11/12/07

PIOVE SUL BAGNATO, SEMPRE


Piccola comunicazione personale. Sono stato a Trapani, venerdì sera, a cena con amici. Ho mangiato benissimo, e bevuto tanto... tanto che non ricordo come sono rimasto sveglio fino a Palermo. Insomma, sabato ho risentito qualche dolorino al pancino(!). Domenica ero steso a letto. Enterogermina e Biochetasi. E ci sono pure rimasto male quando Mimmo mi ha detto "ma dove sei?". Lo so io dove sono, lo so io. Insomma, niente compleanno di Rosalio. Lunedì non ce l'ho fatta ad andare a scuola, poi mi hanno detto che i soliti scemi (e io so perché) l'hanno occupata per prolungare le festività natalizie. Alle ore 13 s'appresentò il medico della visita fiscale: ma quello medico è? Un notaio, forse. Comunque, il farmacista vicino casa mi ha consigliato un antispastico, l'ho preso e sono stato meglio. Fino a mezzanotte, poi di nuovo male. E allora ho rimesso dentro la pillolina e l'enterogermina. Martedì (oggi) mi sono alzato dal letto alle 10, bruciore da pazzi, dopo aver chiamato a scuola per dire che proprio non ce la facevo (tanto, era sempre occupata). La signora che stava in portineria mi ha dettato tre versioni del mio cognome in tre lingue sconosciute, e fortuna che vado lì da tre anni. Alle 12, seconda visita fiscale, stesso notaro. (Mai tante visite in tre anni) Gli ho chiesto "ma che posso prendere per questi dolori alla bocca dello stomaco?" e lui "ci vuole l'elettrocardiogramma!" e io "per l'influenza?" e lui "lei è fumatore, no?" e io "No!" e lui "Ah!", e se ne andò. Ma che mestiere fa, veramente? Verso le 12 ho fatto il cocktail, tre cose assieme, e sono stato meglio fino verso le cinque quando, cioè, non mi è venuta la bella idea di salire su uno sgabello per chiudere una finestra alta. Sono caduto e... insomma, ora vado per casa zoppicando perché (è più semplice a dirsi che a sentirsi) mi si è strappata letteralmente la pelle da sotto il piede, al livello di uno degli archi plantari. D O L O R E ! Non bastava l'influenza che prende allo stomaco, per questo finisce sempre che piove sul bagnato (e fuori pure!). Mi sa che domani richiamo a scuola, e domani ritorna il mio caro "medico" fiscale. Vi farò sapere...

08/12/07

CARO LUCA...

"Caro Luca" è un modo di dire, potrei scrivere "Cara Giulia" o "Caro Gaetano" che sarebbe la stessa cosa. Le cose sono andate come sono andate; oppure, le cose sono andate male; oppure ancora, sono andate, le cose, come non sarebbero dovute andare visto che sono andate così. Prima di iniziare a muovere il brodo delle azioni, bisogna inserire nella pentola delle idee: ma idee vere, tue, che tu hai pensato e strutturato, che le hai scelte tra tante e hai selezionato quelle più convincenti. Giusto per capirci: copiare non serve se non si sa copiare e/o non si sa utilizzare quello che si sta copiando. Detto questo, e solo adesso, penso di avere capito come va, e come andrà, tutta la situazione, nonostante chi motivi le persone a pensare quello che pensa lui non ha motivi per pensare a quello che pensa. E penso di essere stato chiaro. Nel frattempo, e prima di pensare, bisogna vedere, in fondo al proprio pensiero, se esiste un barlume d'idea che possa consentire di pensare bene prima di agire. Suggerisco, a questo proposito, la lettura di questa breve poesiola di Stefano Benni. A seguire...

Ma tu ce l'hai un'idea?

Ma tu ce l'hai un'idea?
un'idea, dai...
quelle che c'erano una volta,
che uno si svegliava una mattina
e si accendeva la lampadina.
non ce l'hai un'idea?

Ma sì che ce l'hai,
dammela, dai,
la vendiamo alla Rai!
la facciamo fruttare!
un'idea anche elementare...
dai, un'idea originale,
non di quelle che trovi sul giornale!
o te le dà il partito...
non perché la ascolti
da uno in televisione,
non perché la senti in una canzone.
un'idea tua,
pensata da te, artigianale
come non si fa più.

Dai che ce l'hai...
sei uno che pensa anche al cesso,
tirala fuori adesso!
è il momento, ci son tante occasioni;
ho un amico che scrive canzoni:
facciamo un quarantacinque un trentatré qualcosa.
dai un'idea, anche schifosa...
ci facciamo un film!
lo so che ce l'hai un'idea.
anche due: se ne hai due insieme
ci facciamo un pastone,
venti puntate in televisione.

Dai che lo so che ce l'hai,
dai che la vendiamo, dai!
è il momento: non le ha nessuno,
fan tutti finta, son disperati,
tiran fuori bauli usati
con le idee degli anni venti
e dicon che son nuove e intelligenti.
e dai che ce l'hai...
io ne avevo una mia sai,
c'ho fatto sei libri,
è un po' logora ormai.
basta un'idea, una sola!
anche fatta di una sola parola...
ci facciamo una pubblicità:
"frizzevolissimevolmente"! eh? ti va?

Dai, se mi dai un'idea
poi diventi intellettuale
e dopo, anche senza idee,
basta che scrivi su un giornale
che non sei d'accordo
con le idee di qualcuno,
lui scrive che non è d'accordo con le tue,
e così sembra che abbiate delle idee tutti e due.

Dai, che ce l'hai un'idea...
e non quelle solite idee
che è tutto sbagliato, tutto da cambiare,
un'idea normale,
che si possa dire anche al telegiornale.
un'ideuzza, un'ideuncula, un'ideina,
un'idea piccina, anche cretina.
se domani me la vieni a portare,
ti faccio trovare il contratto da firmare.
non ce l'hai un'idea anche usata?
preconfezionata? surgelata?
facciamo un revival, facciamo un remake.
ti faccio un'offerta, ti va?

Tu mi dai una mezza idea
e le facciam pubblicità
stampa, tivù e manifesti,
in tutta la città,
vedrai che nessuno si accorge
che ne manca metà.

27/11/07

"...està cerrado..."


In oltre un mese di silenzio di questo blog ne sono accadute di cose, avrei dovuto essere, forse, più tempestivo e documentarle tutte. Fa nulla, andiamo avanti. Già, andiamo avanti. Ma come? Così? La foto riguarda una presunta assemblea d'istituto, ovvero l'inferno blaterante che segue costantemente un'assemblea d'istituto. Io non credo che le assemblee siano inutili, anzi penso che sia un reale momento di confronto tra gli alunni di una scuola. Penso anche però che le assemblee, democratiche e libere (come stabilito dai decreti delegati), debbano svolgersi civilmente e con un reale senso di responsabilità del proprio ruolo. Al Salvemini non accade. Ma non accade anche per colpa del Salvemini: gli allievi non hanno uno spazio adatto in cui svolgere civilmente un'assemblea, per cui la svolgono come capita, oppure provano ad essere presenti in 100 mentre gli altri 400 fanno un casino infinito. Ma questo non mi sconvolge, capita anche al collegio docenti. Con la differenza che ad un certo momento, seppure in casi circoscritti, l'età dei docenti prevale sul casino che si forma. Per cui non posso condannare i ragazzi che rispetto al rispetto per l'assemblea fanno prevalere la loro età.

Tanti anni fa in Spagna volevo visitare il Palau de Musica di Antoni Gaudì, vedevo chiuso ma non capivo perché un signore dall'interno continuasse a dirmi, gesticolando, "està cerrado, està cerrado!". La risposta è semplice, almeno quanto la mia (allora!) giovanile ingenuità: està cerrado significa è chiuso. Ecco dunque come si sviluppa il nostro caso: il Salvemini (plesso di Viale Michelangelo) è chiuso, ma qualcuno da dentro continua a dirci "està cerrado, està cerrado" e noi non lo capiamo: noi tutti, e tutti noi. Nessuno parla la lingua di civiltà che vorrebbe la scuola chiusa, per quello che offre e per quello che riesce ad esprimere. Ma non basta: molti dati (strutturali, tecnici, distributivi, organizzativi, etc) ci suggeriscono che la cosa migliore è sostituire questa struttura con un'altra, per una questione di vivibilità differente e di qualità complessiva del lavoro che fattori esogeni (che, dunque, non dipendono da noi) compromettono. E invece no! L'istituto del Salvemini di Viale Michelangelo è sotto i ferri di un'impresa che lavora indefessa per restituircelo in tutta la sua precarietà. La colpa non è dell'impresa, ma di chi gli commissiona il lavoro.

Dinanzi a questa mole di problemi qual'era il tema centrale dell'ultima assemblea d'istituto degli studenti: modalità di occupazione della scuola per opporsi alla riforma Fioroni. Tutto qui? In questo blog molto s'è detto sulla riforma e, probabilmente, molto ancora si dovrà dire, ma mi pare che sfugga a tutti che la questione è un'altra: non viviamo in una struttura pensata per essere "scuola". E la ciliegina sulla torta è stata l'operazione di inibire l'accesso ai balconi esterni, a causa di una relazione dei Vigili del Fuoco che, facendo il loro lavoro, hanno dichiarato inagibili tali spazi: l'impresa tuttofare ha "cerrado" tutte le porte con viti autofilettanti, impedendo finanche l'accesso dell'aria. Ora, non ci vuole molta intelligenza per capire una regola così elementare ma siccome tutto avviene sull'orma della costante precarietà, e dei lavori a macchia di leopardo (un tappo qui e una pezza lì), posso comprendere la distrazione. E gli studenti? Sono la vera debolezza della scuola, essendo incapaci di prendere una posizione chiara e, soprattutto, inabili alla lettura dei documenti. Lo dico per spronarli ad affrontare problemi concreti con le armi del dialogo e della democrazia, visto che in mancanza di questi dettagli basilari non resta altro che fare la voce grossa o pretendere senza conoscere. Si entra a scuola stando molto attenti (è il motivetto più orecchiabile) a quando si esce: il cambio d'ora, l'intervallo, "manca per caso il professore...?", l'anticipo d'ora, l'uscita anticipata, la campana delle 14e20. Mi pare una bella motivazione, ma non sufficiente per essere interessati a tutto il resto. Ad maiora, dunque!

