane durante questa fase sperimentale di prima applicazione della nuova normativa.
IL MINISTRO
F.to Maria Stella Gelmini
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
Si tratta di un’assoluta novità (art. 5-bis dello Statuto), in diverse scuole già anticipata dalla prassi in essere.
La disposizione di cui all’art. 5 bis va coordinata con le altre disposizioni dello Statuto ed in particolare, laddove fa riferimento a “diritti e doveri nel rapporto fra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie”, essa va coordinata con gli artt. 2 e 3 che prevedono già “diritti” e “doveri” degli studenti, anche al fine di distinguere il Patto educativo di corresponsabilità, così introdotto, dal regolamento d’istituto e/o di disciplina.
Può allora osservarsi che i destinatari naturali del patto educativo di cui alla disposizione in questione siano i genitori, ai quali la legge attribuisce in primis il dovere di educare i figli (art. 30 Cost., artt. 147, 155, 317 bis c.c.)
L’obiettivo del patto educativo, in sostanza, è quello di impegnare le famiglie, fin dal momento dell’iscrizione, a condividere con la scuola i nuclei fondanti dell’azione educativa.
La scuola dell’autonomia può svolgere efficacemente la sua funzione educativa soltanto se è in grado di instaurare una sinergia virtuosa, oltre che con il territorio, tra i soggetti che compongono la comunità scolastica: il dirigente scolastico, il personale della scuola, i docenti, gli studenti ed i genitori. L’introduzione del patto di corresponsabilità è orientata a porre in evidenza il ruolo strategico che può essere svolto dalle famiglie nell’ambito di un’alleanza educativa che coinvolga la scuola, gli studenti ed i loro genitori ciascuno secondo i rispettivi ruoli e responsabilità.
Il “patto” vuole essere dunque uno strumento innovativo attraverso il quale declinare i reciproci rapporti, i diritti e i doveri che intercorrono tra l’istituzione scolastica e le famiglie.
La norma, contenuta nell’art. 5 bis, si limita ad introdurre questo strumento pattizio e a definire alcune caratteristiche generali lasciando alla libertà delle singole istituzioni scolastiche autonome il compito di definire contenuti e modelli applicativi che devono scaturire dalle esigenze reali e dall’esperienza concreta delle scuole, non potendo essere astrattamente enucleati a livello centrale.
Ad esempio, a fronte del ripetersi di episodi di bullismo o di vandalismo, ritenendosi di orientare prioritariamente l’azione educativa al rispetto dell’ “altro”, sia esso persona o patrimonio, la scuola opererà su un doppio versante: da un lato potrà intervenire sulla modifica del regolamento d’istituto individuando le sanzioni più adeguate, dall’altro, si avvarrà del Patto educativo di corresponsabilità, per rafforzare la condivisione da parte dei genitori delle priorità educative e del rispetto dei diritti e dei doveri di tutte le componenti presenti nella scuola.
Ciò consente di distinguere dunque, sul piano concettuale, il Patto educativo di corresponsabilità dal regolamento d’istituto.
Patto condiviso tra scuola e famiglia sulle priorità educative il primo, vincolante con la sua sottoscrizione; atto unilaterale della scuola verso i propri studenti teso a fornire loro la specificazione dei comportamenti ad essi consentiti o vietati il secondo, vincolante con la sua adozione e pubblicazione all’albo.
L’azione della scuola tesa alla sottoscrizione del Patto potrà costituire occasione per la diffusione della conoscenza della parte disciplinare del regolamento d’istituto (così come degli altri “documenti” di carattere generale che fondano le regole della comunità scolastica, quali il Piano dell’offerta formativa e la Carta dei servizi), ma i due atti dovranno essere tenuti distinti nelle finalità e nel contenuto.
Appare il caso di evidenziare che l’introduzione del Patto di corresponsabilità si inserisce all’interno di una linea di interventi di carattere normativo e amministrativo attraverso i quali si sono voluti richiamare ruoli e responsabilità di ciascuna componente della comunità scolastica: docenti, dirigenti scolastici, studenti e, da ultimo, genitori. Al fine di consentire all’istituzione scolastica di realizzare con successo le finalità educative e formative cui è istituzionalmente preposta, ciascun soggetto è tenuto ad adempiere correttamente ai doveri che l’ordinamento gli attribuisce. In questa ottica, pertanto, gli studenti sono tenuti ad osservare i doveri sanciti dallo Statuto degli studenti e delle studentesse, in particolare quelli contemplati negli articoli 3 e 4 del D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 come modificato ed integrato dal recente D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235; il personale docente quelli attinenti alla deontologia professionale enucleati dalla legge e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro.
