La scuola non ha un regolamento d'istituto "valido", nonostante giri una copia di una cosa che è la copia di un'altra cosa. Ogni anno, prima dell'inizio d'anno, ogni istituto deve approvare un regolamento accettato da tutte le parti rappresentative dell'istituto stesso. L'organo che approva il regolamento d'istituto è il Consiglio d'Istituto, che raccoglie le componenti presenti all'interno della scuola. E il Consiglio d'Istituto, per quanto se ne sappia, non ha approvato ancora alcunché. Per cui il regolamento in circolazione non ha validità alcuna fino a quando, almeno, non verrà approvato dalle parti.
E dunque, in questi casi, a cosa ci si affida per regolare la vita all'interno dell'istituto scolastico? Teoricamente al precedente regolamento. Il precedente regolamento, che è quello tuttora adottato, accetta che le norme in esso contenute siano allineate allo Statuto delle studentesse e degli studenti (di cui il blog ha già riportato i contenuti) ma non se ne fa carico nell'articolato interno e, soprattutto, viene somministrato alla scuola senza essere stato approvato dalla componente studentesca, cosa esplicitamente richiesta dallo statuto suddetto.
Siamo in assenza di regole, dunque, solo per quanto riguarda la vita degli studenti (e, in parte, dei docenti) all'interno dell'istituzione? O mancano regole anche all'interno del sistema organizzativo? Come si sa, chi lo sa, la deregulation, o deregolazione o deregolamentazione, è quel processo per cui i governi eliminano le restrizioni degli affari al fine di incoraggiare le efficienti operazioni del mercato. La base razionale per la deregulation è, generalmente, che un minor numero di regole porta a un maggior livello di concorrenza, conseguentemente a maggior produttività, maggior efficienza e, in generale, prezzi più bassi.
Già, ma la deregulation è un sistema di semplificazione dei sistemi di regole esistenti, non l'assenza totale di regole. Se vogliamo avere un'efficienza condivisa tra soggetti che partecipano alla vita della scuola dobbiamo, innanzitutto, adottare strutturalmente regolamenti che indichino quali vie bisogna percorrere per esigere più diritti e doveri, e orientare i soggetti interessati a comprendere, assimilare e adottare tali regole, indipendentemente dalla carica ricoperta. Solo in questa maniera si può essere scuola, unico corpo riconoscibile, e interloquire sul riconoscimento dei soggetti che ad essa fanno riferimento.
[Per non sapere né leggere né scrivere] "L'espressione vuol dire chiaramente: per essere sicuri, per aver tutto in regola, per non rimanere fuori"
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22/12/08
12/12/08
10 REGOLE UTILI (prima di un'assemblea d'Istituto)
L'assemblea d'Istituto, oggi, qui, viene richiesta solo perché ne va fatta almeno una, una volta al mese, senza capire l'importanza che ha questo strumento nella conduzione della vita scolastica. Per quante assemblee d'Istituto si facciano, non sono evidenti i risultati concreti di questi incontri né le ipotesi di dialogo intavolate con la dirigenza della scuola. Per questo motivo, indico qui dieci semplici regole che possono essere utili a chi ricopre il ruolo di rappresentante d'istituto e di classe.
REGOLA 1
Leggere bene, sottolineare, studiare, ricordare, imparare lo STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI che è stato aggiornato dal DPR 235/07
REGOLA 2
Fare richiedere, da parte dei rappresentanti di classe, una assemblea di classe, nella cui richiesta vanno formulati pochi ma sostanziosi punti di cui discutere. Per svolgere l'assemblea (se ne può fare una al mese) bisogna richiedere la disponibilità dei docenti in cui ricade l'ora dell'assemblea.
REGOLA 3
Ogni assemblea di classe dovrà redigere un verbale sui contenuti discussi, sui problemi della classe e sulle proposte che sono emerse. Il verbale può essere un semplice quadernone a quadri o a righe. Sul verbale va riportato il giorno e l'ora in cui si è svolta l'assemblea, gli alunni presenti e un elenco per punti delle cose di cui si è parlato.
REGOLA 4
Copie, o fotocopie, dei verbali vanno raccolte dai rappresentanti d'Istituto e ordinati (organizzati) per tipologia di problemi e di proposte. Mentre il verbale della classe deve rimanere nelle mani di uno dei rappresentanti di classe o, se disponibile, nell'aula destinata dalla scuola agli studenti.
REGOLA 5
La sintesi dei verbali delle classi, gestita dai rappresentanti d'Istituto, diventerà la base per la richiesta di un comitato studentesco (assemblea dei rappresentanti di classe) durante il quale dovranno essere evidenziati i punti (problemi e proposte) da sottoporre al Consiglio d'Istituto da parte dei rappresentanti d'Istituto. Tali punti, in forma d'elenco, dovranno essere accettati o respinti dall'assemblea d'Istituto.
REGOLA 6
Prima di richiedere l'assemblea d'Istituto i rappresentanti d'Istituto dovranno fornire l'elenco dei punti sopradetti emersi dalla riunione del comitato studentesco, in maniera tale che i rappresentanti di classe possano informare in anticipo la propria classe delle cose di cui si discuterà in assemblea.