10/10/07

GIUSTO PER ESSERE CHIARI

Più di una volta ci siamo occupati in questo blog delle iniziative del ministro Fioroni, tenendo in considerazione la documentazione ufficiale a supporto delle dichiarazioni o delle proposte di legge. Sul sito della pubblica istruzione è stata pubblicata una sintesi dei punti che riguardano la trasformazione del sistema dei debiti scolastici in una forma intermedia tra i debiti (da recuperare nel corso dell'anno) e il vecchio esame di riparazione. Evidentemente, alla base di una scelta di questo tipo c'è lo status quo dei debiti, tuttora vigente, che non risolve (semmai aggrava) le condizioni di parità scolastica e di preparazione al prosieguo delle annualità da parte degli allievi. Come accade nella maggior parte dei casi (io ho fatto parte del movimento della Pantera, qualche anno fa) gli studenti tendono a vedere, della novità o del cambiamento, quella parte della medaglia che inficia il loro ruolo di indipendenza. Eppure tutti i giorni sono sopraffatti da novità e cambiamenti, senza reagire. Per cui, giusto per essere chiari, io riporto qui sotto la sintesi del "cambiamento" previsto dal ministro che può essere consultato, in link sul titolo, anche integralmente.

" Il decreto prevede che:
  • le scuole dovranno organizzare, subito dopo gli scrutini intermedi, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che abbiano presentato insufficienze.
  • I Consigli di classe decideranno come organizzare i corsi di recupero, che potranno essere tenuti dagli insegnanti della scuola o con la collaborazione di soggetti esterni.
  • Dopo i corsi di recupero, che si terranno nel corso dell’anno scolastico, gli studenti dovranno affrontare delle verifiche intermedie per dimostrare di aver superato il debito.
  • Alla fine dell’anno scolastico, il Consiglio di classe avviserà le famiglie degli studenti che prenderanno voti insufficienti in una o più materie, e rimanderà la decisione di promuoverli a dopo il 31 agosto, quando ci sarà la verifica finale del superamento dei debiti.
  • Dopo lo scrutinio finale la scuola organizzerà ulteriori corsi di recupero, che si terranno durante l’estate, per gli studenti che non hanno ottenuto la sufficienza in una o più discipline.
  • Entro il 31 agosto di ogni anno si dovranno concludere le iniziative di recupero e subito dopo, ma non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, si effettueranno le verifiche finali sulla base delle quali si conclude lo scrutinio con il giudizio definitivo: promozione o bocciatura. All’inizio delle lezioni tutti entreranno in classe senza debiti e i docenti potranno sviluppare il programma dell’anno regolarmente.
  • I genitori potranno decidere se far seguire ai propri figli i corsi di recupero, sia quelli intermedi che quelli estivi, oppure se avvalersi di altre modalità di recupero comunicandolo sempre alla scuola. Anche in quest’ultimo caso i docenti della classe mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi del recupero e nel verificare l’esito. L’importante è che alla fine i ragazzi passino le verifiche e dimostrino quindi di aver superato il debito (art.3).
  • Per i candidati all’esame di maturità per quest’anno si continuano ad applicare le disposizioni vigenti.
  • Alla fine del terz’ultimo e del penultimo anno di corso agli studenti che supereranno la verifica finale saranno attribuiti crediti scolastici."
Per cui, sulla base di ogni punto riportato, sono disponibile ad aprire la discussione con studenti e insegnanti per riflettere assieme sui correttivi, eventuali, da apportare al documento o da consigliare alla scuola che può avvalersi, mediante i consigli di classe, di un certo margine di iniziativa.

26/09/07

DEONTOLOGIA E REGOLE D'INGAGGIO

Introduzione
Il titolo di questo post sembra sfiorare altri campi che poco ci toccano. Quando si parla di deontologia l'ambito è filosofico, di regole d'ingaggio l'ambito è militare: luoghi e significati distanti. Eppure no. Ci sono comportamenti a scuola che sono dettati dalle regole scritte, quello che si chiama regolamento d'istituto, e altri dai codici di relazione, che attengono l'educazione e la capacità di relazionarsi agli altri con tempi e modalità differenti a seconda del livello culturale o di quello comportamentale. Spesso questa maniera di comportarsi cambia a seconda della persona con cui ci si relaziona, o dell'attenzione che questo individuo pone nei nostri confronti; altre volte è la nostra sensibilità a dover prendere il sopravvento, e lavorare d'anticipo nei confronti dell'interlocutore: capire prima di esser capiti. Per quel che ci riguarda, il lavoro degli insegnanti, nel tempo, si è caricato di ulteriori ruoli e responsabilità che esulano dal tipo di incarico e ineriscono la volontà di fare in modo che la scuola funzioni "bene". Si fa presto a comprendere una situazione, guardandola da fuori, è più difficile accettarla quando ci si è immersi completamente.

Pretesto
Qualche collega mi ha detto che non conosco perfettamente la situazione, questo non vuol dire molto: significa che rischierò di più. La mia amica Daniela, insegnante presso lo stesso istituto in cui lavoro, ha seguito negli anni precedenti a questo due classi di ragazzi che ha condotto fino all'ultimo anno, con risultati e metodologie parimenti convincenti. Sarebbe stato logico accompagnarli fino all'esame finale, ovvero: se un 'insegnante svolge bene il suo lavoro per una serie di anni è corretto che chiuda questa parabola con la soddisfazione di condurre al diploma quegli allievi. Invece no. Daniela che, come tutti, deve accettare le regole d'ingaggio dettate dalla dirigenza quest'anno ha dovuto, a malincuore, lasciare le classi che conosce per iniziare un nuovo percorso con delle prime. Io non conosco le profonde motivazioni che hanno indotto la dirigenza a perseguire questa linea di condotta, e per questo non riesco a criticarla; ma non capisco, cosa che mi fa riflettere di più, come ha potuto un altro insegnante accettare quell'incarico senza prima averne discusso con Daniela: non esiste una deontologia professionale degli insegnanti?

Morale
Probabilmente questo microevento dovrebbe insegnarci qualcosa, di là dalle sue evoluzioni. Che per esempio, come accade in molte realtà aziendali e professionali, dovremmo adottare tutti un codice etico che valorizzi i rapporti tra dirigenza, insegnanti, personale, allievi, genitori e territorio, e osservarlo, di là dai regolamenti di istituto: il codice è più importante. Come ho avuto modo di segnalare in un post precedente, esiste un trattato europeo sui diritti e doveri degli studenti; l'associazione nazionale dei dirigenti scolastici (Andis) ha un suo codice che divulga attraverso il sito internet; ho anche trovato che qualcuno sta lavorando alla definizione di un codice degli insegnanti, e che esiste una differenza tra codice deontologico, codice di comportamento e codice di disciplina. Ma, a prescindere dalla regola scritta, dovrebbe vigere una maniera di relazionarsi che attenga a modelli comportamentali ed educativi di alto profilo, gli stessi che gli insegnanti consigliano agli studenti dovrebbero valere nel rapporto tra insegnanti. Per questo, non riesco a capacitarmi di quello che è successo. Chi me lo spiega?

18/09/07

MOBILITA' DIDATTICA

Questo articolo riporta un testo, scaricato in parte da internet e compendiato con altre informazioni, sulla questione del mobbing (cliccare sul titolo del post per saperne di più) a scuola. I motivi, non troppo celati, sono già stati espressi in un precedente post. Accade anche al Salvemini, e in tal senso si sta operando: per rimuovere il disagio.

"Il fenomeno del mobbing, si sta diffondendo anche nel mondo della scuola. Come mai?
Le ragioni vanno individuate nel profondo cambiamento organizzativo che, negli ultimi anni, ha investito l’intero mondo scolastico e cioè:
• in un’accentuata verticalizzazione dei rapporti lavorativi;
• nella propensione estrema al raggiungimento di profitti che dimezza e mortifica la professione del docente che diventa sempre più un esecutore di progetti piovuti dall’alto;
• e soprattutto nell’impreparazione delle classi dirigenti alla gestione dei rapporti tra i dipendenti e con i dipendenti.

A partire dalla legge n. 29/93 sulla privatizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego integrata nell’art. 21 della legge n. 59/97 (cosiddetta “legge Bassanini”), la scuola è diventata un’azienda. Il cambiamento organizzativo, in questo caso, non è stato un’ innovazione positiva e vediamo perché.
L’autonomia, nata per alleggerire la burocrazia ministeriale, ha paradossalmente “spostato” il problema gestionale ai singoli Istituti, rendendoli più complicati, sia dal punto di vista normativo e contrattuale, che da quello della convivenza civile e democratica.
L’autonomia, all’insegna della flessibilità, si è ben presto rivelata una formula in cui tutto è lecito, in barba alle norme contrattuali e alla serena convivenza civile.

I Direttori Didattici e i Presidi sono stati investiti, al termine di un “corsetto” di 300 ore, di un ruolo manageriale che li ha trasformati in Dirigenti Scolastici, con un conseguente aumento di potere e di stipendio. I Diri-manager, colti impreparati dal gravoso compito assegnatogli, per tenere sotto controllo la situazione, si sono circondati di uno staff di docenti collaboratori nominati dal dirigente stesso. Tali figure, purtroppo, si sono spesso rivelate fruitrici di privilegi e spesso premiati per fare altro dall’insegnamento.
Per dare una parvenza di equilibrio si è ritenuto opportuno avviare un nuovo livello di contrattazione sindacale: quella di istituto tra Dirigente e R.S.U.

