20/05/08

THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN'


"Venite intorno gente
dovunque voi vagate
ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo
ed accettate che presto
sarete inzuppati fino all'osso.
E se il tempo per voi
rappresenta qualcosa
fareste meglio ad incominciare a nuotare
o affonderete come pietre
perché i tempi stanno cambiando"


Lo so, non si mescola il diavolo con l'acqua santa ma il primo collegamento che il mio cervello bacato ha fatto riguarda una canzone di Bob Dylan (in fondo alla pagina, in una versione di Tracy Chapman): i tempi stanno cambiando. Non che la cosa c'entri nulla con la fotografia, ma forse sì. I tempi cambiano o, ricorda il titolo di un film di David Mamet, le cose cambiano; e le cose, e i tempi, che cambiano devono fare il loro corso visto che si portano appresso, necessariamente, luoghi e persone. La foto, occultata per garanzia della privacy, ritrae un ex alunno piuttosto intuitivo, e a tratti geniale, che, per via di traiettorie della vita e, ahinoi, le illusive speranze che un lavoro facile può suggerire, non ha concluso il corso di studi e ha cambiato vita. Spesso accade e quando accade, nonostante il senso della ragionevolezza si orienti altrove, poco si riesce a fare per far cambiare idea allo studente se non, talvolta, alla stessa famiglia. A me dispiace quando queste cose accadono, soprattutto per via dell'impotenza della scuola dinanzi alle ritrosie di tutti i possibili ragionamenti. Posso solo augurarmi la sua felicità e la speranza che riesca a mantenere, nel tempo che cambia e che lo cambierà, la sue qualità umane e la serenità nei rapporti con gli altri. Penso, anzi, che da questa sua attenzione ad una personale integrità morale dipenda il suo futuro, oltre che dalla qualità della vita che intende inseguire. Gli occhi che ho nascosto sono occhi sereni, sorridenti, placidi, spiritosi che suggeriscono una certa intelligenza, che riescono a scherzare con l'obiettivo che li fotografa, che sfidano il tempo e la bellezza di altri occhi. Gli occhi fanno trasparire tutto di una persona. Eppure, lo si sa, se quegli occhi iniziano a vedere il mondo in altro modo, possono perdere l'innocenza e la serenità, possono modificare la capacità di osservare l'orizzonte, il proprio futuro, in maniera chiara. Cambiare è, in un certo senso, perdersi, ma non basta perdersi per cambiare.

09/05/08

SCIOPERO

Oggi sono entrato in classe e ho trovato solo 2 crumiri che, irresponsabilmente, come me, non hanno scioperato, mentre tutti gli altri, spinti a tale azione civile anche dalle famiglie, si sono alzati di buon'ora e sono scesi in piazza a fianco degli insegnanti per dimostrare le ragioni di uno sciopero giusto. Capisco l'importanza delle ragioni di una siffatta azione civile, e mi auguro che tale senso di responsabilità pervada l'intero organismo scolastico nel prosieguo dell'anno, fino alla fine delle lezioni e, per alcuni, fino agli esami. Io, invece, ho solo immerso le ragioni della mia "presenza" nella spiega delle assonometrie, nonostante il vecchio Monge si stia rivoltando, per altre ragioni, nella tomba.

11/04/08

NON SO CHE DIRE

Claudio mi dice che non sa commentare quello che c'è scritto sul blog. Lo capisco, da un certo punto di vista, e dallo stesso punto di vista capisco tutti gli studenti dell'istituto. Non sanno che dire, non sanno scrivere un commento sul blog (o, almeno, su questo blog che parla di loro) forse perché capiscono che sono i soggetti nel mirino, sono quelli che stanno nella fotografia. Già, come si fa a parlare della propria immagine su una fotografia. Se Claudio (e Jessica, Antonello, Elisa, Roberto, Irene, Luciano e tutti quelli che volete voi) non ha idea di quello che legge, se non sa commentare quello che legge, se non vuole proporsi come interlocutore, qui, e poi invece riesce ad avere un'esistenza relazionale attiva, invia di continuo sms, sa parlare al telefono, riesce a chiacchierare di ragazze (i), del Palermo, del motore, del tempo e del Grande Fratello, penso che sia colpa mia, non sua, visto che tratto argomenti di difficile comprensione e forse dovrei pretendere di meno e chiacchierare di più. Gli interventi di studenti dell'istituto Salvemini su questo blog, dal momento della sua attivazione, si contano sulle dita delle mani. Peccato, avremmo potuto fare di più e magari trovare anche delle linee di lavoro extrascolastico di maggiore interesse, attenzione, impegno, divertimento. Ma, Claudio, non ti preoccupare, nessun problema, c'è tempo per tutto, ogni cosa ha il suo tempo, e da domani arriveranno lettere di solidarietà a questa difficoltà di parlare delle proprie cose, della propria immagine e del proprio presente.

06/04/08

GRANDE CUORE

Giusto per gradire. Questo è l'articolo tratto dal Giornale di Sicilia del 29 marzo 2008, ed espone cinque delle centinaia di tele realizzate dai bambini e dai ragazzi degli istituti scolastici palermitani coinvolti da Antonio Presti nel progetto Grande Madre. La prima e l'ultima delle tele pubblicate (quelle con il fondo azzurro, collocate nell'edificio coi reparti di maternità) appartengono all'istituto Salvemini, plesso di Viale Michelangelo, e sono state realizzate (con una terza, collocata nell'edificio degli uffici amministrativi) dalla 3K, e da quattro allievi provenienti due dalla 4T e due dalla 5T. In questo progetto sono stati coinvolti attivamente alla produzione delle tele tre insegnanti, e almeno tre elementi del personale ata della scuola. Grazie ad ognuna di queste persone è stato possibile portare a compimento il progetto, già incluso nel POF della scuola, per il quale erano stati interessati anche docenti e allievi della centrale che però, per improbabili motivi, hanno preferito astenersi dal partecipare. Queste due tele pubblicate sono il risultato "tangibile ed evidente" che la scuola può esprimere valori e contenuti che sarebbe meglio condividere, nel tempo. Aggiungo, inoltre, che, nonostante i tempi concitati legati alla consegna del lavoro, mentre ai piani superiori dell'istituto si svolgeva una appassionante assemblea di cui abbiamo già parlato, in una piccola stanza dei piani cantinati c'erano ragazzi che continuavano le tele proprio per l'impegno preso nei confronti del tema e del progetto. La vita è la vera scuola, lo si sa o lo si impara a proprie spese, ma alcune cose, positive, possono arrivare da quello che alcuni ragazzi riescono ad insegnare a molti, studenti e professori compresi, attraverso il loro impegno civile e il senso delle idee che anche da una semplice tela può trasparire.

