17/05/07

GIMME FIVE


Non è più il tempo delle mezze misure, lo dice anche la meteorologia [http://it.wikipedia.org/wiki/Meteorologia] e ce lo confermano i cambiamenti climatici. Il tempo meteorico (weather e non time), per quanto non tutti siano meteopatici (o meteoropatici?), ci influenza "socialmente" e nei rapporti con gli altri diventiamo intrattabili. Insomma, abbiamo capito: niente primavere, e niente autunni, utili a temperare le stagioni più calde e più fredde. Una lunga estate, un inverno scadente e posticcio. Meglio così, non so. Fatto sta che questi cambiamenti influenzano anche una serie di condizioni al contorno che di solito mediavano i nostri atteggiamenti nei confronti di cose e circostanze. A scuola è sempre più evidente, per esempio, la tendenza ad eliminare il voto da mezza stagione: il 5!

Dopotutto, oggi e con questo tempo levantino, che significa più il 5? Che sei mediocre (dicono i più informati)! Bene. Ma chi è mediocre, com'è? Né scarso (4,3,2,1,0) e né sufficiente (6) o discreto (7), eccetera. Sì, ho capito, ma il mediocre che ha fatto durante l'anno? Ha vivacchiato, è sopravvissuto, si è mantenuto grigio al punto giusto: diagramma piatto, per molti. Il termine viene dal latino medius: e l'etimo riporta che è "di mezzo tra gli estremi; che sta tra il molto e il poco, fra il grande e il piccolo, fra il buono e il cattivo: e dicesi proprio di proprietà astratte che non di quantità o di sito". Fateci caso, però: mediocre è il nostro tempo (sia weather che time), come lo sono i politici (chi eccelle, spesso, viene messo da parte o si autoesclude), lo è la televisione e certa letteratura da bancarella, è mediocre la moda "giovane" almeno quanto la maniera di alimentarsi. Chi è mediocre, ahimé costa dirlo, sta al passo coi tempi: vivacchia, sopravvive, si mantiene grigio al punto giusto, per far che? Per eccellere o scomparire al momento opportuno.

Certo, nella lotteria dei voti e delle valutazioni scritte, chi ha il suo mediocre 5 non ha fortuna critica: rischia di scivolare nel girone degli scarsi, o di arrampicarsi sugli specchi della sufficienza. Tutto dipenderà dal peso del suo grigiore, e dal fatto di avere avuto dei picchi di salute o di apatia in una o due discipline. Chi è un mediocre recidivo non ha futuro, però, nonostante la società in cui vive lo culli in un mare di niente: va tacciato di mediocrità congenita, e respinto con forza verso il suo punto di stasi o, senza eufemismi, lasciato lì dove si trova. Per far che? Perché l'anno successivo possa conseguire una piena sufficenza tale da fargli superare lo scoglio del suo niente. Ma la sufficienza può bastare? E così via...

1 commento:

Bulgakov ha detto...

Caro Professore tutto è opinabile.
Il grigio è un buon colore ricco di sfumature. Non so se ha mai notato, ma in genere nei quaderni, quadretti e righe sono grigi. E' un buon colore il grigio definisce lasciando però la possibilità di riempire ciò che è definito.
L'unica cosa che è intollerabile è la recidiva mediocrità, ma quella si trova solo negli scarsi. Chi arriva alla mediocrità ha delle aspirazioni celate ... serve solo un folletto che scavi e le riporti alla luce.