Questo, invece, si è rivelato uno strumento di soggezione che ha intensificato le difficoltà, togliendo sempre più autonomia ai docenti i quali hanno iniziato ad avvertire pesanti incrinature nell’impianto democratico che aveva per lo più caratterizzato l’ambiente scolastico.
Si sono accorti di non essere più certi di essere garantiti nei diritti fondamentali, quali il rispetto per la propria professionalità e libertà d’insegnamento, ma soprattutto hanno verificato, anche sulla propria pelle, il progressivo imbarbarimento dei rapporto umani.
In molte scuole, insomma, si restringono i tempi e i luoghi che consentono e favoriscono lo scambio culturale e umano tra docenti e, quel che è peggio, si sta svuotando di potere decisionale il Collegio dei Docenti, che è l’organo collegiale per eccellenza, da cui dovrebbero sortire le principali proposte didattico-organizzative e le relative delibere.
Purtroppo, a presiedere questa assemblea non è un docente, eletto a scrutinio segreto dal Collegio, ma lo stesso Dirigente Scolastico, che ha altre competenze. Ne consegue che, di fronte a questo conflitto di ruoli, molti insegnanti non se la sentono di esprimere opinioni che contrastino la linea dirigenziale e quindi cedono all’omologazione, per non subire ricatti o minacce. E anche nella scuola dell’attuale riforma è prevista una “feudalizzazione” dell’organigramma del personale perché si profila una differenziazione della funzione docente tra tutor e insegnanti di laboratorio, creando disparità di trattamento tra i membri di uno stesso “corpo” insegnante.

TIPOLOGIA VITTIMA (tra i docenti)
Di solito il mobbizzato non è il classico "lavativo", ma una persona responsabile e creativa, che vuole rendersi consapevole dei propri doveri e dei propri diritti lavorativi, esigendo, quindi maggiore trasparenza amministrativa. Spesso è un docente che non vuole essere un semplice esecutore di compiti o progetti, ma che vuole essere artefice del proprio lavoro in condivisione con gli altri colleghi, in un clima di confronto democratico.

PROPOSTE
Nel nostro caso occorrerebbe ripensare al modello organizzativo delle scuole italiane, ma temo che attualmente sia un’impresa impossibile. La Scuola, così come è stata e come sarà organizzata lascerà poche speranze in questo senso. Ad ogni buon conto, per migliorare la qualità dei rapporti lavorativi sarebbe auspicabile investire l’attenzione e risorse finanziarie su:
· Formazione dei Dirigenti Scolastici affinché possano riconoscere come elementi essenziali per un rapporto lavorativo motivante e responsabile e proficuo, il rispetto e il riconoscimento della persona. Formazione che alleni all’esercizio della democrazia mediante una leadership basata sull’autorevolezza e sulla trasparenza e non sull’autorità.
· Ripristino e potenziamento della Funzione Collegiale e partecipativa.
· Predisposizione di un serio piano di accoglienza per i nuovi arrivati, per consentire loro un inserimento all’insegna della collaborazione e solidarietà.
· Formazione dei docenti volta alla conoscenza delle dinamiche relazionali e ai possibili rischi derivati da conflitti di gruppo non gestiti in modo responsabile e creativo.
· Continuare ad informare i lavoratori della scuola affinché prendano coscienza del fenomeno e si impegnino ad essere solidali con i propri colleghi, “vittime” della violenza morale.
In conclusione, se il mobbing è un fenomeno da combattere in ogni ambito lavorativo, lo è maggiormente nelle realtà scolastiche, proprio per garantire a tutti docenti la possibilità di lavorare serenamente, con dignità, trasparenza, con entusiasmo, creatività, motivazione prerogativa irrinunciabile anche per il benessere degli alunni.
Spero inoltre, che questo mio intervento possa essere utile anche ai miei colleghi e a chiunque si sia trovato in simili circostanze, che serva a prendere coraggio nel non abbattersi e nel saper reagire con l’utilizzo dell’unica modalità che abbiamo a disposizione: la cultura. Questa ci darà la possibilità di poter cambiare le nostre strategie per risolvere i problemi, di poter difendere le proprie idee in modo civile e responsabile, senza cedere all’omologazione e all’asservimento.

Modalità tipiche del mobbing

negare alla vittima la possibilità di esprimere la sua opinione
• isolarla, calunniarla, sminuire le sue capacità professionali
• farle pesare eventuali defaillances dovute a problemi legati a malattie o maternità
• indurla forzatamente al trasferimento"

16/09/07

IO CREDO CHE...

Riporto, in link (cliccare sul titolo del post), un articolo dello scrittore Pietro Citati, uscito su Repubblica il 3 luglio scorso. Non so qual'è il vostro parere, ma io credo che...

CORROBORARE

Penso debba essere l'imperativo di tutti per cambiare il corso degli eventi. Il suono della parola ricorda "collaborare", ma mentre questo ha a che fare con il lavoro (labor), l'altro (si veda l'etimo in link) ha a che vedere con la forza. In realtà è implicito il senso di "forza lavoro", ma non nel verso impiegatizio e operaio tout court del termine. Bisogna corroborare, questo sì. Partecipare agli eventi per cambiarli, mantenere alto lo spirito critico e lottare per i propri diritti quando vengono immotivatamente calpestati. Questo non significa tirarsi fuori, e fare opposizione tanto per occupare un posto. Significa, piuttosto, entrare in discussione e trovare soluzioni.

Alcune cose stanno cambiando, do ut des. Ma bisogna sempre essere solerti e attenti. E adesso vado al dunque, visto che il tema è sempre lo stesso: rendere il Salvemini una scuola, e far sì che tutti se ne rendano conto. Sta per iniziare l'anno scolastico, restano 48 ore dalla redazione di questo post. Nella tarda estate sono stati approntati lavori di restauro dei due istituti, anche se è solo restauro di facciata che poco ha a che vedere con la sostanza delle cose. La sostanza verrà a galla, col tempo. Il dirigente scolastico sta facendo scelte politically correct che, però, lasciano scorrere lasca una vela da una parte e tirano senza motivo lo spinnaker dall'altra: una navigazione dubbia, sembra, o con una rotta di cui non si conoscono le coordinate. Il nostro sito è qui per fare le dovute misurazioni: come un gps mobile.

Per andare avanti, però, ha bisogno di altri naviganti, non sperduti tra i flutti del web. Ha bisogno di chi ha coordinate e capacità di osservazione differenti, di chi sa di poter tracciare rotte diverse o, almeno, indicare possibilità di passaggi non attraversati. Collaborare corroborando. Non c'è differenza tra docenti e studenti, tecnici e ata, dirigenti e amministrativi, conta il contenuto delle osservazioni più che l'identità di chi scrive. Io mi sono messo in discussione decidendo di partecipare ad alcune commissioni di lavoro, nonostante abbia lo spirito oppositivo. Ma non si può soltanto osservare, dall'alto del faro. Questo è il cinquantesimo post di questo blog, cinquanta dall'apertura e il primo del nuovo anno scolastico. Cinquanta lettere, sollecitazioni, indicazioni, sottolineature, polemiche, trascrizioni che andrebbero lette da chi inizia un lavoro con noi. Giusto per capire...

10/09/07

IDEE, PROPOSTE, DATI, CONTENUTI

Ecco, inoltre, qualche informazione utile a tutti (come sempre). La scuola è un organismo, non una struttura: che significa? Che vive, si muove, respira, cresce, cambia esattamente come un essere vivente; mentre una struttura è rigida, statica, immobile, sempre la stessa. Ora, se la scuola è un organismo, le sue parti vitali sono le persone che la conducono; ognuno ha un ruolo, ognuno ci vive dentro e cerca di dare il proprio contributo per muovere l'organismo. Ma la scuola non è solo la nostra scuola, quanto l'insieme organizzato ed equilibrato di organismi che producono dati, idee, proposte, contenuti. La scuola vive il proprio tempo, da una parte, e sperimenta visioni di futuro, dall'altra. In tal senso l'OTE è una delle espressioni di questa ricerca. sarebbe utile che tutti gli operatori della scuola, a partire dagli studenti, ci guardassero dentro come si fa quando si cerca il proprio riflesso in un pozzo, cercando di non caderci. Come spesso faccio, lascio un link ai contenuti sul titolo e qualche traccia da seguire qui di seguito.


L' Osservatorio Tecnologico è un servizio nazionale sperimentale di tipo telematico per le scuole di ogni ordine e grado.

Compito dell' Osservatorio Tecnologico è il trasferimento tecnologico dai settori più avanzati dell'Information e Communication Technology (ICT) alla scuola, per realizzare un collegamento stabile tra mondo accademico, ricerca, imprese della net-economy e Scuola.
L'Osservatorio Tecnologico nasce in forma sperimentale nel 2000-2001 e la sua realizzazione è affidata all'Ufficio scolastico Regionale per la Liguria MIUR che nel 2002-2003 ha stipulato una convenzione con l'Università degli Studi di Genova per l'ampliamento dell'attività. Sede e laboratorio dell'Osservatorio Tecnologico sono ora presso l'Ateneo genovese.
Obiettivi dell'Osservatorio Tecnologico per le scuole sono:

  • monitorare le linee di tendenza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
  • realizzare un supporto di rete per le scuole sui problemi di gestione delle risorse tecnologiche;
  • fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili;
  • fornire un servizio di raccolta e diffusione in rete del software libero.

Con la C.M. 55 del 21/5/2002 l'Osservatorio Tecnologico diventa un progetto stabile inserito nel "Piano di Formazione degli Insegnanti sulle Tecnologie dell'Informazione e Comunicazione: http://www.istruzione.it/news/2002/allegati/linee_guida.doc
L'Osservatorio Tecnologico è una misura di supporto alla Comunità professionale dei docenti del “livello C” .

L'Osservatorio Tecnologico, finanziato dal Servizio Automazione Informatica e Innovazione Tecnologica-MIUR produce e diffonde in rete approfondimenti, recensioni, linee guida e novità sull'ICT. L'Osservatorio Tecnologico è un servizio telematico, disponibile agli utenti solo su Internet. Il servizio non effettua una consulenza diretta on-site alle singole scuole, né alfabetizzazione informatica di base.

L'Osservatorio Tecnologico è realizzato interamente mediante cooperazione a distanza da un gruppo di ricercatori, professionisti ed insegnanti impegnati nell'ICT, dislocati sul territorio nazionale. Le ricerche, gli studi e tutta l'attività dell'Osservatorio tecnologico è pubblicata sotto licenza Creative Commons.