18/03/08

ASSEMBLEA LIBERA


Dunque, siamo arrivati a questo.
(Versione 1) In fotografia si possono vedere gli studenti dell'Istituto Professionale Salvemini, plesso di Viale Michelangelo, riuniti in assemblea il 17 marzo 2008 (la foto è stata scattata alle ore 9e50, l'assemblea è iniziata da poco). Ovviamente il tema dell'assemblea è la solidarietà con la ragazza dello stesso istituto, sede centrale di Viale dell'Olimpo, ricoverata per meningite (come si può evincere cliccando sul titolo del post). La foto documenta uno dei momenti di concitata discussione degli studenti dell'istituto che, come si vede, colpiti dall'avvenimento stanno discutendo sulle azioni da intraprendere per far prevalere il senso civico delle loro posizioni, memori dei giorni dell'occupazione in dicembre.
(Versione 2) Il 13 marzo è stata chiesta un'assemblea d'istituto per discutere "i gravi problemi (generici) della scuola" (non che non ce ne siano, ma almeno il buon senso di parlarne veramente sarebbe ben accolto), prevista per il 17 marzo. Il 17 marzo la notizia dilagante, imprevedibile il 13 marzo, riguarda la ragazza dell'istituto (sede di Viale dell'Olimpo) colpita da meningite, per cui l'assemblea avrebbe tutti i buoni motivi per essere svolta ma, vedi tu il cavillo, per evitare ogni tipo di contatto tra "estranei" si preferisce svolgerla secondo coscienza "liberamente" che, tradotto in salveminese, significa "chi vuole fare l'assemblea resti pure" e, ovviamente, se ne sono andati tutti, rappresentanti d'istituto compresi, alla faccia delle proprie e altrui convinzioni etiche. E, però, il giorno dopo, tutti erano di nuovo allegramente assieme, nella stessa aula (in chiesa) per svolgere il precetto pasquale. Gente di polso!!!
(Versione 3) La richiesta assemblea studentesca del 17 marzo (ingresso a scuola alle 8e20, assemblea alle 9e20), il precetto pasquale del 18 marzo (ingresso 8e20, precetto 10e20), il cinema Rosso Malpelo del 19 (niente scuola) sono la terna magica che anticipa di tre giorni le vacanze pasquali alla faccia delle indicazioni ministeriali, per cui Buona Pasqua a tutti (soprattutto alla famiglia della ragazza ricoverata in ospedale, e a lei, con l'augurio più pertinente di pronta guarigione).

04/03/08

4 PUNTI


La scuola, in generale, nonostante alcune traiettorie impazzite che riguardano la politica di uno Stato o l'idiozia di una classe dirigente, propone sovente anche buone pratiche e idee innovative la cui caratteristica, lì dove non appartengono a processi concertati, si basa su una sorta di volontariato emotivo a cui nessuna delle sue componenti si sottrae.

Poi, come spesso capita, ci sono allievi f a n t a s t i c i come Daniele che ha grande sensibilità e, più di altri, coglie l'essenza delle cose che sente, che vede, che percepisce e le traduce in parole e azioni. Qualche giorno fa, Daniele mi ha sottolineato il fatto che nella scuola in cui viviamo bisognerebbe porre l'attenzione (lui me lo ha detto a modo suo) su quattro punti, che qui riporto citando le sue espressioni: (1) "manca l'ascensore per i piani", (2) "bisogna dipingere la scuola", (3) "aggiustare i bagni", (4) "mancano le uscite di sicurezza".

Io preferisco non commentare le sollecitazioni che Daniele pone, perché si sottolineano da sole. Dopo che ci siamo scambiati queste brevi frasi è solo accaduto che lui si è reso disponibile ad aiutarmi in un piccolo trasloco di libri da una "biblioteca" scolastica ad una stanza che, speriamo, assumerà sembianze più simili ad una biblioteca che ad un deposito. Mi ha procurato dei guanti monouso, un paio li ha messi lui e mi ha dato una mano in questa operazione virtuosa e surreale. Bontà sua!

01/01/08

BUON 2008


Ecco qualcosa che inizia, finalmente. Qualcosa, la solita cosa, ogni anno la stessa cosa che inizia e non si sa verso dove ci porterà. Noi speriamo lontano, lo speriamo sempre. Ma dove? Forse la domanda è sbagliata. Dovremmo dire: ma quanto? Questo dipende da ognuno di noi, e dalla nostra disponibilità al dialogo e alla lungimiranza. Bisogna esser saldi per guardare avanti (ma quanto?), e puntare i piedi quando è necessario. Ma certe volte, se riteniamo la cosa "possibile", bisogna sapersi lasciar andare, presi dalle correnti o dalle folate dei venti, trasportati, senza gravità. Per questo auguro a tutti un 2008 leggero!