L’inosservanza di tali doveri comporterà, per gli studenti, l’applicazione delle sanzioni disciplinari secondo il sistema che è stato sopra illustrato, per il personale scolastico, l’esercizio rigoroso, tempestivo ed efficace del potere disciplinare anche alla luce di quanto previsto dalla più recente normativa (si veda, in particolare, la circolare n. 72 del 19 dicembre 2006 del M.P.I. - Procedimenti e sanzioni disciplinari nel comparto scuola. Linee di indirizzo generali - e l’art. 2 comma 1 del D.L. 7 settembre 2007 n.147, convertito, con modificazioni, nella Legge 25 ottobre 2007 n.176).
Con particolare riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante il periodo di svolgimento delle attività didattiche, si ritiene opportuno far presente che i genitori, in sede di giudizio civile, potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto, anche a prescindere dalla sottoscrizione del Patto di corresponsabilità, ove venga dimostrato che non abbiano impartito ai figli un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti. Tale responsabilità, riconducibile ad una colpa in educando, potrà concorrere con le gravi responsabilità che possono configurarsi anche a carico del personale scolastico, per colpa in vigilando, ove sia stato omesso il necessario e fondamentale dovere di sorveglianza nei confronti degli studenti.
Sulla base di quanto sopra chiarito, e nell’ambito delle valutazioni autonome di ciascuna istituzione scolastica, il Patto di corresponsabilità potrà contenere degli opportuni richiami e rinvii alle disposizioni previste in materia dalla normativa vigente, allo scopo di informare le famiglie dei doveri e delle responsabilità gravanti su di loro in uno spirito di reciproca collaborazione che deve instaurarsi tra le diverse componenti della comunità scolastica.
Infatti i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità, non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 c.c., in relazione all’art. 147 c.c.)..
La responsabilità del genitore (art. 2048, primo comma, c.c.) e quella del “precettore” (art. 2048, secondo comma c.c.) per il fatto commesso da un minore affidato alla vigilanza di questo ultimo, non sono infatti tra loro alternative, giacchè l’affidamento del minore alla custodia di terzi, se solleva il genitore dalla presunzione di “culpa in vigilando”, non lo solleva da quella di “culpa in educando”, rimanendo comunque i genitori tenuti a dimostrare, per liberarsi da responsabilità per il fatto compiuto dal minore pur quando si trovi sotto la vigilanza di terzi, di avere impartito al minore stesso un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti (Cass. Sez III, 21.9.2000, n. 12501; 26.11.1998, n. 11984).
Il patto di corresponsabilità, pertanto, potrà richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori, in modo particolare nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di danni a persone o cose derivanti da comportamenti violenti o disdicevoli che mettano in pericolo l’incolumità altrui o che ledano la dignità ed il rispetto della persona umana.
In ogni caso, resta fermo che il Patto di corresponsabilità non potrà mai configurarsi quale uno strumento giuridico attraverso il quale introdurre delle clausole di esonero dalla responsabilità riconducibile in capo al personale scolastico in caso di violazione del dovere di vigilanza. Tale obbligo nei confronti degli studenti è infatti previsto da norme inderogabili del codice civile; di conseguenza, nell’ipotesi in cui il patto contenesse, in maniera espressa o implicita, delle clausole che prevedano un esonero di responsabilità dai doveri di vigilanza o sorveglianza per i docenti o per il personale addetto, tali clausole dovranno ritenersi come non apposte in quanto affette da nullità.
Con riferimento, poi, alle modalità di elaborazione, il D.P.R. 235 (comma 2 dell’art. 5 bis) rimette al regolamento d’istituto la competenza a disciplinare le procedure di elaborazione e di sottoscrizione del Patto. Ciò significa che la scuola, nella sua autonomia, ove lo preveda nel regolamento d’istituto, ha la facoltà di attribuire la competenza ad elaborare e modificare il patto in questione al Consiglio di istituto,dove sono rappresentate le diverse componenti della comunità scolastica, ivi compresi i genitori e gli studenti.
Quanto al momento di sottoscrizione del patto, l’art. 5 bis comma 1 dispone che questa debba avvenire, da parte dei genitori e degli studenti, “contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica”. Come è noto, la procedura di iscrizione inizia con la presentazione della domanda, in generale entro gennaio, e termina con la conferma dell’avvenuta iscrizione, a seguito dell’acquisizione del titolo definitivo per il passaggio alla classe successiva, alla fine dell’anno scolastico di riferimento.