07/09/07

MEGLIO UN CAVALLO CHE TUTTO L'OLIMPO

Frase che resterà alla storia, pur se minima e locale.

Pronunciata dalla Prof. Prinzivalli proponendo una formidabile sintesi di un lunghissimo periodo a cui lascio libera interpretazione. Molti ricorderanno, piuttosto, la frase attribuita a Riccardo III re d'Inghilterra quando, affrontato da Enrico Tudor che pretendeva il trono, cercò inutilmente un cavallo per fuggire, prima di essere sconfitto e ucciso (Un cavallo, un cavallo. Il mio regno per un cavallo!). E siccome l'Olimpo (Via) è alternativo a Michelangelo (Via) ho cercato quali relazioni potessero intercorrere tra i due, e solo Zeus ci può aiutare. Anzi, ci ha aiutato.

Michelangelo, quello vero, ha dipinto un quadro che riportava il mito di Leda, splendida fanciulla amata da Zeus che per sedurla non esitò a prendere le sembianze di un cigno. La testa lievemente china, colta di profilo, tracciata con sicurezza di segno e immortalata dal vero. Ci rimane solo un disegno, visto che il dipinto originale è andato purtroppo perduto, bruciato nella Francia del Seicento perché ritenuto immorale per la sua grande sensualità. Per cui se si preferisce un cavallo all'Olimpo, figuriamoci cosa basta per il solo Zeus.

Bando alle ciance: ecco alcune novità.
a. I docenti di Italiano e Storia si divideranno tra le classi (per cui, qualora si dovessero ritrovare brandelli di docenti di lettere in corridoio è bene consegnarli alle segreterie per la ricostruzione).
b. Bisognerà fare il doppio turno per 20 giorni all'anno all'Olimpo (vedi sopra) per le prime, le seconde e le terze. Sicché, siccome tra scioperi, assemblee, riunioni e festival dell'acqua pazza le settimane di scuola saranno 20, ogni settimana avverrà un turn over in cui ci saranno, parole precise, "docenti non inclusi, alcuni con qualche problema, altri con tantissimi problemi". Ai posteri le sentenze, ardue e non.
c. La microspecializzazione è obbligatoria, non facoltativa, per cui saranno previsti rientri pomeridiani di due ore il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 15 alle 17. Bisognerà iniziare la micro già da settembre (quindi si sa già chi la fa, con quali aziende e con quali tempi, visto che la scuola inizia il 18) per fare in modo che la teoria si svolga fino a gennaio, e poi una successione di stages. La micro è importante (parole, queste, sante) perché "i ragazzi escano sapendo e sapendo fare".
c. (bis) Tra i docenti e gli esperti si inserirà la figura dei tutors. Non saranno troppi?

Poi, per quello che può valere il mio contributo, io credo che vada risolta la questione relativa alla prof. Ciprì che si vede collocata, altro che cavallo, presso la sede centrale dell'Istituto nonostante "le carte" dicano che debba, per una questione familiare, insegnare presso la sede di Viale Michelangelo. Daniela, io con-te-sto!

Ultima nota: ma il sito del Salvemini è vivo o è morto?

04/09/07

SE SON FIORONI (reprise)

Riprendo uno degli articoli dell'ultima circolare del Ministro Fioroni, che intende riaprire le scuole ad attività extracurriculari o di recupero del debito. O è pazzo, o non ha capito cosa sta facendo. Io, comunque, approvo l'iniziativa per quanto esageratamente idealista. Il ministro, infatti, pensa ancora che la scuola, oltre ad educare, formi il carattere e le capacità culturali degli allievi. Come penso io. Ma è veramente così?

Ecco quanto, dunque:

"Con riferimento agli alunni della scuola, il prolungamento dell'orario di apertura deve essere finalizzato alla realizzazione di:
a) corsi di recupero di debiti formativi maturati negli anni precedenti, con particolare riferimento alla nuova normativa sugli esami di stato, da realizzare in attuazione degli artt. 3 e 4 del D.M. n.42 del 22 maggio 2007;
b) corsi di sostegno e di aiuto allo studio, da realizzare durante l'anno scolastico in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni o nei periodi di sospensione dell'attività didattica, per gli studenti che evidenzino carenze di preparazione in una o più discipline, ivi compresa la scarsa padronanza della lingua italiana da parte di studenti provenienti da altri paesi,in attuazione del combinato disposto del comma 8 dell'art.3 e del comma 3 dell'art.4 del D.M. n.42 già citato;
c) moduli didattici di approfondimento e sviluppo, finalizzati alla promozione delle eccellenze;
d) sperimentazione di metodologie didattiche innovative nello studio delle discipline curricolari, quali, ad esempio, gli insegnamenti scientifici e tecnologici, la letteratura italiana, la storia contemporanea, l'apprendimento pratico della musica e dell'arte;
e) iniziative complementari di arricchimento del curricolo a forte valenza socializzante, quali, ad esempio, il teatro, le arti figurative, la musica, il canto, le attività sportive, e quant'altro risponda a concrete esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, per contrastare la disaffezione allo studio, per potenziare il senso di appartenenza alla scuola, per favorire una interazione sistematica ed una corresponsabilità educativa fra scuola e famiglia. Per queste ultime iniziative complementari di arricchimento del curricolo, il D.P.R. n.567/96 e successive modifiche ed integrazioni disciplina modalità e procedure di attivazione, favorendo l'iniziativa degli studenti, riuniti in gruppi o in associazioni studentesche, anche al fine di incentivare la partecipazione responsabile dei giovani alla comunità scolastica; è comunque necessario che anche per tutte le altre ipotesi sopraevidenziate gli studenti siano preventivamente informati, coinvolti, motivati.

Parimenti necessario sarà il preventivo esame delle iniziative congiuntamente con le famiglie, anche per il tramite delle associazioni di rappresentanza.
Tutte le azioni, ovviamente, saranno preventivamente deliberate dagli organi collegiali competenti della scuola."

L'intero documento si recupera cliccando sul titolo del presente post.

03/09/07

LUGLIO


Col bene che "vi" voglio, io sono ancora qui.
Questo era lo stato delle cose, prima della chiusura estiva, nella sede centrale della scuola. Il blog, d'estate, è andato avanti a sobbalzi, ma adesso si ricomincia, e ci si allarga. Mi auguro che non ci siano "prese in giro".

15/08/07

AUTONOMIA (per piccina che tu sia...)

Ora, non è che Ferragosto rilancia la logorrea? No! Per questo lascio solo attivo il link alla sezione che il Ministero dell'Istruzione apre alla questione dell'autonomia. Servizio che la scuola, e ogni Istituto scolastico, dovrebbe rendere evidente per tutti e soprattutto per i neoassunti, come ero io due anni fa. Per cui, questa finestra si apre e tenta di aiutare chi ancora zoppica di scuola, me compreso.

ESODO E FERRAGOSTO


Ferragosto, mi connetto, apro il blog, lo pulisco dalle ragnatele (dal web?), e scrivo. Tra un mese riprende la scuola, di nuovo, anche quest'anno, sempre lì. Io ho un posto di insegnante da circa tre anni, non andrò mai in pensione. I ragazzi vengono a scuola, ogni anno altri, ogni anno gli stessi: uguali le fattezze, somigliano a loro stessi, ma cambiati nei comportamenti, negli atteggiamenti, nei modi, nei linguaggi, eccetera. Penso che questa scuola abbia bisogno di un canale di sfogo, che non ha, e il blog è ben poca cosa. Penso che questa scuola abbia bisogno di un impeto di passione, o che ne abbia bisogno "la scuola" in genere. Sto leggendo un libro di Corrado Stajano che si intitola "Il sovversivo", lo consiglierei ai miei studenti se non fosse che ad italiano devono studiare Manzoni. Quest'estate ho letto Verga, il Mastro-Don Gesualdo: quasi incomprensibile in molte parti, perché quella lingua è scomparsa e perché sono scomparsi i modelli di quella società, ma resta comunque un libro bellissimo. Lo consiglio ai siciliani. Ferragosto, sono a casa a Palermo da solo che scrivo e leggo e mi rilasso mentre fuori Palermo è immersa in un vortice di silenzio: irreale! Scrivo questo post per me, e per i ragazzi, e gli insegnanti, che a settembre riapriranno i loro siti preferiti, tra i quali mi immagino (vane speranze!). Scrivo questo post, aprendo con una immagine "privata" dell'ultimo collegio docenti, a chiusura dell'anno scolastico 2006/2007, dell'Istituto Salvemini: la seduta è tolta, e molti sono già andati via. Chi rimane, lo fa per chiacchierare, salutare, rimandarsi a settembre. L'immagine è normale, come molte altre, ma documenta anche una specie di diaspora: se ne sono andati 16 insegnanti, a lavorare altrove, alcuni dei quali che già occupavano un posto centrale nell'organizzazione dell'Istituto. Non ho letto questi trasferimenti come pura routine, e comunque i risultati si vedranno a partire da ottobre. A tutti gli altri, buon ritorno.

23/07/07

LA SCUOLA CHE FA POF!

Ci si appresta alle vacanze estive, le cosiddette "ferie per contratto", che ricadono tra la fine di luglio (30/31) e permangono in agosto, visto che, appunto, per contratto nazionale gli insegnanti hanno 32 giorni di ferie che, concretamente, corrispondono al mese di agosto + un giorno (quello di luglio o quello di settembre?). Mentre per i ragazzi le ferie, dette anche vacanze, sono più lunghe (tranne per chi si appresta ad una vacanza di lavoro, o a un lavoro durante le vacanze) e vanno, orientativamente (esclusi quelli che han fatto esami di stato), dal 7/8 giugno all'inzio della scuola, che varia a seconda delle regioni italiane, e delle loro province. Ma, diciamo, circa 3 mesi e qualcosa. Durante tutto il mese di agosto, immagino, si cazzeggerà sotto l'ombrellone, si farà il filo a questo e a quella, ci si annoierà o si ascolterà musica a palla. Io faccio una proposta.