11/12/07

PIOVE SUL BAGNATO, SEMPRE


Piccola comunicazione personale. Sono stato a Trapani, venerdì sera, a cena con amici. Ho mangiato benissimo, e bevuto tanto... tanto che non ricordo come sono rimasto sveglio fino a Palermo. Insomma, sabato ho risentito qualche dolorino al pancino(!). Domenica ero steso a letto. Enterogermina e Biochetasi. E ci sono pure rimasto male quando Mimmo mi ha detto "ma dove sei?". Lo so io dove sono, lo so io. Insomma, niente compleanno di Rosalio. Lunedì non ce l'ho fatta ad andare a scuola, poi mi hanno detto che i soliti scemi (e io so perché) l'hanno occupata per prolungare le festività natalizie. Alle ore 13 s'appresentò il medico della visita fiscale: ma quello medico è? Un notaio, forse. Comunque, il farmacista vicino casa mi ha consigliato un antispastico, l'ho preso e sono stato meglio. Fino a mezzanotte, poi di nuovo male. E allora ho rimesso dentro la pillolina e l'enterogermina. Martedì (oggi) mi sono alzato dal letto alle 10, bruciore da pazzi, dopo aver chiamato a scuola per dire che proprio non ce la facevo (tanto, era sempre occupata). La signora che stava in portineria mi ha dettato tre versioni del mio cognome in tre lingue sconosciute, e fortuna che vado lì da tre anni. Alle 12, seconda visita fiscale, stesso notaro. (Mai tante visite in tre anni) Gli ho chiesto "ma che posso prendere per questi dolori alla bocca dello stomaco?" e lui "ci vuole l'elettrocardiogramma!" e io "per l'influenza?" e lui "lei è fumatore, no?" e io "No!" e lui "Ah!", e se ne andò. Ma che mestiere fa, veramente? Verso le 12 ho fatto il cocktail, tre cose assieme, e sono stato meglio fino verso le cinque quando, cioè, non mi è venuta la bella idea di salire su uno sgabello per chiudere una finestra alta. Sono caduto e... insomma, ora vado per casa zoppicando perché (è più semplice a dirsi che a sentirsi) mi si è strappata letteralmente la pelle da sotto il piede, al livello di uno degli archi plantari. D O L O R E ! Non bastava l'influenza che prende allo stomaco, per questo finisce sempre che piove sul bagnato (e fuori pure!). Mi sa che domani richiamo a scuola, e domani ritorna il mio caro "medico" fiscale. Vi farò sapere...

08/12/07

CARO LUCA...

"Caro Luca" è un modo di dire, potrei scrivere "Cara Giulia" o "Caro Gaetano" che sarebbe la stessa cosa. Le cose sono andate come sono andate; oppure, le cose sono andate male; oppure ancora, sono andate, le cose, come non sarebbero dovute andare visto che sono andate così. Prima di iniziare a muovere il brodo delle azioni, bisogna inserire nella pentola delle idee: ma idee vere, tue, che tu hai pensato e strutturato, che le hai scelte tra tante e hai selezionato quelle più convincenti. Giusto per capirci: copiare non serve se non si sa copiare e/o non si sa utilizzare quello che si sta copiando. Detto questo, e solo adesso, penso di avere capito come va, e come andrà, tutta la situazione, nonostante chi motivi le persone a pensare quello che pensa lui non ha motivi per pensare a quello che pensa. E penso di essere stato chiaro. Nel frattempo, e prima di pensare, bisogna vedere, in fondo al proprio pensiero, se esiste un barlume d'idea che possa consentire di pensare bene prima di agire. Suggerisco, a questo proposito, la lettura di questa breve poesiola di Stefano Benni. A seguire...

Ma tu ce l'hai un'idea?

Ma tu ce l'hai un'idea?
un'idea, dai...
quelle che c'erano una volta,
che uno si svegliava una mattina
e si accendeva la lampadina.
non ce l'hai un'idea?

Ma sì che ce l'hai,
dammela, dai,
la vendiamo alla Rai!
la facciamo fruttare!
un'idea anche elementare...
dai, un'idea originale,
non di quelle che trovi sul giornale!
o te le dà il partito...
non perché la ascolti
da uno in televisione,
non perché la senti in una canzone.
un'idea tua,
pensata da te, artigianale
come non si fa più.

Dai che ce l'hai...
sei uno che pensa anche al cesso,
tirala fuori adesso!
è il momento, ci son tante occasioni;
ho un amico che scrive canzoni:
facciamo un quarantacinque un trentatré qualcosa.
dai un'idea, anche schifosa...
ci facciamo un film!
lo so che ce l'hai un'idea.
anche due: se ne hai due insieme
ci facciamo un pastone,
venti puntate in televisione.

Dai che lo so che ce l'hai,
dai che la vendiamo, dai!
è il momento: non le ha nessuno,
fan tutti finta, son disperati,
tiran fuori bauli usati
con le idee degli anni venti
e dicon che son nuove e intelligenti.
e dai che ce l'hai...
io ne avevo una mia sai,
c'ho fatto sei libri,
è un po' logora ormai.
basta un'idea, una sola!
anche fatta di una sola parola...
ci facciamo una pubblicità:
"frizzevolissimevolmente"! eh? ti va?

Dai, se mi dai un'idea
poi diventi intellettuale
e dopo, anche senza idee,
basta che scrivi su un giornale
che non sei d'accordo
con le idee di qualcuno,
lui scrive che non è d'accordo con le tue,
e così sembra che abbiate delle idee tutti e due.

Dai, che ce l'hai un'idea...
e non quelle solite idee
che è tutto sbagliato, tutto da cambiare,
un'idea normale,
che si possa dire anche al telegiornale.
un'ideuzza, un'ideuncula, un'ideina,
un'idea piccina, anche cretina.
se domani me la vieni a portare,
ti faccio trovare il contratto da firmare.
non ce l'hai un'idea anche usata?
preconfezionata? surgelata?
facciamo un revival, facciamo un remake.
ti faccio un'offerta, ti va?

Tu mi dai una mezza idea
e le facciam pubblicità
stampa, tivù e manifesti,
in tutta la città,
vedrai che nessuno si accorge
che ne manca metà.

27/11/07

"...està cerrado..."