Pertanto, è proprio nell’ambito delle due settimane di inizio delle attività didattiche – art. 3 comma 3 – che ciascuna istituzione potrà porre in essere le iniziative più opportune per la condivisione e la presentazione del patto di corresponsabilità. (v.allegato)
Si invitano, pertanto, le singole istituzioni scolastiche a far pervenire presso il Ministero della Pubblica Istruzione – Dipartimento per l’istruzione – Direzione generale per lo studente, la partecipazione e la comunicazione, all’indirizzo e-mail:studenti@istruzione.it o via fax al numero 06/58495911, degli esempi di patti che verranno adottati al fine di raccogliere esperienze e metterle a disposizione di tutte le scuole italiane durante questa fase sperimentale di prima applicazione della nuova normativa.
IL MINISTRO
F.to Maria Stella Gelmini
...E SANZIONI
Idealmente continua il post inserito nel luglio del 2007 riguardante lo statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249 del 24/06/1998), con questo. Nel frattempo sono cambiate le carte in tavola, gli uffici e i ministri. Fioroni è ministro-ombra dell'opposizione, al suo posto Maria Stella Gelmini. Prevedo occupazioni, potremmo dire, non appena la popolazione studentesca leggerà queste modifiche (linkando il titolo del post) a quello statuto. Per cui, a dicembre, vacanze prolungate, come ogni anno; tranne che non vi sia una reale e concreta presa di responsabilità da parte degli studenti che intendono "costruire" un dialogo, da subito, col nuovo ministro. Gli strumenti ci sono, e le modalità si possono trovare.
10/06/08
CE NE SIAMO LIBERATI!!!
Finalmente! E non aggiungo altro.
03/06/08
COTTON CLUB
Sarà che ognuno ha le sue opinioni, e che (per essere cri-p-tici, ma non tanto) ci sono questioni di opportunità, a scuola (in questo istituto, poi), che non tutti possono capire e che vanno sostenute fino al punto da perderci la faccia. Sarà! Fatto sta che ho la sensazione che il paragone, voluto, tra gli esiti di un anno di lavoro e la ricetta (mostrata nel videoclip) calzi a puntino. Intanto, buoni esami a tutti.
26/05/08
IN ALTOMARE
Ogni anno le scuole si organizzano in funzione degli iscritti all'anno successivo e dei docenti che, per vari motivi, chiedono trasferimento altrove. Una scuola che riceve insegnanti dimostra la propria buona salute (cioè, ve n'è necessità), una scuola che li perde sottolinea il fatto che navighi in acque moleste. Alla data in cui scrivo questo post, il Salvemini sta perdendo 12 insegnanti che hanno chiesto, e ottenuto, un trasferimento ad altra scuola, e ne guadagna 3 (due dei quali, in sostanza, già appartenenti all'organico) che, nella calcistica media inglese significa -11. Senza tenere conto dei docenti soprannumerari (cioè quelli che d'ufficio, venendo a mancare classi, hanno dovuto chiedere il trasferimento ad altra sede) il panorama non è confortante: si naviga in alto mare, sarà forse arrivato il momento di cambiare strategia politica?
20/05/08
THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN'

"Venite intorno gente
dovunque voi vagate
ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo
ed accettate che presto
sarete inzuppati fino all'osso.
E se il tempo per voi
rappresenta qualcosa
fareste meglio ad incominciare a nuotare
o affonderete come pietre
perché i tempi stanno cambiando"
Lo so, non si mescola il diavolo con l'acqua santa ma il primo collegamento che il mio cervello bacato ha fatto riguarda una canzone di Bob Dylan (in fondo alla pagina, in una versione di Tracy Chapman): i tempi stanno cambiando. Non che la cosa c'entri nulla con la fotografia, ma forse sì. I tempi cambiano o, ricorda il titolo di un film di David Mamet, le cose cambiano; e le cose, e i tempi, che cambiano devono fare il loro corso visto che si portano appresso, necessariamente, luoghi e persone. La foto, occultata per garanzia della privacy, ritrae un ex alunno piuttosto intuitivo, e a tratti geniale, che, per via di traiettorie della vita e, ahinoi, le illusive speranze che un lavoro facile può suggerire, non ha concluso il corso di studi e ha cambiato vita. Spesso accade e quando accade, nonostante il senso della ragionevolezza si orienti altrove, poco si riesce a fare per far cambiare idea allo studente se non, talvolta, alla stessa famiglia. A me dispiace quando queste cose accadono, soprattutto per via dell'impotenza della scuola dinanzi alle ritrosie di tutti i possibili ragionamenti. Posso solo augurarmi la sua felicità e la speranza che riesca a mantenere, nel tempo che cambia e che lo cambierà, la sue qualità umane e la serenità nei rapporti con gli altri. Penso, anzi, che da questa sua attenzione ad una personale integrità morale dipenda il suo futuro, oltre che dalla qualità della vita che intende inseguire. Gli occhi che ho nascosto sono occhi sereni, sorridenti, placidi, spiritosi che suggeriscono una certa intelligenza, che riescono a scherzare con l'obiettivo che li fotografa, che sfidano il tempo e la bellezza di altri occhi. Gli occhi fanno trasparire tutto di una persona. Eppure, lo si sa, se quegli occhi iniziano a vedere il mondo in altro modo, possono perdere l'innocenza e la serenità, possono modificare la capacità di osservare l'orizzonte, il proprio futuro, in maniera chiara. Cambiare è, in un certo senso, perdersi, ma non basta perdersi per cambiare.