Generalmente, soprattutto quando si è particolarmente elettrici (per via della compagnia, delle amicizie estive, della chiacchiera imperante, del nonsochefare e della congiuntura di tutte queste cose) ci si lascia andare a idee balzane o a progetti improbabili che, nella maggior parte dei casi, rimangono tali e nessuno ci pensa più. Allora, io propongo di scriverli su un pezzo di carta e poi di inviarli, come commento, a questo post. Ogni progetto val bene una idea di futuro.

Progetti, evidentemente, di qualunque tipo: cose che si potrebbero fare a scuola, proposte di viaggi combinate a incontri pseudoculturali, idee per tematizzare le settimane scolastiche (la settimana dell'uncinetto e quella del frisbee, per esempio), rassegne di film a tema, sport e balli di gruppo, cose utili (non sia mai che qualcuna di queste cose si perda in mezzi alle stronzate), incontri con personaggi interessanti o con professionisti del mestiere che uno pensa di poter fare, insomma quello che vi aggrada, che vi interessa, che vi piace.

Ogni proposta verrà presentata (previa valutazione che esclude quelle sconce e quelle che non corrispondono a ipotesi fattibili, tipo viaggio sulla luna) adeguatamente come proposta di progetto scolastico da inserire nel pof scolastico, visto il punto a cui si è arrivati lo scorso anno. L'idea è quella di raggiungere almeno 180 progetti siffatti, provenienti da chiunque e rivolti ad un generico gruppo di studenti: non importa a chi sono rivolti i progetti, quel che conta è che siano economici e originali. Per quanto mi riguarda io ne ho già scritti 45, e voi?

[nota selfmade: Già, io scrivo da solo per una utenza che non c'è, a luglio e con tanto di solleone. Fortuna che ho una bollicina di sodio che mi fa compagnia...]

18/07/07

DIRITTI

Esiste, per chi non ne fosse a conoscenza, uno statuto delle studentesse e degli studenti. Approvato e applicato da molte scuole. Giusto per la cronaca può essere letto, nella sua totalità, cliccando sul titolo di questo post. Riporto, qui di seguito, l'articolo 2 che fa i conti con molte delle carenze di cui il nostro istituto è portatore sano, infettato dall'andazzo in cui versano molti istituti scolastici italiani. Ma non per questo senza colpa...

Art. 2 (Diritti)

1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.
3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori.
6. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;
b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;
e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.
9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.

25/06/07

MY NAME IS MATURO

Non vi dico, non vi dico, non vi dico. Che è meglio che non vi dico. Vorrei proprio dirlo, ma è proprio meglio che non dico perché se dicessi non direi tutto; ché tutto sarebbe meno di una parte di quello che vorrei dire, ma è meglio che mi sto zitto e non vi dico. Sto tranquillo, mi metto qui in disparte, faccio finta di niente e non dico quello che mi rode dentro, meglio che non dico quello che mi rode, meglio che non parlo, non scrivo, non mi lascio andare nemmeno ai sospiri. Zitto, e mi tengo quello che vorrei dire tutto per me, e non dico, non lo dico non lo dico non lo dico, oooooh! Anche se si tratta dell'esame di maturitààààààààààààààààààààààà...

21/06/07

ASPETTANDO IL 25

Prima o poi passerà da qui.
Seconda prova, oggi, di maturità. Io sono commissario esterno ad un Liceo Scientifico. Mi sono diplomato, più di 25 anni fa, in un Liceo Scientifico, avendo frequentato, allora, la stessa sezione in cui oggi, altrove, mi trovo ad essere quello che esamina. Una lettera è una lettera, nel tempo non cambia molto. Eppure per una lettera, giusto per fare un esempio la E, Georges Perec ha fatto scandalo in Francia con due suoi libri: La Disparition e Les Revenentes. Mi trovo invece incastrato tra due lettere, vicine, dentro le quali sono stati contenuti, nel tempo fino a qui, quarantacinque ragazzi e una ventina di insegnanti. Per una serie di concause, legate alla frequenza e alla responsabilità, sono tutti sotto esame: tutti risponderanno, chi più chi meno, di quello che hanno fatto in questi anni. Per cui, il mio non è un bel ruolo. La vivo come una nuova esperienza, la vivo con grande responsabilità e un certo disagio.
Durante il compito di matematica, più di 25 anni fa, nonostante avessi avuto una discreta media in tale disciplina, sono andato in palla e così sono rimasto, per tutta la durata del compito, alla deriva del mio silenzio (chi bisbigliava veniva immediatamente sgombrato dall'aula) finché, ricordo appena, non sono riuscito a fare affiorare qualche brandello di memoria e la cosa ha cambiato aspetto. Non l'ho finito, ma quello che ho fatto, giusto o sbagliato, era una questione tra me e quel foglio a quadri. Oggi, mi tocca dirlo, sono rimasto e-s-t-e-r-r-e-f-a-t-t-o da quanto mi sono trovato a dover gestire. Non lo dico solo per decenza ma, certo, ho rivalutato veramente tanto i miei ragazzi del Salvemini per tutta una serie di ragioni, la prima delle quali deriva dalla fatica che fanno ogni volta che devono affrontare una cosa che esula dalle loro capacità critiche ed espositive. Io penso che bisognerà ripensare radicalmente l'esame di maturità, non soltanto in maniera procedurale quanto secondo un progetto tematico da cui si evinca il "carattere" formativo dell'indirizzo scolastico. Che senso ha un compito di matematica, oggi, in un liceo scientifico? E quello di greco in un classico? Perché non si procede alla definizione di una prova in cui venga, ad esempio, esposto in primo piano l'indirizzo del liceo trattando in maniera articolata (non certo con i quizzoni a schede: L'accendo? E' sicuro? L'accendo?) tutte quelle discipline il cui carattere "scientifico", per i primi, e "classico", per i secondi, possa mostrare la capacità, e la maturità, degli allievi di organizzare un discorso complesso?
Il presente, intanto, ci costringe ad attendere frementi il 25!

20/06/07

SCRIVERE IN ITALIESE

Ecco cosa è stato chiesto oggi a tutti i ragazzi italiani, compreso il figlio di Fioroni (ora, senza voler scomodare l'etica e la politica, mi viene in mente il finale del film "Il portaborse" in cui, insomma, andatevelo a rivedere), di svolgere una di queste tracce, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità. Io c'ero, presso una scuola di Palermo, come commissario esterno. Penso non si dovrebbe più chiamare esame di maturità, e può bastare. Insomma, la maturità cos'è? Dimostrare di sapere ciò che si è appreso a scuola, o proporsi come un soggetto capace di argomentare in maniera coerente su diverse cose della vita? Non credo che la questione si ponga, al Ministero. Per cui, ecco i temi:

Analisi di un testo letterario.
Argomento di Letteratura è l'undicesimo canto del Paradiso (versi 43-63 e 73-87), in cui Dante, nel cielo del Sole, incontra San Tommaso d'Aquino che gli narra la vita di San Francesco e ne esalta l'opera.

La prima domanda richiede al candidato d'individuare nei versi proposti le tre parti della ricostruzione dell'evento: l'ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di San Francesco alla vita religiosa e l'effetto di trascinamento sugli altri. Poi, viene richiesta una parafrasi distinta delle tre parti, in non più di venti righe complessive.

La seconda domanda pone allo studente sei questiti di analisi del testo: rilevare la frequenza dei nomi di luogo e dei termini geografici e climatici, commentare il ruolo del Sole, interpretare l'espressione con la quale Dante indica la posizione topografica di Assisi. Ancora, viene richiesto un commento sull'utilizzo dell'uso della forma locale antica del nome di Assisi, cioè "Ascesi". Segue una domanda sulla particolare terminologia con cui viene illustrata la povertà come ideale di vita e, infine, un commento sui termini con i quali Dante descrive l'ardore ascetico che genera foga e concitazione di movimenti.

La terza parte della traccia ha richiesto allo studente di esprimere le proprie considerazioni sull'importanza degli ordini religiosi, francescano e domenicano, nella storia della Chiesa e nella diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
Un Dante molto criticato e senza dubbio inaspettato, perché era stato proposto già agli esami di due anni fa: nelle previsioni, pochi ipotizzavano sarebbe uscito anche quest'anno.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento storico-politico.
Il tema di carattere storico-politico verteva sulla nascita della Costituzione repubblicana: "Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell'Italia democratica". Proposti testi dello storico Norberto Bobbio (da "Profilo ideologico del Novecento"), del giurista Piero Calamandrei (Discorso all'Assemblea Costituente del 4 marzo '47 e "Costruire la democrazia. Premesse della Costituente"), Poi, ancora, "La Storia politica e sociale" da "Storia d'Italia, volume IV" dello storico Ernesto Ragionieri e "Gli anni della Costituente, fra politica e storia" dello storico Pietro Scoppola.


Saggio breve o articolo di giornale di argomento socio-economico.

Titolo, "Alle basi della convivenza civile e dell'esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità". Proposti numerosi brani: dalla "Politica" di Aristotele (libro I) a "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria (capitolo II); da "Giustizia politica" del filosofo tedesco Otfried Höffe a "I metodi dell'etica" del filosofo inglese Henry Sidwick; da "Una teoria della giustizia" del filosofo contemporaneo John Rawls a "La Giustizia" del giurista e politico Giorgio Del Vecchio fino a "Diaologo intorno alla Repubblica" dello storico Norberto Bobbio e del docente di Teoria politica Maurizio Viroli.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento artistico-letterario.
Titolo della traccia, "I luoghi dell'anima nella tradizione artistico-letteraria". Al candidato sono stati proposti alcuni documenti dal "Canzoniere" di Petrarca (CXXVI), da "Giulietta e Romeo" di Shakespeare (atto III, scena III), da "I Sepolcri" di Ugo Foscolo. Ancora, da "L'Infinito" di Giacomo Leopardi, dai "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni ("Addio, monti sorgenti dalle acque"), da "Myricae" di Giovanni Pascoli, dai "Malavoglia" di Verga. Proposti anche alcuni stralci di opere contemporanee: "L'Isola di Arturo" di Elsa Morante, "Ragazzi di Vita" di Pier Paolo Pasolini, "La collina" (dall'"Antologia di Spoon River") di Masters. A corredare i testi, anche l'opera pittorica "Il violinista sul tetto" di Marc Chagall.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento tecnico-scientifico.
La traccia verte sulla nascita della scienza moderna, partendo dalla frase di Galileo Galilei "Sensata esperienza e dimostrazione certa". Oltre al "Saggiatore", vengono proposti brani del matematico Ivar Ekeland ("Il migliore dei mondi possibili. Matematica e destino"), dei fisici Albert Einstein e Leopold Infeld ("L'evoluzione della fisica"), del filosofo e matematico ingliese Alfred North Whitehead ("La scienza e il mondo moderno"). Ancora, dello storico e filosofo della Scienza Alexandre Koyré ("Dal mondo del pressappoco all'universo della precisione"), del fisico e chimico Ilya Prigogine e della filosofa Isabelle Stengers ("La nuova alleanza: metamorfosi della scienza") e, infine, del filosofo e storico Paolo Rossi "I filosofi e le macchine".