In oltre un mese di silenzio di questo blog ne sono accadute di cose, avrei dovuto essere, forse, più tempestivo e documentarle tutte. Fa nulla, andiamo avanti. Già, andiamo avanti. Ma come? Così? La foto riguarda una presunta assemblea d'istituto, ovvero l'inferno blaterante che segue costantemente un'assemblea d'istituto. Io non credo che le assemblee siano inutili, anzi penso che sia un reale momento di confronto tra gli alunni di una scuola. Penso anche però che le assemblee, democratiche e libere (come stabilito dai decreti delegati), debbano svolgersi civilmente e con un reale senso di responsabilità del proprio ruolo. Al Salvemini non accade. Ma non accade anche per colpa del Salvemini: gli allievi non hanno uno spazio adatto in cui svolgere civilmente un'assemblea, per cui la svolgono come capita, oppure provano ad essere presenti in 100 mentre gli altri 400 fanno un casino infinito. Ma questo non mi sconvolge, capita anche al collegio docenti. Con la differenza che ad un certo momento, seppure in casi circoscritti, l'età dei docenti prevale sul casino che si forma. Per cui non posso condannare i ragazzi che rispetto al rispetto per l'assemblea fanno prevalere la loro età.

Tanti anni fa in Spagna volevo visitare il Palau de Musica di Antoni Gaudì, vedevo chiuso ma non capivo perché un signore dall'interno continuasse a dirmi, gesticolando, "està cerrado, està cerrado!". La risposta è semplice, almeno quanto la mia (allora!) giovanile ingenuità: està cerrado significa è chiuso. Ecco dunque come si sviluppa il nostro caso: il Salvemini (plesso di Viale Michelangelo) è chiuso, ma qualcuno da dentro continua a dirci "està cerrado, està cerrado" e noi non lo capiamo: noi tutti, e tutti noi. Nessuno parla la lingua di civiltà che vorrebbe la scuola chiusa, per quello che offre e per quello che riesce ad esprimere. Ma non basta: molti dati (strutturali, tecnici, distributivi, organizzativi, etc) ci suggeriscono che la cosa migliore è sostituire questa struttura con un'altra, per una questione di vivibilità differente e di qualità complessiva del lavoro che fattori esogeni (che, dunque, non dipendono da noi) compromettono. E invece no! L'istituto del Salvemini di Viale Michelangelo è sotto i ferri di un'impresa che lavora indefessa per restituircelo in tutta la sua precarietà. La colpa non è dell'impresa, ma di chi gli commissiona il lavoro.

Dinanzi a questa mole di problemi qual'era il tema centrale dell'ultima assemblea d'istituto degli studenti: modalità di occupazione della scuola per opporsi alla riforma Fioroni. Tutto qui? In questo blog molto s'è detto sulla riforma e, probabilmente, molto ancora si dovrà dire, ma mi pare che sfugga a tutti che la questione è un'altra: non viviamo in una struttura pensata per essere "scuola". E la ciliegina sulla torta è stata l'operazione di inibire l'accesso ai balconi esterni, a causa di una relazione dei Vigili del Fuoco che, facendo il loro lavoro, hanno dichiarato inagibili tali spazi: l'impresa tuttofare ha "cerrado" tutte le porte con viti autofilettanti, impedendo finanche l'accesso dell'aria. Ora, non ci vuole molta intelligenza per capire una regola così elementare ma siccome tutto avviene sull'orma della costante precarietà, e dei lavori a macchia di leopardo (un tappo qui e una pezza lì), posso comprendere la distrazione. E gli studenti? Sono la vera debolezza della scuola, essendo incapaci di prendere una posizione chiara e, soprattutto, inabili alla lettura dei documenti. Lo dico per spronarli ad affrontare problemi concreti con le armi del dialogo e della democrazia, visto che in mancanza di questi dettagli basilari non resta altro che fare la voce grossa o pretendere senza conoscere. Si entra a scuola stando molto attenti (è il motivetto più orecchiabile) a quando si esce: il cambio d'ora, l'intervallo, "manca per caso il professore...?", l'anticipo d'ora, l'uscita anticipata, la campana delle 14e20. Mi pare una bella motivazione, ma non sufficiente per essere interessati a tutto il resto. Ad maiora, dunque!

10/10/07

GIUSTO PER ESSERE CHIARI

Più di una volta ci siamo occupati in questo blog delle iniziative del ministro Fioroni, tenendo in considerazione la documentazione ufficiale a supporto delle dichiarazioni o delle proposte di legge. Sul sito della pubblica istruzione è stata pubblicata una sintesi dei punti che riguardano la trasformazione del sistema dei debiti scolastici in una forma intermedia tra i debiti (da recuperare nel corso dell'anno) e il vecchio esame di riparazione. Evidentemente, alla base di una scelta di questo tipo c'è lo status quo dei debiti, tuttora vigente, che non risolve (semmai aggrava) le condizioni di parità scolastica e di preparazione al prosieguo delle annualità da parte degli allievi. Come accade nella maggior parte dei casi (io ho fatto parte del movimento della Pantera, qualche anno fa) gli studenti tendono a vedere, della novità o del cambiamento, quella parte della medaglia che inficia il loro ruolo di indipendenza. Eppure tutti i giorni sono sopraffatti da novità e cambiamenti, senza reagire. Per cui, giusto per essere chiari, io riporto qui sotto la sintesi del "cambiamento" previsto dal ministro che può essere consultato, in link sul titolo, anche integralmente.