09/05/08
SCIOPERO
Oggi sono entrato in classe e ho trovato solo 2 crumiri che, irresponsabilmente, come me, non hanno scioperato, mentre tutti gli altri, spinti a tale azione civile anche dalle famiglie, si sono alzati di buon'ora e sono scesi in piazza a fianco degli insegnanti per dimostrare le ragioni di uno sciopero giusto. Capisco l'importanza delle ragioni di una siffatta azione civile, e mi auguro che tale senso di responsabilità pervada l'intero organismo scolastico nel prosieguo dell'anno, fino alla fine delle lezioni e, per alcuni, fino agli esami. Io, invece, ho solo immerso le ragioni della mia "presenza" nella spiega delle assonometrie, nonostante il vecchio Monge si stia rivoltando, per altre ragioni, nella tomba.
11/04/08
NON SO CHE DIRE
Claudio mi dice che non sa commentare quello che c'è scritto sul blog. Lo capisco, da un certo punto di vista, e dallo stesso punto di vista capisco tutti gli studenti dell'istituto. Non sanno che dire, non sanno scrivere un commento sul blog (o, almeno, su questo blog che parla di loro) forse perché capiscono che sono i soggetti nel mirino, sono quelli che stanno nella fotografia. Già, come si fa a parlare della propria immagine su una fotografia. Se Claudio (e Jessica, Antonello, Elisa, Roberto, Irene, Luciano e tutti quelli che volete voi) non ha idea di quello che legge, se non sa commentare quello che legge, se non vuole proporsi come interlocutore, qui, e poi invece riesce ad avere un'esistenza relazionale attiva, invia di continuo sms, sa parlare al telefono, riesce a chiacchierare di ragazze (i), del Palermo, del motore, del tempo e del Grande Fratello, penso che sia colpa mia, non sua, visto che tratto argomenti di difficile comprensione e forse dovrei pretendere di meno e chiacchierare di più. Gli interventi di studenti dell'istituto Salvemini su questo blog, dal momento della sua attivazione, si contano sulle dita delle mani. Peccato, avremmo potuto fare di più e magari trovare anche delle linee di lavoro extrascolastico di maggiore interesse, attenzione, impegno, divertimento. Ma, Claudio, non ti preoccupare, nessun problema, c'è tempo per tutto, ogni cosa ha il suo tempo, e da domani arriveranno lettere di solidarietà a questa difficoltà di parlare delle proprie cose, della propria immagine e del proprio presente.
06/04/08
GRANDE CUORE
Giusto per gradire. Questo è l'articolo tratto dal Giornale di Sicilia del 29 marzo 2008, ed espone cinque delle centinaia di tele realizzate dai bambini e dai ragazzi degli istituti scolastici palermitani coinvolti da Antonio Presti nel progetto Grande Madre. La prima e l'ultima delle tele pubblicate (quelle con il fondo azzurro, collocate nell'edificio coi reparti di maternità) appartengono all'istituto Salvemini, plesso di Viale Michelangelo, e sono state realizzate (con una terza, collocata nell'edificio degli uffici amministrativi) dalla 3K, e da quattro allievi provenienti due dalla 4T e due dalla 5T. In questo progetto sono stati coinvolti attivamente alla produzione delle tele tre insegnanti, e almeno tre elementi del personale ata della scuola. Grazie ad ognuna di queste persone è stato possibile portare a compimento il progetto, già incluso nel POF della scuola, per il quale erano stati interessati anche docenti e allievi della centrale che però, per improbabili motivi, hanno preferito astenersi dal partecipare. Queste due tele pubblicate sono il risultato "tangibile ed evidente" che la scuola può esprimere valori e contenuti che sarebbe meglio condividere, nel tempo. Aggiungo, inoltre, che, nonostante i tempi concitati legati alla consegna del lavoro, mentre ai piani superiori dell'istituto si svolgeva una appassionante assemblea di cui abbiamo già parlato, in una piccola stanza dei piani cantinati c'erano ragazzi che continuavano le tele proprio per l'impegno preso nei confronti del tema e del progetto. La vita è la vera scuola, lo si sa o lo si impara a proprie spese, ma alcune cose, positive, possono arrivare da quello che alcuni ragazzi riescono ad insegnare a molti, studenti e professori compresi, attraverso il loro impegno civile e il senso delle idee che anche da una semplice tela può trasparire.