Tema di argomento storico.
La fine del colonialismo moderno e l'avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell'immigrazione nei paesi europei. La traccia richiedeva al candidato di illustrare le conseugenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandosi sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell'odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli.

Tema di ordine generale.
Il tema di ordine generale prendeva spunto da un brano del sociologo Giuseppe Tamburrano: "L'industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l'uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il 'villaggio globale', ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatto della comunità" (da "Il cittadino e il potere", in "In nome del Padre"). La traccia chiedeva di discutere l'affermazione citata, precisando se in essa potesse ravvisrasi un senso di nostalgia per il passato l l'esigenza di inteessere un dialogo meno formale con la comunità circostante.

17/06/07

SCAPPARE E RITROVARSI FERMI

Io non so se le poesie di questi ragazzi fanno parte dei programmi ministeriali di italiano, o di inglese, o di arte varia, o se sono tra le possibili domande all'esame di stato. Non lo so, anche se immagino di no. Eppure arrivano al cuore dei ragazzi, più di altri meno "comprensibili" poeti. Per questo motivo lasciamo scorrere tra le radure di parole e suoni a runniegghié questa Running to Stand Still.



Così si svegliò
Da lì dov'era inerme
Dicendo devo far qualcosa per capire dove stiamo andando
Saltiamo su un treno a vapore
Lasciamo la pioggia sferzante
Magari molliamo l'oscurità della notte
Cantando ah la la la che giorno
Ah la la la che giorno, la la la che giorno
Il peccato è dolce
Ma in bocca il gusto è amaro
Vedo sette torri
Ma anche una sola uscita
Devi piangere ma senza lacrime
Parlare ma senza parole
Urlare ma senza alzare la voce, sai che
Ho preso il veleno, dalla corrente malata
Poi ho spiccato il volo lontano da qui
Cantando ah la la la che giorno
Ah la la la che giorno, ah la la la che girono
Lei va per le strade
Coi suoi occhi rossi
Sotto il ventre nero della nuvola e intanto piove
Mi conduce oltre una porta
D'oro bianco e di perle rapite al mare
Lei sta per esplodere
E' infuriata e la tempesta sale nei suoi occhi
Soffrirà il gelo di quell'ago
Perchè scappa ma si ritrova ferma

14/06/07

SOTTO SOTTO...


Quello che traspare dal blog è che non tutto è come sembra, che sotto sotto c'è qualcosa, che le parole rimangono e i documenti svaniscono, che lo sfrigolìo dei contenuti è quasi inutile e il nostro lavoro, teso a mettere in campo intelligenze e idee, tutto sommato, se si vuole, a lungo andare scomparirà nel nulla. Ma è veramente così? E (nella foto) dietro il prato cosa si nasconde?

11/06/07

QUALCUNO IN LINEA?

Leggo questa circolare, e ne riporto integralmente il contenuto per almeno 2 motivi: nel blog rimarrà traccia "documentaria" di quanto sto facendo, il sito da cui l'ho tratto è quello dell'Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione. Per cui...

OGGETTO: Giornata regionale della creatività

Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia


"Anche se di rado viene posta nella luce adeguata, esiste una scuola attiva e fattiva che sa raggiungere risultati di eccellenza e concretizzarli attraverso “prodotti” che, nella loro materiale tangibilità, sono lo specchio di percorsi didattici felicemente progettati e conclusi.
E' vero che questa “buona” scuola, più vitale e diffusa di quanto sembri, non riceve l'attenzione cui avrebbe diritto. Gli eventi positivi non fanno notizia, ed è per questo che la scuola del disagio e del bullismo, prontamente e costantemente rappresentata da gran parte della stampa, sta rischiando di oscurare l'immagine dell' “altra” scuola, quella che lavora, si impegna e scende quotidianamente in trincea per la formazione dei giovani e per una società migliore, raggiungendo non di rado risultati di eccellenza.
Riteniamo che la scuola sia un grande laboratorio, cangiante e in continuo fermento. Non è un microcosmo passivo che si limita a subire le pulsioni sociali più negative, bensì un organismo vivo in grado di generare anticorpi e “terapie” a fronte dei fenomeni più deprecabili e devastanti che avvengono dentro e fuori di essa.
C'è, insomma, tra scuola e società, una reciproca polarità di azione/reazione nella quale il mondo scolastico esercita un ruolo attivo e propositivo di assoluto rilievo, condensando di volta in volta in esiti letterari, teatrali, musicali etc. la sensibilità degli studenti e di chi li guida nei confronti del mondo che li circonda.

Proprio per far conoscere meglio e valorizzare questa “buona” scuola che spesso lavora in silenzio ed è misconosciuta dai mass-media, il Dipartimento Regionale Pubblica Istruzione intende organizzare, in coincidenza dell'apertura dell'anno scolastico 2007/2008, una giornata destinata a realizzare un incontro fra studenti di scuole diverse e a mettere in luce le attività e le espressioni più valide della scuola siciliana, siano esse di carattere letterario, teatrale, musicale, o di altro genere, non volendo questo Dipartimento porre limite alcuno alla creatività originata dal rapporto docente-studente.

L'incontro, il cui luogo e data sarà reso noto quanto prima, vuol essere una sorta di laboratorio nel quale le esperienze scolastiche vengono “raccontate” e rappresentate attraverso le concrete modalità del vedere, dell'ascoltare e del partecipare. Solo così, in unico cerchio che comprenda l'attore e il fruitore in un continuo interscambio di consapevolezza e di critica costruttiva, si può portare su uno scenario più vasto quella che abbiamo chiamato la “buona” scuola.

Gli Istituti scolastici che intendano partecipare all'iniziativa dovranno trasmettere entro il 6 luglio p.v. l'allegata scheda di adesione, nonché un supporto informatico che illustri il lavoro svolto tramite immagini o scritti, a seconda della natura del lavoro stesso - al seguente indirizzo: Dipartimento regionale Pubblica Istruzione - Via Ausonia 122 Palermo

Tali “prodotti” saranno valutati da un'apposita commissione.
I migliori saranno presentati nel corso della manifestazione anche attraverso la lettura di brani, esposizione di foto, dipinti o manufatti o quant'altro serva a rappresentare nel modo migliore i risultati di “eccellenza” di una scuola siciliana meritevole di essere conosciuta più da vicino.


IL DIRIGENTE GENERALE
(Dott.ssa G.Patrizia Monterosso)

10/06/07

TEMPESTA E QUIETE


Ecco. Queste sono tre fasi dello stesso "graffito", che si può "visitare" al Salvemini di Viale Michelangelo. Cosa dice? S-A-L-V-E-M-I-N-I, sì c'è scritto proprio il nome della scuola alla maniera dei writers che lo hanno realizzato.

Ma, perché lo hanno fatto? Tutto è dipeso da uno dei progetti POF di quest'anno: COLORIAMO LA SCUOLA, voluto dai docenti del Grafico Pubblicitario e realizzato con i ragazzi, e imparando da loro. Imparando da chi? Dai ragazzi, finalmente! Per un anno si sono fatti i fatti loro, più o meno in vacanza, in assemblea, in laboratorio, in classe, nel corridoio, in bagno e adesso, finalmente, ci hanno fatto vedere cosa sanno fare. Ce n'è voluto di tempo!

E ora? Ora cosa? Adesso che succede? Succede che il murales rimane lì, e il prossimo anno speriamo che qualcuno degli ATA proponga il progetto AGGIUSTIAMO LA SCUOLA, magari. E i ragazzi? Alcuni, vanno in vacanza... Altri, lavoreranno e, anzi, ci piacerebbe invitarli su Runniegghié a raccontare quello che prevedono di fare. Lo faranno? Non lo so. Finora il blog è stato visitato in prevalenza da profs, ma credo che la tendenza cambierà: bisogna perseverare...

08/06/07

UN APPELLO PER MADELEINE


Ci è arrivato questo appello da fonti sicure, e riguarda la bambina inglese in foto che è stata rapita in Portogallo lo scorso 3 maggio. La famiglia si è mobilitata per cercarla utilizzando anche i canali del web e, se cliccate sul titolo del post, potete avere altre news. In questi casi (uno dei quali riguarda una bimba italiana) non credo che bisogna mai perdere le speranze di ritrovarla, anche se i rapitori potrebbero averla portata altrove.


La foto in dettaglio ingrandisce un particolare fondamentale per riconoscere la bimba: la malformazione della pupilla che invade l'iride. Il dettaglio è importante perché, per quanto la bimba sia vestita diversa o tinta di capelli, riguarda una parte del corpo molto sensibile e delicata, difficilmente modificabile.

06/06/07

HELP ME!

Un grido d'aiuto, silenzioso, proviene dalla scuola, in maniera da approntare strumenti e servizi in tempo utile o privarsene una volta per tutte, anche perché l'occhio vuole la sua parte mentre l'orecchio ascolta il tempo passare, inesorabile.