" Il decreto prevede che:
  • le scuole dovranno organizzare, subito dopo gli scrutini intermedi, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che abbiano presentato insufficienze.
  • I Consigli di classe decideranno come organizzare i corsi di recupero, che potranno essere tenuti dagli insegnanti della scuola o con la collaborazione di soggetti esterni.
  • Dopo i corsi di recupero, che si terranno nel corso dell’anno scolastico, gli studenti dovranno affrontare delle verifiche intermedie per dimostrare di aver superato il debito.
  • Alla fine dell’anno scolastico, il Consiglio di classe avviserà le famiglie degli studenti che prenderanno voti insufficienti in una o più materie, e rimanderà la decisione di promuoverli a dopo il 31 agosto, quando ci sarà la verifica finale del superamento dei debiti.
  • Dopo lo scrutinio finale la scuola organizzerà ulteriori corsi di recupero, che si terranno durante l’estate, per gli studenti che non hanno ottenuto la sufficienza in una o più discipline.
  • Entro il 31 agosto di ogni anno si dovranno concludere le iniziative di recupero e subito dopo, ma non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, si effettueranno le verifiche finali sulla base delle quali si conclude lo scrutinio con il giudizio definitivo: promozione o bocciatura. All’inizio delle lezioni tutti entreranno in classe senza debiti e i docenti potranno sviluppare il programma dell’anno regolarmente.
  • I genitori potranno decidere se far seguire ai propri figli i corsi di recupero, sia quelli intermedi che quelli estivi, oppure se avvalersi di altre modalità di recupero comunicandolo sempre alla scuola. Anche in quest’ultimo caso i docenti della classe mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi del recupero e nel verificare l’esito. L’importante è che alla fine i ragazzi passino le verifiche e dimostrino quindi di aver superato il debito (art.3).
  • Per i candidati all’esame di maturità per quest’anno si continuano ad applicare le disposizioni vigenti.
  • Alla fine del terz’ultimo e del penultimo anno di corso agli studenti che supereranno la verifica finale saranno attribuiti crediti scolastici."
Per cui, sulla base di ogni punto riportato, sono disponibile ad aprire la discussione con studenti e insegnanti per riflettere assieme sui correttivi, eventuali, da apportare al documento o da consigliare alla scuola che può avvalersi, mediante i consigli di classe, di un certo margine di iniziativa.

26/09/07

DEONTOLOGIA E REGOLE D'INGAGGIO

Introduzione
Il titolo di questo post sembra sfiorare altri campi che poco ci toccano. Quando si parla di deontologia l'ambito è filosofico, di regole d'ingaggio l'ambito è militare: luoghi e significati distanti. Eppure no. Ci sono comportamenti a scuola che sono dettati dalle regole scritte, quello che si chiama regolamento d'istituto, e altri dai codici di relazione, che attengono l'educazione e la capacità di relazionarsi agli altri con tempi e modalità differenti a seconda del livello culturale o di quello comportamentale. Spesso questa maniera di comportarsi cambia a seconda della persona con cui ci si relaziona, o dell'attenzione che questo individuo pone nei nostri confronti; altre volte è la nostra sensibilità a dover prendere il sopravvento, e lavorare d'anticipo nei confronti dell'interlocutore: capire prima di esser capiti. Per quel che ci riguarda, il lavoro degli insegnanti, nel tempo, si è caricato di ulteriori ruoli e responsabilità che esulano dal tipo di incarico e ineriscono la volontà di fare in modo che la scuola funzioni "bene". Si fa presto a comprendere una situazione, guardandola da fuori, è più difficile accettarla quando ci si è immersi completamente.

Pretesto
Qualche collega mi ha detto che non conosco perfettamente la situazione, questo non vuol dire molto: significa che rischierò di più. La mia amica Daniela, insegnante presso lo stesso istituto in cui lavoro, ha seguito negli anni precedenti a questo due classi di ragazzi che ha condotto fino all'ultimo anno, con risultati e metodologie parimenti convincenti. Sarebbe stato logico accompagnarli fino all'esame finale, ovvero: se un 'insegnante svolge bene il suo lavoro per una serie di anni è corretto che chiuda questa parabola con la soddisfazione di condurre al diploma quegli allievi. Invece no. Daniela che, come tutti, deve accettare le regole d'ingaggio dettate dalla dirigenza quest'anno ha dovuto, a malincuore, lasciare le classi che conosce per iniziare un nuovo percorso con delle prime. Io non conosco le profonde motivazioni che hanno indotto la dirigenza a perseguire questa linea di condotta, e per questo non riesco a criticarla; ma non capisco, cosa che mi fa riflettere di più, come ha potuto un altro insegnante accettare quell'incarico senza prima averne discusso con Daniela: non esiste una deontologia professionale degli insegnanti?

Morale
Probabilmente questo microevento dovrebbe insegnarci qualcosa, di là dalle sue evoluzioni. Che per esempio, come accade in molte realtà aziendali e professionali, dovremmo adottare tutti un codice etico che valorizzi i rapporti tra dirigenza, insegnanti, personale, allievi, genitori e territorio, e osservarlo, di là dai regolamenti di istituto: il codice è più importante. Come ho avuto modo di segnalare in un post precedente, esiste un trattato europeo sui diritti e doveri degli studenti; l'associazione nazionale dei dirigenti scolastici (Andis) ha un suo codice che divulga attraverso il sito internet; ho anche trovato che qualcuno sta lavorando alla definizione di un codice degli insegnanti, e che esiste una differenza tra codice deontologico, codice di comportamento e codice di disciplina. Ma, a prescindere dalla regola scritta, dovrebbe vigere una maniera di relazionarsi che attenga a modelli comportamentali ed educativi di alto profilo, gli stessi che gli insegnanti consigliano agli studenti dovrebbero valere nel rapporto tra insegnanti. Per questo, non riesco a capacitarmi di quello che è successo. Chi me lo spiega?

18/09/07

MOBILITA' DIDATTICA

Questo articolo riporta un testo, scaricato in parte da internet e compendiato con altre informazioni, sulla questione del mobbing (cliccare sul titolo del post per saperne di più) a scuola. I motivi, non troppo celati, sono già stati espressi in un precedente post. Accade anche al Salvemini, e in tal senso si sta operando: per rimuovere il disagio.

"Il fenomeno del mobbing, si sta diffondendo anche nel mondo della scuola. Come mai?
Le ragioni vanno individuate nel profondo cambiamento organizzativo che, negli ultimi anni, ha investito l’intero mondo scolastico e cioè:
• in un’accentuata verticalizzazione dei rapporti lavorativi;
• nella propensione estrema al raggiungimento di profitti che dimezza e mortifica la professione del docente che diventa sempre più un esecutore di progetti piovuti dall’alto;
• e soprattutto nell’impreparazione delle classi dirigenti alla gestione dei rapporti tra i dipendenti e con i dipendenti.