18/03/08
ASSEMBLEA LIBERA

Dunque, siamo arrivati a questo.
(Versione 1) In fotografia si possono vedere gli studenti dell'Istituto Professionale Salvemini, plesso di Viale Michelangelo, riuniti in assemblea il 17 marzo 2008 (la foto è stata scattata alle ore 9e50, l'assemblea è iniziata da poco). Ovviamente il tema dell'assemblea è la solidarietà con la ragazza dello stesso istituto, sede centrale di Viale dell'Olimpo, ricoverata per meningite (come si può evincere cliccando sul titolo del post). La foto documenta uno dei momenti di concitata discussione degli studenti dell'istituto che, come si vede, colpiti dall'avvenimento stanno discutendo sulle azioni da intraprendere per far prevalere il senso civico delle loro posizioni, memori dei giorni dell'occupazione in dicembre.
(Versione 2) Il 13 marzo è stata chiesta un'assemblea d'istituto per discutere "i gravi problemi (generici) della scuola" (non che non ce ne siano, ma almeno il buon senso di parlarne veramente sarebbe ben accolto), prevista per il 17 marzo. Il 17 marzo la notizia dilagante, imprevedibile il 13 marzo, riguarda la ragazza dell'istituto (sede di Viale dell'Olimpo) colpita da meningite, per cui l'assemblea avrebbe tutti i buoni motivi per essere svolta ma, vedi tu il cavillo, per evitare ogni tipo di contatto tra "estranei" si preferisce svolgerla secondo coscienza "liberamente" che, tradotto in salveminese, significa "chi vuole fare l'assemblea resti pure" e, ovviamente, se ne sono andati tutti, rappresentanti d'istituto compresi, alla faccia delle proprie e altrui convinzioni etiche. E, però, il giorno dopo, tutti erano di nuovo allegramente assieme, nella stessa aula (in chiesa) per svolgere il precetto pasquale. Gente di polso!!!
(Versione 3) La richiesta assemblea studentesca del 17 marzo (ingresso a scuola alle 8e20, assemblea alle 9e20), il precetto pasquale del 18 marzo (ingresso 8e20, precetto 10e20), il cinema Rosso Malpelo del 19 (niente scuola) sono la terna magica che anticipa di tre giorni le vacanze pasquali alla faccia delle indicazioni ministeriali, per cui Buona Pasqua a tutti (soprattutto alla famiglia della ragazza ricoverata in ospedale, e a lei, con l'augurio più pertinente di pronta guarigione).
04/03/08
4 PUNTI

La scuola, in generale, nonostante alcune traiettorie impazzite che riguardano la politica di uno Stato o l'idiozia di una classe dirigente, propone sovente anche buone pratiche e idee innovative la cui caratteristica, lì dove non appartengono a processi concertati, si basa su una sorta di volontariato emotivo a cui nessuna delle sue componenti si sottrae.
Poi, come spesso capita, ci sono allievi f a n t a s t i c i come Daniele che ha grande sensibilità e, più di altri, coglie l'essenza delle cose che sente, che vede, che percepisce e le traduce in parole e azioni. Qualche giorno fa, Daniele mi ha sottolineato il fatto che nella scuola in cui viviamo bisognerebbe porre l'attenzione (lui me lo ha detto a modo suo) su quattro punti, che qui riporto citando le sue espressioni: (1) "manca l'ascensore per i piani", (2) "bisogna dipingere la scuola", (3) "aggiustare i bagni", (4) "mancano le uscite di sicurezza".
Io preferisco non commentare le sollecitazioni che Daniele pone, perché si sottolineano da sole. Dopo che ci siamo scambiati queste brevi frasi è solo accaduto che lui si è reso disponibile ad aiutarmi in un piccolo trasloco di libri da una "biblioteca" scolastica ad una stanza che, speriamo, assumerà sembianze più simili ad una biblioteca che ad un deposito. Mi ha procurato dei guanti monouso, un paio li ha messi lui e mi ha dato una mano in questa operazione virtuosa e surreale. Bontà sua!