REGOLA 7
Una volta richiesta l'assemblea (se ne può svolgere una al mese) bisognerà preparare una copia dell'elenco dei punti all'ordine del giorno da esporre preventivamente (qualche giorno prima) alla bacheca degli studenti o alla bacheca d'Istituto. In tal modo gli studenti della scuola verranno informati, sia dal rappresentante di classe che dalla bacheca pubblica, con un certo anticipo delle cose di cui si discuterà, o di cui sarà richiesto il voto.
REGOLA 8
L'assemblea, una volta riunita, si esprimerà innanzitutto, ad alzata di mano, sui punti all'ordine del giorno e successivamente su questioni emerse successivamente ai consigli di classe o al comitato studentesco. I punti votati e approvati faranno parte del documento di richieste, problemi, proposte da sottoporre al Dirigente scolastico e al Consiglio d'Istituto.
REGOLA 9
Il Consiglio d'Istituto, per discutere le proposte degli studenti, dovrà ricevere con un certo anticipo (almeno 15 giorni prima del suo svolgimento) le questioni deliberate dall'assemblea d'Istituto, in maniera che possano essere inserite nell'ordine del giorno. Tale documento dovrà essere consegnato al protocollo della scuola, datato e controfirmato dai rappresentanti d'Istituto, e indirizzato sia al Dirigente scolastico che al Presidente del Consiglio d'Istituto.
REGOLA 10
Una volta che i punti verranno discussi in Consiglio d'Istituto sarà cura dei rappresentanti d'Istituto redigere una lettera agli studenti in cui andrà inserito:
a. l'elenco delle richieste fatte, approvate dall'assemblea d'Istituto
b. un breve riassunto della discussione svolta
c. gli esiti delle richieste, approvate o respinte dal Consiglio e con che tipo di votazione (all'unanimità o a maggioranza).
REGOLA 1
Leggere bene, sottolineare, studiare, ricordare, imparare lo STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI che è stato aggiornato dal DPR 235/07
REGOLA 2
Fare richiedere, da parte dei rappresentanti di classe, una assemblea di classe, nella cui richiesta vanno formulati pochi ma sostanziosi punti di cui discutere. Per svolgere l'assemblea (se ne può fare una al mese) bisogna richiedere la disponibilità dei docenti in cui ricade l'ora dell'assemblea.
REGOLA 3
Ogni assemblea di classe dovrà redigere un verbale sui contenuti discussi, sui problemi della classe e sulle proposte che sono emerse. Il verbale può essere un semplice quadernone a quadri o a righe. Sul verbale va riportato il giorno e l'ora in cui si è svolta l'assemblea, gli alunni presenti e un elenco per punti delle cose di cui si è parlato.
REGOLA 4
Copie, o fotocopie, dei verbali vanno raccolte dai rappresentanti d'Istituto e ordinati (organizzati) per tipologia di problemi e di proposte. Mentre il verbale della classe deve rimanere nelle mani di uno dei rappresentanti di classe o, se disponibile, nell'aula destinata dalla scuola agli studenti.
REGOLA 5
La sintesi dei verbali delle classi, gestita dai rappresentanti d'Istituto, diventerà la base per la richiesta di un comitato studentesco (assemblea dei rappresentanti di classe) durante il quale dovranno essere evidenziati i punti (problemi e proposte) da sottoporre al Consiglio d'Istituto da parte dei rappresentanti d'Istituto. Tali punti, in forma d'elenco, dovranno essere accettati o respinti dall'assemblea d'Istituto.
REGOLA 6
Prima di richiedere l'assemblea d'Istituto i rappresentanti d'Istituto dovranno fornire l'elenco dei punti sopradetti emersi dalla riunione del comitato studentesco, in maniera tale che i rappresentanti di classe possano informare in anticipo la propria classe delle cose di cui si discuterà in assemblea.
REGOLA 7
Una volta richiesta l'assemblea (se ne può svolgere una al mese) bisognerà preparare una copia dell'elenco dei punti all'ordine del giorno da esporre preventivamente (qualche giorno prima) alla bacheca degli studenti o alla bacheca d'Istituto. In tal modo gli studenti della scuola verranno informati, sia dal rappresentante di classe che dalla bacheca pubblica, con un certo anticipo delle cose di cui si discuterà, o di cui sarà richiesto il voto.
REGOLA 8
L'assemblea, una volta riunita, si esprimerà innanzitutto, ad alzata di mano, sui punti all'ordine del giorno e successivamente su questioni emerse successivamente ai consigli di classe o al comitato studentesco. I punti votati e approvati faranno parte del documento di richieste, problemi, proposte da sottoporre al Dirigente scolastico e al Consiglio d'Istituto.
REGOLA 9
Il Consiglio d'Istituto, per discutere le proposte degli studenti, dovrà ricevere con un certo anticipo (almeno 15 giorni prima del suo svolgimento) le questioni deliberate dall'assemblea d'Istituto, in maniera che possano essere inserite nell'ordine del giorno. Tale documento dovrà essere consegnato al protocollo della scuola, datato e controfirmato dai rappresentanti d'Istituto, e indirizzato sia al Dirigente scolastico che al Presidente del Consiglio d'Istituto.
REGOLA 10
Una volta che i punti verranno discussi in Consiglio d'Istituto sarà cura dei rappresentanti d'Istituto redigere una lettera agli studenti in cui andrà inserito:
a. l'elenco delle richieste fatte, approvate dall'assemblea d'Istituto
b. un breve riassunto della discussione svolta
c. gli esiti delle richieste, approvate o respinte dal Consiglio e con che tipo di votazione (all'unanimità o a maggioranza).
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