A partire dalla legge n. 29/93 sulla privatizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego integrata nell’art. 21 della legge n. 59/97 (cosiddetta “legge Bassanini”), la scuola è diventata un’azienda. Il cambiamento organizzativo, in questo caso, non è stato un’ innovazione positiva e vediamo perché.
L’autonomia, nata per alleggerire la burocrazia ministeriale, ha paradossalmente “spostato” il problema gestionale ai singoli Istituti, rendendoli più complicati, sia dal punto di vista normativo e contrattuale, che da quello della convivenza civile e democratica.
L’autonomia, all’insegna della flessibilità, si è ben presto rivelata una formula in cui tutto è lecito, in barba alle norme contrattuali e alla serena convivenza civile.

I Direttori Didattici e i Presidi sono stati investiti, al termine di un “corsetto” di 300 ore, di un ruolo manageriale che li ha trasformati in Dirigenti Scolastici, con un conseguente aumento di potere e di stipendio. I Diri-manager, colti impreparati dal gravoso compito assegnatogli, per tenere sotto controllo la situazione, si sono circondati di uno staff di docenti collaboratori nominati dal dirigente stesso. Tali figure, purtroppo, si sono spesso rivelate fruitrici di privilegi e spesso premiati per fare altro dall’insegnamento.
Per dare una parvenza di equilibrio si è ritenuto opportuno avviare un nuovo livello di contrattazione sindacale: quella di istituto tra Dirigente e R.S.U.

Questo, invece, si è rivelato uno strumento di soggezione che ha intensificato le difficoltà, togliendo sempre più autonomia ai docenti i quali hanno iniziato ad avvertire pesanti incrinature nell’impianto democratico che aveva per lo più caratterizzato l’ambiente scolastico.
Si sono accorti di non essere più certi di essere garantiti nei diritti fondamentali, quali il rispetto per la propria professionalità e libertà d’insegnamento, ma soprattutto hanno verificato, anche sulla propria pelle, il progressivo imbarbarimento dei rapporto umani.
In molte scuole, insomma, si restringono i tempi e i luoghi che consentono e favoriscono lo scambio culturale e umano tra docenti e, quel che è peggio, si sta svuotando di potere decisionale il Collegio dei Docenti, che è l’organo collegiale per eccellenza, da cui dovrebbero sortire le principali proposte didattico-organizzative e le relative delibere.
Purtroppo, a presiedere questa assemblea non è un docente, eletto a scrutinio segreto dal Collegio, ma lo stesso Dirigente Scolastico, che ha altre competenze. Ne consegue che, di fronte a questo conflitto di ruoli, molti insegnanti non se la sentono di esprimere opinioni che contrastino la linea dirigenziale e quindi cedono all’omologazione, per non subire ricatti o minacce. E anche nella scuola dell’attuale riforma è prevista una “feudalizzazione” dell’organigramma del personale perché si profila una differenziazione della funzione docente tra tutor e insegnanti di laboratorio, creando disparità di trattamento tra i membri di uno stesso “corpo” insegnante.

TIPOLOGIA VITTIMA (tra i docenti)
Di solito il mobbizzato non è il classico "lavativo", ma una persona responsabile e creativa, che vuole rendersi consapevole dei propri doveri e dei propri diritti lavorativi, esigendo, quindi maggiore trasparenza amministrativa. Spesso è un docente che non vuole essere un semplice esecutore di compiti o progetti, ma che vuole essere artefice del proprio lavoro in condivisione con gli altri colleghi, in un clima di confronto democratico.

PROPOSTE
Nel nostro caso occorrerebbe ripensare al modello organizzativo delle scuole italiane, ma temo che attualmente sia un’impresa impossibile. La Scuola, così come è stata e come sarà organizzata lascerà poche speranze in questo senso. Ad ogni buon conto, per migliorare la qualità dei rapporti lavorativi sarebbe auspicabile investire l’attenzione e risorse finanziarie su:
· Formazione dei Dirigenti Scolastici affinché possano riconoscere come elementi essenziali per un rapporto lavorativo motivante e responsabile e proficuo, il rispetto e il riconoscimento della persona. Formazione che alleni all’esercizio della democrazia mediante una leadership basata sull’autorevolezza e sulla trasparenza e non sull’autorità.
· Ripristino e potenziamento della Funzione Collegiale e partecipativa.
· Predisposizione di un serio piano di accoglienza per i nuovi arrivati, per consentire loro un inserimento all’insegna della collaborazione e solidarietà.
· Formazione dei docenti volta alla conoscenza delle dinamiche relazionali e ai possibili rischi derivati da conflitti di gruppo non gestiti in modo responsabile e creativo.
· Continuare ad informare i lavoratori della scuola affinché prendano coscienza del fenomeno e si impegnino ad essere solidali con i propri colleghi, “vittime” della violenza morale.
In conclusione, se il mobbing è un fenomeno da combattere in ogni ambito lavorativo, lo è maggiormente nelle realtà scolastiche, proprio per garantire a tutti docenti la possibilità di lavorare serenamente, con dignità, trasparenza, con entusiasmo, creatività, motivazione prerogativa irrinunciabile anche per il benessere degli alunni.
Spero inoltre, che questo mio intervento possa essere utile anche ai miei colleghi e a chiunque si sia trovato in simili circostanze, che serva a prendere coraggio nel non abbattersi e nel saper reagire con l’utilizzo dell’unica modalità che abbiamo a disposizione: la cultura. Questa ci darà la possibilità di poter cambiare le nostre strategie per risolvere i problemi, di poter difendere le proprie idee in modo civile e responsabile, senza cedere all’omologazione e all’asservimento.

Modalità tipiche del mobbing

negare alla vittima la possibilità di esprimere la sua opinione
• isolarla, calunniarla, sminuire le sue capacità professionali
• farle pesare eventuali defaillances dovute a problemi legati a malattie o maternità
• indurla forzatamente al trasferimento"

16/09/07

IO CREDO CHE...