16/01/08
01/01/08
BUON 2008

Ecco qualcosa che inizia, finalmente. Qualcosa, la solita cosa, ogni anno la stessa cosa che inizia e non si sa verso dove ci porterà. Noi speriamo lontano, lo speriamo sempre. Ma dove? Forse la domanda è sbagliata. Dovremmo dire: ma quanto? Questo dipende da ognuno di noi, e dalla nostra disponibilità al dialogo e alla lungimiranza. Bisogna esser saldi per guardare avanti (ma quanto?), e puntare i piedi quando è necessario. Ma certe volte, se riteniamo la cosa "possibile", bisogna sapersi lasciar andare, presi dalle correnti o dalle folate dei venti, trasportati, senza gravità. Per questo auguro a tutti un 2008 leggero!
11/12/07
PIOVE SUL BAGNATO, SEMPRE

Piccola comunicazione personale. Sono stato a Trapani, venerdì sera, a cena con amici. Ho mangiato benissimo, e bevuto tanto... tanto che non ricordo come sono rimasto sveglio fino a Palermo. Insomma, sabato ho risentito qualche dolorino al pancino(!). Domenica ero steso a letto. Enterogermina e Biochetasi. E ci sono pure rimasto male quando Mimmo mi ha detto "ma dove sei?". Lo so io dove sono, lo so io. Insomma, niente compleanno di Rosalio. Lunedì non ce l'ho fatta ad andare a scuola, poi mi hanno detto che i soliti scemi (e io so perché) l'hanno occupata per prolungare le festività natalizie. Alle ore 13 s'appresentò il medico della visita fiscale: ma quello medico è? Un notaio, forse. Comunque, il farmacista vicino casa mi ha consigliato un antispastico, l'ho preso e sono stato meglio. Fino a mezzanotte, poi di nuovo male. E allora ho rimesso dentro la pillolina e l'enterogermina. Martedì (oggi) mi sono alzato dal letto alle 10, bruciore da pazzi, dopo aver chiamato a scuola per dire che proprio non ce la facevo (tanto, era sempre occupata). La signora che stava in portineria mi ha dettato tre versioni del mio cognome in tre lingue sconosciute, e fortuna che vado lì da tre anni. Alle 12, seconda visita fiscale, stesso notaro. (Mai tante visite in tre anni) Gli ho chiesto "ma che posso prendere per questi dolori alla bocca dello stomaco?" e lui "ci vuole l'elettrocardiogramma!" e io "per l'influenza?" e lui "lei è fumatore, no?" e io "No!" e lui "Ah!", e se ne andò. Ma che mestiere fa, veramente? Verso le 12 ho fatto il cocktail, tre cose assieme, e sono stato meglio fino verso le cinque quando, cioè, non mi è venuta la bella idea di salire su uno sgabello per chiudere una finestra alta. Sono caduto e... insomma, ora vado per casa zoppicando perché (è più semplice a dirsi che a sentirsi) mi si è strappata letteralmente la pelle da sotto il piede, al livello di uno degli archi plantari. D O L O R E ! Non bastava l'influenza che prende allo stomaco, per questo finisce sempre che piove sul bagnato (e fuori pure!). Mi sa che domani richiamo a scuola, e domani ritorna il mio caro "medico" fiscale. Vi farò sapere...
08/12/07
CARO LUCA...
"Caro Luca" è un modo di dire, potrei scrivere "Cara Giulia" o "Caro Gaetano" che sarebbe la stessa cosa. Le cose sono andate come sono andate; oppure, le cose sono andate male; oppure ancora, sono andate, le cose, come non sarebbero dovute andare visto che sono andate così. Prima di iniziare a muovere il brodo delle azioni, bisogna inserire nella pentola delle idee: ma idee vere, tue, che tu hai pensato e strutturato, che le hai scelte tra tante e hai selezionato quelle più convincenti. Giusto per capirci: copiare non serve se non si sa copiare e/o non si sa utilizzare quello che si sta copiando. Detto questo, e solo adesso, penso di avere capito come va, e come andrà, tutta la situazione, nonostante chi motivi le persone a pensare quello che pensa lui non ha motivi per pensare a quello che pensa. E penso di essere stato chiaro. Nel frattempo, e prima di pensare, bisogna vedere, in fondo al proprio pensiero, se esiste un barlume d'idea che possa consentire di pensare bene prima di agire. Suggerisco, a questo proposito, la lettura di questa breve poesiola di Stefano Benni. A seguire...
Ma tu ce l'hai un'idea?
Ma tu ce l'hai un'idea?
un'idea, dai...
quelle che c'erano una volta,
che uno si svegliava una mattina
e si accendeva la lampadina.
non ce l'hai un'idea?