05/06/07

STRAPUNTINO


La giornalista di TGS intervista dei ragazzi, gli altri guardano e sorridono. Questo è il ritratto che ci si aspetta, a fine anno scolastico, di chi ha frequentato i corsi, i laboratori, le palestre, le biblioteche (!), della scuola in cui si lavora per molto tempo all'anno, docenti e studenti, docenti e docenti, studenti e studenti, molto spesso a stretto contatto di gomito. Certo, non finisce sempre così. Questo è un caso particolare: è la festa conclusiva del progetto, promosso da Antonio Presti, "Io sono acqua" a cui anche il Salvemini, con alti e bassi, ha partecipato.
Giusto per essere chiari: "io sono acqua" è uno dei progetti bocciati a settembre ma anche uno di quelli, accanto ad altri rivotati in seconda istanza, con una grande risonanza pubblica; e, anzi, aggiungo, giusto per dare una soddisfazione ai docenti e ai ragazzi che c-o-n-c-r-e-t-a-m-e-n-t-e ci hanno lavorato, che molte bandiere del Salvemini sventolano in Via Messina Marine, di fronte al Foro Italico. Spero che questo possa servire da sprone e da monito, per tutti.

IL SALVEMINI e i MANIPOLATORI OCCULTI




Con questo nuovo post rispondo a quello del 4/6/07 “FLAGS OF OUR ARTISTS” lanciato da Kilgore Trout, prima della sfilza di divertenti scambi.

Capisco. Non vi rendete ancora conto.
Dovreste rileggervi il mio post sul “Salvemini e la Mossa Kansas City”. Kilgore Trout neppure tu hai compreso, ho letto principalmente “un particolare” nel post a cui rispondo, da impallidire e mi fa credere che stanno usando anche te. Questo blog non mi sembra più così libero perché anche qui sento l’ombra dei PROPAGANDISTI OCCULTI, che siano arrivati anche a te mi terrorizza.

A scuola ero lì lì nel farlo, avvicinarmi e parlare.. ma dopo questo post ringrazio quel briciolo di autocontrollo che ogni tanto conservo per non averlo fatto, per fortuna. C’è qualcuno che sfrutta il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare solo perché tu rappresenti qualcosa magari solo un’IMMAGINE POSITIVA che di rimando può essergli utile.
Perché non sfruttare un ARIETE per sfondare portoni che Lui o Lei non ha il coraggio di fare in prima persona per non perdere la poltrona?
Coloro che adesso reputi amici o buoni colleghi non pensare lo siano davvero e non dare per scontato che non farebbero nulla che possa recarti danno, che non possano impedire anche loro le tue iniziative … i tuoi progetti.
Ti butti a capofitto e allora, se è mai esistita, hai riflettuto su chi potessero essere i componenti di quella che tu definisci "commissione competente”? Cosa ti hanno riferito in tal proposito? Pensa a chi te le ha riferite.

Cambiate bersaglio KILGORE TROUT, rimette tutti in discussione, non fidatevi più di tanto perché un giorno potreste ritrovarti a portare avanti una battaglia pensando di non essere soli e chi vi dice di starvi vicino, se ne sta comodamente seduto accanto al vostro nemico, neanche lui lo ama ma tra voi due, il nemico rappresenta meglio i suoi interessi.
Da domani, ciò che dovete chiedervi è: “Questa persona che mi sta raccontando questo aneddoto perché lo sta facendo? Cosa vuole che io pensi? Cosa vuole che si insinui nella mia mente contro colui di cui sta parlando?” Oppure “perché ne parla a favore?” Dovete cominciare a vedere le cose da un altro punto di vista, meno scontato.

Sei sicuro che tutti gli insegnanti che tu dici hanno boicottato l’iniziativa “IO SONO ACQUA “ lo abbiano fatto davvero? Li hai sentiti tu in prima persona? E quanti ne hai sentiti tu? E quante di queste voci ti sono state riferite? Visualizza chi te le ha riferite, bene, comincia a puntare anche lui o lei.

I legami negli ambienti come il nostro sono spesso invisibili, io parlo con te ma non so tu di chi sei amico e non so ciò che ti dico a chi lo riferirai e in quale modo e soprattutto CON QUALE SCOPO.
Dall’altra parte se Lui o Lei è in una posizione di “potere” e VUOLE MANTENERLO il più a lungo possibile, “probabilmente” ha fatto in modo di possedere un minimo di controllo sulla popolazione scolastica, non si discute su questo.
Vi sembra assurdo? No, affatto, è reale.
Come?
a- sulle idee
b- sulle scelte
c- sull’opinione

a- Per il controllo sulle idee gli basta instaurare “forme” di amicizia sui vari KILGORE TROUT che incontrano all’interno dell’istituto, persone a cui piace lavorare, creare, investire, insomma che ci credono. Fanno realizzare qualche loro idea sicuramente splendida e ben fatta e nel frattempo insinuano le loro.
INSIUARE LE LORO IDEE.
CREARE DIPENDENZA.
CREARE SENSO DI GRATITUDINE.

b- Per il controllo sulle scelte si servono di persone davvero fidate ma nello stesso tempo rispettate o simpatiche, insomma che piacciono. Chiedono loro di collocarsi in alcuni posti strategici della scuola, ovviamente non li scelgono a caso e quindi o vengono eletti oppure gli si fa dare o gli si dà il posto senza battere ciglio e all’insaputa di molti (ci sono decine di posti di potere nel nostro istituto assegnati in modo diretto).

c- Per il controllo sull’opinione gli basta intanto non prendere MAI alcuna posizione NETTA, girare attorno a tutte le domande dirette che gli pongono o magari rispondere con una battuta;
essere sempre dietro a tutte le attività che hanno un ritorno di immagine.
Ed ancora riferire ai “gestiti” il personale rapporto con i superiori più faticoso di quello che è realmente.

Dopo tutto questo gran lavoraccio ecco i frutti, perché tutti questi insegnanti che sono stati sparpagliati per l’istituto, non solo non hanno alcun motivo per parlar male di Lui o Lei ma si tengono in contatto e riferiscono… dall’intervento sentito al Consiglio di classe alla battuta fatta dal collega al Collegio docenti, dall’accusa mossa da un altro durante l’assemblea RSU (alla quale regolarmente non partecipano), al progetto approvato dal Consiglio di istituto, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera senza fine, il che significa che quel minimo di controllo che necessitava, c’è, eccome.

Stavolta è chi vi punta il dito per guardare la luna il colpevole ed è colpevole perché complice ma vuole apparire vittima.

C’è chi lavora alle nostre spalle con meccanismi POLITICI.

Temo che questo blog sia stato infestato da un manipolatore occulto e non posso più fidarmi.

04/06/07

SENZA IMMAGINI

Oggi pomeriggio ho fatto l'ennesima incursione fotografica in apnea: zero, meno uno, meno due. Così vengono chiamati, in Viale dell'Olimpo, i piani al di sotto della quota carrabile: meno uno e meno due. Li abbiamo già citati in altri post. Adesso abbiamo materiale per scriverne fino a settembre prossimo. Materiali interessanti anche sulla sede succursale di Viale Michelangelo. Elementi che mi possono far coinvolgere amici giornalisti della carta stampata, della radio e della tivvì, locale e nazionale (così è, se vi pare!). Questi materiali "visivi" possono sollecitare diverse riflessioni, o essere presi a pretesto per rimandare ad altro. Ci sono però, attenzione, altri temi che sono più "immateriali" e hanno a che fare con l'organizzazione, gli indirizzi tematici, l'ingranaggio burocratico, la filosofia progettuale, le strategie programmatiche, le relazioni interdisciplinari, eccetera, cui le foto possono essere, appunto, un pretesto per appuntare idee ma sono necessarie altre "penne", altri occhi, altre parole che in quella direzione riescono a far scorrere la linfa vitale delle proposte. Spesso questi "altri" temi sono quelli che rimangono sospesi alle parole in un'aula, nei corridoi, accanto a un caffé, o vengono sostenuti dagli sguardi d'intesa o, spesso, di sconforto. Runniegghié si occupa di uno degli istituti palermitani, e va inteso pars pro toto in una logica di ridefinizione della qualità complessiva dell'istituzione scolastica, partendo dalla periferia dell'Impero. Può essere uno dei modi per cambiare le carte in tavola, ed evitare che qualcuno bari. Per questo il presente blog vuole essere di tutti, come più volte ho scritto, e verrà presto "dichiarato" come tale ma, a quel punto, dovrà essere altrettanto chiaro il ruolo che giocherà, nell'immediato, il sito "ufficiale" del Salvemini: quali contributi, quali servizi, quali strategie, quali contenuti. E poi, chi ha detto che salvemini.it è il sito ufficiale della scuola?

FLAGS OF OUR ARTISTS


Tanto di cappello a tutti i ragazzi del Salvemini, e di tutte le altre scuole della città di Palermo, che hanno compreso lo spirito della manifestazione IO SONO ACQUA e hanno prodotto i "loro" lavori per questa giusta causa. Tanto di cappello ai docenti che li hanno accompagnati, durante l'anno scolastico, e seguiti, e corretti, e indirizzati per definire bene il loro progetto, per realizzarlo e compierlo. Da oggi le bandiere sventoleranno su tutto il Viale Regione Siciliana e su Via Messina Marine, e domani ci sarà una festa conclusiva del progetto presso la scuola elementare Leonardo Da Vinci. Fino a settembre, oppure fino a quando la bandiera non sarà completamente lisa, o rovinata dagli agenti atmosferici.

Bisogna anche ringraziare, da questo blog (come peraltro ho già fatto altrove), tutti i ragazzi che hanno avuto il coraggio, la pazienza e la forza di mettere in piedi la manifestazione CREATIVE DAY presso la sede centrale dell'Istituto Salvemini e che, da molti "emeriti esponenti della scuola" sono stati visti come i soliti rompicoglioni. Grazie a loro il venticello delle iniziative studentesche è diventato un vento (presto, mi auguro, una tormenta e/o un tormentone) ed è stato foriero di altre iniziative, nonostante l'idiozia di un boicottaggio all'ultimo momento di alcuni cretini. Devo, mi costa, anche ringraziare tutti quei professori che hanno, in un primo momento dato la loro adesione al progetto e poi, visto che non venivano "pagati", si sono ritirati in buon ordine fregandosene del lavoro degli altri: serva a loro da lezione se, come affermava Eduardo De Filippo in una sua commedia, gli esami non finiscono mai.