Riporto, in link (cliccare sul titolo del post), un articolo dello scrittore Pietro Citati, uscito su Repubblica il 3 luglio scorso. Non so qual'è il vostro parere, ma io credo che...

CORROBORARE

Penso debba essere l'imperativo di tutti per cambiare il corso degli eventi. Il suono della parola ricorda "collaborare", ma mentre questo ha a che fare con il lavoro (labor), l'altro (si veda l'etimo in link) ha a che vedere con la forza. In realtà è implicito il senso di "forza lavoro", ma non nel verso impiegatizio e operaio tout court del termine. Bisogna corroborare, questo sì. Partecipare agli eventi per cambiarli, mantenere alto lo spirito critico e lottare per i propri diritti quando vengono immotivatamente calpestati. Questo non significa tirarsi fuori, e fare opposizione tanto per occupare un posto. Significa, piuttosto, entrare in discussione e trovare soluzioni.

Alcune cose stanno cambiando, do ut des. Ma bisogna sempre essere solerti e attenti. E adesso vado al dunque, visto che il tema è sempre lo stesso: rendere il Salvemini una scuola, e far sì che tutti se ne rendano conto. Sta per iniziare l'anno scolastico, restano 48 ore dalla redazione di questo post. Nella tarda estate sono stati approntati lavori di restauro dei due istituti, anche se è solo restauro di facciata che poco ha a che vedere con la sostanza delle cose. La sostanza verrà a galla, col tempo. Il dirigente scolastico sta facendo scelte politically correct che, però, lasciano scorrere lasca una vela da una parte e tirano senza motivo lo spinnaker dall'altra: una navigazione dubbia, sembra, o con una rotta di cui non si conoscono le coordinate. Il nostro sito è qui per fare le dovute misurazioni: come un gps mobile.

Per andare avanti, però, ha bisogno di altri naviganti, non sperduti tra i flutti del web. Ha bisogno di chi ha coordinate e capacità di osservazione differenti, di chi sa di poter tracciare rotte diverse o, almeno, indicare possibilità di passaggi non attraversati. Collaborare corroborando. Non c'è differenza tra docenti e studenti, tecnici e ata, dirigenti e amministrativi, conta il contenuto delle osservazioni più che l'identità di chi scrive. Io mi sono messo in discussione decidendo di partecipare ad alcune commissioni di lavoro, nonostante abbia lo spirito oppositivo. Ma non si può soltanto osservare, dall'alto del faro. Questo è il cinquantesimo post di questo blog, cinquanta dall'apertura e il primo del nuovo anno scolastico. Cinquanta lettere, sollecitazioni, indicazioni, sottolineature, polemiche, trascrizioni che andrebbero lette da chi inizia un lavoro con noi. Giusto per capire...

10/09/07

IDEE, PROPOSTE, DATI, CONTENUTI

Ecco, inoltre, qualche informazione utile a tutti (come sempre). La scuola è un organismo, non una struttura: che significa? Che vive, si muove, respira, cresce, cambia esattamente come un essere vivente; mentre una struttura è rigida, statica, immobile, sempre la stessa. Ora, se la scuola è un organismo, le sue parti vitali sono le persone che la conducono; ognuno ha un ruolo, ognuno ci vive dentro e cerca di dare il proprio contributo per muovere l'organismo. Ma la scuola non è solo la nostra scuola, quanto l'insieme organizzato ed equilibrato di organismi che producono dati, idee, proposte, contenuti. La scuola vive il proprio tempo, da una parte, e sperimenta visioni di futuro, dall'altra. In tal senso l'OTE è una delle espressioni di questa ricerca. sarebbe utile che tutti gli operatori della scuola, a partire dagli studenti, ci guardassero dentro come si fa quando si cerca il proprio riflesso in un pozzo, cercando di non caderci. Come spesso faccio, lascio un link ai contenuti sul titolo e qualche traccia da seguire qui di seguito.


L' Osservatorio Tecnologico è un servizio nazionale sperimentale di tipo telematico per le scuole di ogni ordine e grado.

Compito dell' Osservatorio Tecnologico è il trasferimento tecnologico dai settori più avanzati dell'Information e Communication Technology (ICT) alla scuola, per realizzare un collegamento stabile tra mondo accademico, ricerca, imprese della net-economy e Scuola.
L'Osservatorio Tecnologico nasce in forma sperimentale nel 2000-2001 e la sua realizzazione è affidata all'Ufficio scolastico Regionale per la Liguria MIUR che nel 2002-2003 ha stipulato una convenzione con l'Università degli Studi di Genova per l'ampliamento dell'attività. Sede e laboratorio dell'Osservatorio Tecnologico sono ora presso l'Ateneo genovese.
Obiettivi dell'Osservatorio Tecnologico per le scuole sono:

  • monitorare le linee di tendenza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
  • realizzare un supporto di rete per le scuole sui problemi di gestione delle risorse tecnologiche;
  • fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili;
  • fornire un servizio di raccolta e diffusione in rete del software libero.

Con la C.M. 55 del 21/5/2002 l'Osservatorio Tecnologico diventa un progetto stabile inserito nel "Piano di Formazione degli Insegnanti sulle Tecnologie dell'Informazione e Comunicazione: http://www.istruzione.it/news/2002/allegati/linee_guida.doc
L'Osservatorio Tecnologico è una misura di supporto alla Comunità professionale dei docenti del “livello C” .

L'Osservatorio Tecnologico, finanziato dal Servizio Automazione Informatica e Innovazione Tecnologica-MIUR produce e diffonde in rete approfondimenti, recensioni, linee guida e novità sull'ICT. L'Osservatorio Tecnologico è un servizio telematico, disponibile agli utenti solo su Internet. Il servizio non effettua una consulenza diretta on-site alle singole scuole, né alfabetizzazione informatica di base.

L'Osservatorio Tecnologico è realizzato interamente mediante cooperazione a distanza da un gruppo di ricercatori, professionisti ed insegnanti impegnati nell'ICT, dislocati sul territorio nazionale. Le ricerche, gli studi e tutta l'attività dell'Osservatorio tecnologico è pubblicata sotto licenza Creative Commons.