Ma sì che ce l'hai,
dammela, dai,
la vendiamo alla Rai!
la facciamo fruttare!
un'idea anche elementare...
dai, un'idea originale,
non di quelle che trovi sul giornale!
o te le dà il partito...
non perché la ascolti
da uno in televisione,
non perché la senti in una canzone.
un'idea tua,
pensata da te, artigianale
come non si fa più.
Dai che ce l'hai...
sei uno che pensa anche al cesso,
tirala fuori adesso!
è il momento, ci son tante occasioni;
ho un amico che scrive canzoni:
facciamo un quarantacinque un trentatré qualcosa.
dai un'idea, anche schifosa...
ci facciamo un film!
lo so che ce l'hai un'idea.
anche due: se ne hai due insieme
ci facciamo un pastone,
venti puntate in televisione.
Dai che lo so che ce l'hai,
dai che la vendiamo, dai!
è il momento: non le ha nessuno,
fan tutti finta, son disperati,
tiran fuori bauli usati
con le idee degli anni venti
e dicon che son nuove e intelligenti.
e dai che ce l'hai...
io ne avevo una mia sai,
c'ho fatto sei libri,
è un po' logora ormai.
basta un'idea, una sola!
anche fatta di una sola parola...
ci facciamo una pubblicità:
"frizzevolissimevolmente"! eh? ti va?
Dai, se mi dai un'idea
poi diventi intellettuale
e dopo, anche senza idee,
basta che scrivi su un giornale
che non sei d'accordo
con le idee di qualcuno,
lui scrive che non è d'accordo con le tue,
e così sembra che abbiate delle idee tutti e due.
Dai, che ce l'hai un'idea...
e non quelle solite idee
che è tutto sbagliato, tutto da cambiare,
un'idea normale,
che si possa dire anche al telegiornale.
un'ideuzza, un'ideuncula, un'ideina,
un'idea piccina, anche cretina.
se domani me la vieni a portare,
ti faccio trovare il contratto da firmare.
non ce l'hai un'idea anche usata?
preconfezionata? surgelata?
facciamo un revival, facciamo un remake.
ti faccio un'offerta, ti va?
Tu mi dai una mezza idea
e le facciam pubblicità
stampa, tivù e manifesti,
in tutta la città,
vedrai che nessuno si accorge
che ne manca metà.
Ma tu ce l'hai un'idea?
Ma tu ce l'hai un'idea?
un'idea, dai...
quelle che c'erano una volta,
che uno si svegliava una mattina
e si accendeva la lampadina.
non ce l'hai un'idea?
Ma sì che ce l'hai,
dammela, dai,
la vendiamo alla Rai!
la facciamo fruttare!
un'idea anche elementare...
dai, un'idea originale,
non di quelle che trovi sul giornale!
o te le dà il partito...
non perché la ascolti
da uno in televisione,
non perché la senti in una canzone.
un'idea tua,
pensata da te, artigianale
come non si fa più.
Dai che ce l'hai...
sei uno che pensa anche al cesso,
tirala fuori adesso!
è il momento, ci son tante occasioni;
ho un amico che scrive canzoni:
facciamo un quarantacinque un trentatré qualcosa.
dai un'idea, anche schifosa...
ci facciamo un film!
lo so che ce l'hai un'idea.
anche due: se ne hai due insieme
ci facciamo un pastone,
venti puntate in televisione.
Dai che lo so che ce l'hai,
dai che la vendiamo, dai!
è il momento: non le ha nessuno,
fan tutti finta, son disperati,
tiran fuori bauli usati
con le idee degli anni venti
e dicon che son nuove e intelligenti.
e dai che ce l'hai...
io ne avevo una mia sai,
c'ho fatto sei libri,
è un po' logora ormai.
basta un'idea, una sola!
anche fatta di una sola parola...
ci facciamo una pubblicità:
"frizzevolissimevolmente"! eh? ti va?
Dai, se mi dai un'idea
poi diventi intellettuale
e dopo, anche senza idee,
basta che scrivi su un giornale
che non sei d'accordo
con le idee di qualcuno,
lui scrive che non è d'accordo con le tue,
e così sembra che abbiate delle idee tutti e due.
Dai, che ce l'hai un'idea...
e non quelle solite idee
che è tutto sbagliato, tutto da cambiare,
un'idea normale,
che si possa dire anche al telegiornale.
un'ideuzza, un'ideuncula, un'ideina,
un'idea piccina, anche cretina.
se domani me la vieni a portare,
ti faccio trovare il contratto da firmare.
non ce l'hai un'idea anche usata?
preconfezionata? surgelata?
facciamo un revival, facciamo un remake.
ti faccio un'offerta, ti va?
