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11/11/09

CE NE LAVIAMO LE MANI?

Per fare prevenzione sul virus N1H1vA (influenza suina) e altri virus, batteri e parassiti (pediculosi), non è sufficiente lavarsi le mani spesso ma, visto che la propagazione è di tipo aerea (respiro e starnuti), è importante avere, nelle aule, la cubatura di aria e la distanza sufficiente per evitare il contagio. Sia il DM Istruzione iniziale (331/98) e quello (141/99) di formazione delle classi, sia l'ultima circolare del Ministero PI nr.63 del 6/7/09 e il DPR nr.81 del 20/3/09 art.3 (Rete scolastica), sulla formazione delle classi, sono molto chiare! Bisogna tenere conto della grandezza effettiva delle singole aule ove collocare un adeguato numero di allievi secondo gli indici previsti.

Da questo emerge chiaramente chi è inadempiente, per la prevenzione di cui sopra? Il dirigente scolastico (che nella formazione delle classi non tiene conto dell'indice di massimo affollamento previsto, ovvero 1,80 mq netti per alunno per scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di 1° grado e 1,96 mq netti per alunno per le scuole secondarie di 2°grado) o il suo superiore che dirige l'Ufficio Scolastico Provinciale? Ma, se il dirigente dell'USP (o del CSA), o chi per lui, organizza le classi in funzione di aule sottodimensionate, è bene che lo si faccia notare e in questo gli alunni (nelle loro forme di rappresentanza), i docenti (in quanto lavoratori), i genitori direttamente interessati, sono soggetti attivi ai quali deve far scaturire allarme o, perlomeno, disagio civico sapere che nella scuola italiana, o in specifici istituti, non vengano rispettate le leggi, le indicazioni tecniche, le normative vigenti.

Io suggerisco di approfondire la questione ai links A e B e, per chi vuol passarsi il tempo, di compilare il seguente form. Volete vedere che passeranno quintali di sapone prima del suono della campana?

01/11/08

1+1

Si sono svolte nei giorni scorsi, come antefatto alle elezioni per il rinnovo dei rappresentanti di alunni e genitori ai consigli di classe, assemblee degli studenti dei due plessi dell'istituto, e ancor prima (almeno per quanto mi riguarda) classe per classe tutti gli studenti sono stati avvisati dell'importanza della tornata elettorale richiedendo loro un voto responsabile e l'invito ai loro genitori di rappresentare, classe per classe, la componente relativa. Tradotto in italiano: sia gli alunni e, per loro tramite, i genitori sono stati avvertiti del fatto che si stessero svolgendo elezioni a scuola.

Non posso entrare nel merito dei risultati, ora, ma posso dire che l'affluenza degli alunni è stata sufficiente (hanno votato i 2/3 degli iscritti, o due studenti su tre) mentre l'attenzione dei genitori è stata delirante: hanno votato solo due (dicasi 2) genitori. Io penso che sia mancata la comunicazione dell'evento, ovvero che gli alunni non abbiano comunicato nulla a casa. Ma le ipotesi posso anche essere altre: cioè, (a) che i genitori lo abbiano saputo e hanno pensato che ci sarebbero andati gli altri, (b) oppure lo hanno saputo e si sono detti "ma a me chi mi porta a perdere tutto questo tempo per la scuola?".

In ogni caso si apre una questione di non poco conto che si può declinare così: ai genitori dei ragazzi che vanno in una scuola pubblica - vessata da decreti e balzelli, intorpidita dai programmi ministeriali e da un evidente disagio relazionale, assente dalla relazione con le famiglie (se non per avvisare di assenze dei figli) e tutta concentrata sulle proprie "armonie" interne - non gliene frega nulla di partecipare, come delegati di altri genitori, ai consigli di classe e, anzi, vedono la cosa come un fastidio, tempo perso. Sarà che il tempo va occupato in altro modo o che la scuola non attira più, politicamente, le famiglie, ma il trend suggerito in questo passaggio generazionale non stupisce: incute il timore reverenziale che si ha per ciò che non si conosce.