07/09/07

MEGLIO UN CAVALLO CHE TUTTO L'OLIMPO

Frase che resterà alla storia, pur se minima e locale.

Pronunciata dalla Prof. Prinzivalli proponendo una formidabile sintesi di un lunghissimo periodo a cui lascio libera interpretazione. Molti ricorderanno, piuttosto, la frase attribuita a Riccardo III re d'Inghilterra quando, affrontato da Enrico Tudor che pretendeva il trono, cercò inutilmente un cavallo per fuggire, prima di essere sconfitto e ucciso (Un cavallo, un cavallo. Il mio regno per un cavallo!). E siccome l'Olimpo (Via) è alternativo a Michelangelo (Via) ho cercato quali relazioni potessero intercorrere tra i due, e solo Zeus ci può aiutare. Anzi, ci ha aiutato.

Michelangelo, quello vero, ha dipinto un quadro che riportava il mito di Leda, splendida fanciulla amata da Zeus che per sedurla non esitò a prendere le sembianze di un cigno. La testa lievemente china, colta di profilo, tracciata con sicurezza di segno e immortalata dal vero. Ci rimane solo un disegno, visto che il dipinto originale è andato purtroppo perduto, bruciato nella Francia del Seicento perché ritenuto immorale per la sua grande sensualità. Per cui se si preferisce un cavallo all'Olimpo, figuriamoci cosa basta per il solo Zeus.

Bando alle ciance: ecco alcune novità.
a. I docenti di Italiano e Storia si divideranno tra le classi (per cui, qualora si dovessero ritrovare brandelli di docenti di lettere in corridoio è bene consegnarli alle segreterie per la ricostruzione).
b. Bisognerà fare il doppio turno per 20 giorni all'anno all'Olimpo (vedi sopra) per le prime, le seconde e le terze. Sicché, siccome tra scioperi, assemblee, riunioni e festival dell'acqua pazza le settimane di scuola saranno 20, ogni settimana avverrà un turn over in cui ci saranno, parole precise, "docenti non inclusi, alcuni con qualche problema, altri con tantissimi problemi". Ai posteri le sentenze, ardue e non.
c. La microspecializzazione è obbligatoria, non facoltativa, per cui saranno previsti rientri pomeridiani di due ore il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 15 alle 17. Bisognerà iniziare la micro già da settembre (quindi si sa già chi la fa, con quali aziende e con quali tempi, visto che la scuola inizia il 18) per fare in modo che la teoria si svolga fino a gennaio, e poi una successione di stages. La micro è importante (parole, queste, sante) perché "i ragazzi escano sapendo e sapendo fare".
c. (bis) Tra i docenti e gli esperti si inserirà la figura dei tutors. Non saranno troppi?

Poi, per quello che può valere il mio contributo, io credo che vada risolta la questione relativa alla prof. Ciprì che si vede collocata, altro che cavallo, presso la sede centrale dell'Istituto nonostante "le carte" dicano che debba, per una questione familiare, insegnare presso la sede di Viale Michelangelo. Daniela, io con-te-sto!

Ultima nota: ma il sito del Salvemini è vivo o è morto?

04/09/07

SE SON FIORONI (reprise)

Riprendo uno degli articoli dell'ultima circolare del Ministro Fioroni, che intende riaprire le scuole ad attività extracurriculari o di recupero del debito. O è pazzo, o non ha capito cosa sta facendo. Io, comunque, approvo l'iniziativa per quanto esageratamente idealista. Il ministro, infatti, pensa ancora che la scuola, oltre ad educare, formi il carattere e le capacità culturali degli allievi. Come penso io. Ma è veramente così?

Ecco quanto, dunque:

"Con riferimento agli alunni della scuola, il prolungamento dell'orario di apertura deve essere finalizzato alla realizzazione di:
a) corsi di recupero di debiti formativi maturati negli anni precedenti, con particolare riferimento alla nuova normativa sugli esami di stato, da realizzare in attuazione degli artt. 3 e 4 del D.M. n.42 del 22 maggio 2007;
b) corsi di sostegno e di aiuto allo studio, da realizzare durante l'anno scolastico in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni o nei periodi di sospensione dell'attività didattica, per gli studenti che evidenzino carenze di preparazione in una o più discipline, ivi compresa la scarsa padronanza della lingua italiana da parte di studenti provenienti da altri paesi,in attuazione del combinato disposto del comma 8 dell'art.3 e del comma 3 dell'art.4 del D.M. n.42 già citato;
c) moduli didattici di approfondimento e sviluppo, finalizzati alla promozione delle eccellenze;
d) sperimentazione di metodologie didattiche innovative nello studio delle discipline curricolari, quali, ad esempio, gli insegnamenti scientifici e tecnologici, la letteratura italiana, la storia contemporanea, l'apprendimento pratico della musica e dell'arte;
e) iniziative complementari di arricchimento del curricolo a forte valenza socializzante, quali, ad esempio, il teatro, le arti figurative, la musica, il canto, le attività sportive, e quant'altro risponda a concrete esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, per contrastare la disaffezione allo studio, per potenziare il senso di appartenenza alla scuola, per favorire una interazione sistematica ed una corresponsabilità educativa fra scuola e famiglia. Per queste ultime iniziative complementari di arricchimento del curricolo, il D.P.R. n.567/96 e successive modifiche ed integrazioni disciplina modalità e procedure di attivazione, favorendo l'iniziativa degli studenti, riuniti in gruppi o in associazioni studentesche, anche al fine di incentivare la partecipazione responsabile dei giovani alla comunità scolastica; è comunque necessario che anche per tutte le altre ipotesi sopraevidenziate gli studenti siano preventivamente informati, coinvolti, motivati.

Parimenti necessario sarà il preventivo esame delle iniziative congiuntamente con le famiglie, anche per il tramite delle associazioni di rappresentanza.
Tutte le azioni, ovviamente, saranno preventivamente deliberate dagli organi collegiali competenti della scuola."

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