Tu mi dai una mezza idea
e le facciam pubblicità
stampa, tivù e manifesti,
in tutta la città,
vedrai che nessuno si accorge
che ne manca metà.
27/11/07
"...està cerrado..."

In oltre un mese di silenzio di questo blog ne sono accadute di cose, avrei dovuto essere, forse, più tempestivo e documentarle tutte. Fa nulla, andiamo avanti. Già, andiamo avanti. Ma come? Così? La foto riguarda una presunta assemblea d'istituto, ovvero l'inferno blaterante che segue costantemente un'assemblea d'istituto. Io non credo che le assemblee siano inutili, anzi penso che sia un reale momento di confronto tra gli alunni di una scuola. Penso anche però che le assemblee, democratiche e libere (come stabilito dai decreti delegati), debbano svolgersi civilmente e con un reale senso di responsabilità del proprio ruolo. Al Salvemini non accade. Ma non accade anche per colpa del Salvemini: gli allievi non hanno uno spazio adatto in cui svolgere civilmente un'assemblea, per cui la svolgono come capita, oppure provano ad essere presenti in 100 mentre gli altri 400 fanno un casino infinito. Ma questo non mi sconvolge, capita anche al collegio docenti. Con la differenza che ad un certo momento, seppure in casi circoscritti, l'età dei docenti prevale sul casino che si forma. Per cui non posso condannare i ragazzi che rispetto al rispetto per l'assemblea fanno prevalere la loro età.
Tanti anni fa in Spagna volevo visitare il Palau de Musica di Antoni Gaudì, vedevo chiuso ma non capivo perché un signore dall'interno continuasse a dirmi, gesticolando, "està cerrado, està cerrado!". La risposta è semplice, almeno quanto la mia (allora!) giovanile ingenuità: està cerrado significa è chiuso. Ecco dunque come si sviluppa il nostro caso: il Salvemini (plesso di Viale Michelangelo) è chiuso, ma qualcuno da dentro continua a dirci "està cerrado, està cerrado" e noi non lo capiamo: noi tutti, e tutti noi. Nessuno parla la lingua di civiltà che vorrebbe la scuola chiusa, per quello che offre e per quello che riesce ad esprimere. Ma non basta: molti dati (strutturali, tecnici, distributivi, organizzativi, etc) ci suggeriscono che la cosa migliore è sostituire questa struttura con un'altra, per una questione di vivibilità differente e di qualità complessiva del lavoro che fattori esogeni (che, dunque, non dipendono da noi) compromettono. E invece no! L'istituto del Salvemini di Viale Michelangelo è sotto i ferri di un'impresa che lavora indefessa per restituircelo in tutta la sua precarietà. La colpa non è dell'impresa, ma di chi gli commissiona il lavoro.
Dinanzi a questa mole di problemi qual'era il tema centrale dell'ultima assemblea d'istituto degli studenti: modalità di occupazione della scuola per opporsi alla riforma Fioroni. Tutto qui? In questo blog molto s'è detto sulla riforma e, probabilmente, molto ancora si dovrà dire, ma mi pare che sfugga a tutti che la questione è un'altra: non viviamo in una struttura pensata per essere "scuola". E la ciliegina sulla torta è stata l'operazione di inibire l'accesso ai balconi esterni, a causa di una relazione dei Vigili del Fuoco che, facendo il loro lavoro, hanno dichiarato inagibili tali spazi: l'impresa tuttofare ha "cerrado" tutte le porte con viti autofilettanti, impedendo finanche l'accesso dell'aria. Ora, non ci vuole molta intelligenza per capire una regola così elementare ma siccome tutto avviene sull'orma della costante precarietà, e dei lavori a macchia di leopardo (un tappo qui e una pezza lì), posso comprendere la distrazione. E gli studenti? Sono la vera debolezza della scuola, essendo incapaci di prendere una posizione chiara e, soprattutto, inabili alla lettura dei documenti. Lo dico per spronarli ad affrontare problemi concreti con le armi del dialogo e della democrazia, visto che in mancanza di questi dettagli basilari non resta altro che fare la voce grossa o pretendere senza conoscere. Si entra a scuola stando molto attenti (è il motivetto più orecchiabile) a quando si esce: il cambio d'ora, l'intervallo, "manca per caso il professore...?", l'anticipo d'ora, l'uscita anticipata, la campana delle 14e20. Mi pare una bella motivazione, ma non sufficiente per essere interessati a tutto il resto. Ad maiora, dunque!
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