E poi, last but not least, bisogna ricordare che il progetto IO SONO ACQUA era uno dei progetti presentati in occasione della kermesse del POF lo scorso settembre ed è rimasto al palo, come molti altri, a causa di una politica programmatica originale da parte delle "commissioni" competenti. Ci si è dovuti battere, nel corso dell'anno, fuori dall'orario scolastico perché il progetto potesse andare avanti, anche a costo quasi zero e con il benestare della dirigenza. In questo bisogna dar merito al prof. Gero Campo che ha insistito, contro molti, perché la cosa potesse avere il giusto risalto, e a qualche altro docente che se ne è fregato della diaria da pof e ha seguito fino in fondo i propri ragazzi. A progetto realizzato (ovvero, a bandiere collocate a Palermo) molti ritrosi si sono ricreduti, probabilmente, delle loro disattenzioni e, nella migliore logica italiana, quasi lo hanno spacciato per una loro creatura (che ci importa, noi sappiamo che non è così!). E poi, personalmente, devo ringraziare Antonio Presti e Donata Sandri per aver dato il vero impulso all'iniziativa che ha coinvolto, oltre il Salvemini, altre 80 scuole palermitane e 1 Laboratorio Woz.

29/05/07

POCHE MOSSE


Lo scorso anno, in via molto sperimentale, era stata adottata la pratica, invalsa presso i graffitari, o più prosaicamente writers, di occupare con graffiti "autoriali" alcune pareti dell'Istituto Salvemini. L'esperimento, come tutti gli esperimenti che si rispettino, non aveva sortito l'effetto voluto: ovvero, l'esempio non fu seguito e rimase lì, in una stanza, rinchiuso per sempre. Quest'anno qualcosa è cambiato, oppure il progetto è lievitato, come la pasta del pane, e qualcun'altro ha pensato che l'intenzione era buona ma la resa, probabilmente, meno, per cui gli studenti e i professori di indirizzo grafico hanno "progettato" in largo anticipo, con i ragazzi, dei modelli e li hanno fatti realizzare, dai ragazzi, in un secondo momento. Il creative day, inoltre, fortemente voluto da Norman Vitale e da altri allievi presenti presso la sede centrale dell'Istituto, è stato uno dei momenti in cui la teoria ha sposato la pratica e alcuni graffiti sono stati realizzati (anche nonostante, mi tocca dirlo, il pessimo e inutile boicottaggio di alcuni docenti, di ogni indirizzo) in varie parti della sede centrale. La fotografia ne evidenzia uno, ma ce ne sono altri e più interessanti. Con questo breve post vorrei, invece, porre l'attenzione sui luoghi in cui sono stati realizzati i disegni. Sono gli stessi che in un precedente post Mavix ha classificato come "nave-fantasma" o, forse, solo la sua stiva. Effettivamente, scendere a "meno uno" o a "meno due", già nella stessa espressione, ricorda un film tipo Resident Evil, e a questi livelli l'attenzione per i luoghi va via via scemando fino a diventare inesistente, anzi no: a "meno due" l'habitat preservato negli anni alimenta una comunità di culicidae che sostengono l'interesse di docenti e studenti verso le scienze naturali. Si può invece notare, nella suddetta stiva, e proprio di fronte al disegno già visto, lo stato delle cose riportato in foto:

Io immagino che si tratti solo di disattenzione, non certo di negligenza. Anzi, è probabile che il redattore del testo (io) non si sia reso conto che in realtà trattasi di una installazione artistica la cui didascalia è venuta meno. Eventualmente, me ne scuso. Ma se così non fosse? E se i casi del genere siano ripetuti, come quando per gettare via la polvere raccolta si colloca sotto lo zerbino anziché mettere in moto il sistema di movimenti tesi a farla sparire. Solo che una serie di elementi d'arredo di certa entità non sono polvere, e si notano, e fanno commentare, a chi li nota, che non si può educare alla decenza e alla legalità dinanzi a questo scempio. Va anche notato, però, che se quegli oggetti stanno in quelle condizioni (e non ci mettiamo ad enumerare i tipi di vandalismi a cui sono soggetti) qualcuno avrà avuto la possibilità di farlo, forse nel tempo, senza che altri vi si sia opposto, e traduco: se un cretino si mette a scrivere idiozie su una porta e nessuno dei suoi coetanei, o dei docenti, gli fa notare che quella è la porta di tutti e non la sua personale e non lo intima di cancellare le idiozie appena scritte, allora quella abitudine si stratifica e tutti pensano di potere usare i luoghi collettivi come se fossero propri, nel senso di proprietà personale, e tale usanza piano piano si sposterà dal personale al collettivo, e dalle scritte all'atto vandalico, col risultato che è sotto gli occhi di tutti. Non ci vuole molto però, poche mosse e ogni cosa va al suo posto.

27/05/07

SIPARIETTO


Mi sono trovato, nei miei reportages, a fotografare la dedica qui sopra riportata. Sta in uno dei bagni di Viale dell'Olimpo, Istituto Salvemini. Una delle frasi più ricorrenti durante le ore di lezione è proprio "posso andare in bagno?", al punto che viene da pensare che nelle hit dei luoghi più frequentati degli istituti scolastici il bagno abbia un posto d'onore, più delle palestre e dei laboratori. O, forse, si va a scuola per avere la possibilità di incontrarsi in bagno! Non lo so, va preso atto che, però, la dimensione dell'evento è notevole e non riguarda il solo uso comune del gabinetto, quanto una socialità repressa nelle aule che ritrova, nel cesso, una sua ragion d'essere. Il bagno della scuola è un luogo familiare, appartiene ad un privato non descrivibile, è disponibile ad usi diversi da quello convenevole, si adatta ad ogni situazione di disagio (dalla diarrea al pianto liberatorio), è il luogo dell'ospitalità, vi si condividono i compiti e le sigarette, eccetera. Insomma, un luogo da valorizzare ulteriormente dal punto di vista cromatico, olfattivo e sonoro, condividendo con gli utenti, vecchi e nuovi, proposte e innovazioni, magari trasferendovi la classe a fare lezione giusto per sentire, di tanto in tanto, la fatidica richiesta: "posso andare in aula?".

25/05/07

PUNTI DI VISTA

Questo Istituto ha tre indirizzi tematici, e tre indirizzi postali (compresa la mail). La sua fantomatica utenza è quella che ormai molti ritengono "difficile", e si porta appresso il luogo comune che gli istituti tecnici e professionali siano scuole di serie B. Se a questo aggiungiamo l'anarchia rappresentata dai comportamenti dentro e fuori le aule, l'incapacità di dialogo generazionale tra docenti e studenti - tranne che una simpatia generalizzata verso alcuni piuttosto che altri - e lo stato di degrado dei luoghi in cui si svolge la propria vita, docenti e studenti, per otto mesi l'anno (tolte festività, malattie, ferie, scioperi e assemblee d'ogni sorta), ne abbiamo l'esplosivo cocktail di disagio e di insoddisfazione generale, non solo relativa ai profitti. Aggiungiamo quello che ha fatto notare Infinity con un post in cui denunciava l'esodo di 15 insegnanti, e le denunce visive di Mavix sui luoghi in cui si lavora, o le mie fotografie commentate sulle richieste di normalità e ne abbiamo, come risultato, una sorta di trincea senza generali da cui è impossibile, così pare, sferrare qualsivoglia attacco. Mettiamo inoltre che i tre "corpi militari" quasi non si confrontano e, anzi, si percepisce una frizione sterile tra le parti che non conduce ad alcun risultato, tranne che una ulteriore e radicale divisione. Mi pare di vivere da attore, forse comparsa, il Tito Andronico di Shakespeare, a cui rimando per una lettura. Detto questo: cosa intende "insegnare" la scuola? Legalità, rispetto, scolarizzazione, educazione, etica, pulizia, professionalità, lavoro di gruppo, competizione? Mi auguro di sì. Per questo credo che, solo per iniziare, vadano cambiati i rapporti generali, la maniera di gestire gli spazi e il sistema per affrontare questa crisi silenziosa. Credo che vadano almeno "dette" cose che si rimandano e che non aiutano il clima generale dei rapporti, nonché dell'insegnamento (e dell'apprendimento, anche dei docenti). Sicché muovo un passo in una direzione, attendendo i commenti del caso.

Lo scollamento tra gli indirizzi, e l'incapacità ad integrarne gli effetti sulla popolazione studentesca, nonché sul mondo del lavoro (aprendo anche nuove vie, di concerto con enti e aziende) non fa che allontanare da una visione complessa della realtà, sminuendo il portato di un possibile, e attendibile, coordinamento. La questione riguarda in parte la base "aziendale" dell'Istituto che, nel tempo, ha perso consensi e allievi a favore, in primis, del settore "turistico" e in seguito, con più forza, del "grafico pubblicitario" al punto che (voci di corridoio?) l'Istituto viene letto dalla città in prevalenza come tale (grafico) anche se nel suo pessimo acronimo (IPSSCT) le lettere GP non compaiono. Questo ha comportato un irrigidimento della rotta, barra al centro, sugli indirizzi statutari, ad essi implementando risorse e progetti, mentre in realtà l'apprezzamento degli utenti andava altrove, come iscrizioni e rapporto scuola/lavoro. Ora, io non ho dati a mia disposizione perché nessuno (soprattutto a ridosso delle iscrizioni e dell'apertura d'anno) si è premurato di valutare percentualmente le tendenze, ma le voci corrono e non solo quelle. Ci sono soluzioni? Andrebbero valutate ma, tenendo in considerazione almeno il buon senso e prendendo spunto da quanto dichiarato dal ministro competente (v. post SE SON FIORONI), bisognerà evitare per i prossimi anni il muro contro muro degli indirizzi, bisognerà (probabilmente) attuare proposte didattiche transdisciplinari con un occhio alle richieste delle aziende e, soprattutto, percorrere direzioni rischiose anticipando la domanda di figure professionali.
Lo status quo non aiuta nessuno.